parto in ipnosi
Parto, mamma e bimbo (iStock)

Parto in ipnosi: senza dolore e senza farmaci. Arriva negli ospedali pubblici anche in Italia.

Presto anche in Italia si potrà partorire in ipnosi, una tecnica che riduce il dolore del parto in modo naturale, senza ricorrere ai farmaci. Ecco di cosa si tratta.

Parto in ipnosi anche in Italia

A renderlo famoso è il suo successo presso le mamme vip. Pare che vi abbiano fatto ricorso anche Kate e Meghan, le duchesse della Casa reale britannica, mogli dei principi William e Harry, e che lo abbiano anche molto apprezzato. Parliamo del parto in ipnosi, una tecnica che in modo del tutto naturale permette un rilassamento profondo rendendo il travaglio se non proprio indolore almeno molto più sopportabile.

A beneficiarne non è solo la mamma, che soffre meno, ma anche il bambino. Infatti, con la mamma più rilassata anche il nascituro soffre meno, perché lo stato di rilassamento indotto dall’ipnosi porta un maggiore afflusso di sangue alla placenta e aumenta l’ossigenazione fetale, secondo alcuni studi. Sappiamo, infatti, che anche per il bimbo il parto è difficile e doloroso, soprattutto nel riuscire a far passare la testa attraverso la vagina.

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La tecnica del parto in ipnosi si basa fondamentalmente sul respiro e sul rilassamento. In questo modo la partoriente riesce a raggiungere un autocontrollo che riduce il dolore e può anche dimezzare la durata del travaglio.

Ora, il parto in ipnosi arriva anche in Italia, in un ospedale pubblico, il Mauriziano di Torino, presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia diretto da Nicoletta Biglia. La nuova tecnica sarà disponibile dal prossimo autunno. Nell’ambito dei corsi pre-parto e di accompagnamento alla nascita, alcune ostetriche dell’ospedale, appositamente formate, insegneranno alle future mamme la tecnica dell’autoipnosi per controllare il dolore durante il travaglio. La nuova tecnica dell’ipnosi durante il parto è stata approvata dall’ospedale torinese al termine di un percorso formativo presso la scuola Ipnomed.

Dal Mauriziano spiegano che “si tratta di una metodica basata su respiro e rilassamento, che dà autocontrollo e riduce il dolore in sala parto. Può essere un’alternativa all’epidurale. In ipnosi è addirittura possibile dimezzare la durata del travaglio rispetto alla media”. “L’autoipnosi – aggiungono dall’ospedale – è la gestione consapevole e volontaria di risorse che, benché straordinarie, appartengono alla nostra mente e al nostro corpo, rappresenta una condizione di potenziamento della persona rendendola più efficiente e performante del solito. È necessario essere addestrati da un professionista sanitario che conosca la tecnica specifica per poterla riprodurre ogni volta che se ne presenta la necessità”.

L’ospedale Mauriziano precisa anche che “l’ipnosi medica non ha nulla a che vedere con cosa ci hanno abituato a vedere in TV. È importante sottolineare che nessun individuo, in stato ipnotico, può essere costretto a fare nulla contro la propria volontà”.

In conclusione, l’ipnosi durante il parto è “una tecnica per aiutare la donna a gestire il parto e il travaglio in serenità ed autonomia“.

Va detto, però, che non tutte le partorienti possono essere sottoposte ad ipnosi. Questa tecnica, infatti, non funziona su tutte o non funziona allo stesso modo su tutte. Generalmente l’ipnosi ha efficacia nel ridurre i dolori del parto sul 60% delle persone, sul restante 40% gli effetti possono essere contrapposti: c’è un 20% in cui l’ipnosi è così profonda che potrebbe addirittura subire un intervento chirurgico senza anestesia, poi c’è un restante 20% su cui l’ipnosi non ha alcun effetto.

Questa notizia è stata riportata da Adnkronos Salute.

Voi unimamme che ne pensate? Avevate mai sentito parlare della tecnica del parto in ipnosi?

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