“Non sono pazza, ho il ciclo”: le parole dell’unica pedagoga mestruale al mondo

Erika Iruska è una pedagoga mestruale, la prima al mondo, che parla dell’importanza del ciclo nella nostra vita, senza tabù.

Avete mai sentito parlare della figura della pedagoga mestruale? Ecco, probabilmente non siete i soli.

Erika Iruska è infatti la prima donna al mondo ad avere assunto questo ruolo: in che cosa consiste precisamente? Erika è una pedagoga e una doula e ha deciso di aiutare le donne stando loro accanto focalizzandosi sui cambiamenti che il ciclo mestruale ha sulle donne non solo nei 4 giorni  in cui si hanno le mestruazioni, ma per tutto il mese.

Nella biografia del suo sito erikairusta.com si legge: “nessuna università lo insegna, quindi Erika ha coniato il termine di Pedagogia mestruale e dal 2010 ha disegnato e aperto degli spazi per scambiarsi opinioni, ricerche e dare un nuovo significato all’esperienza del ciclo mestruale attraverso il suo sito elcaminorubi.com. Nel 2015 ha aperto Soy1Soy4: La Comunidad, la prima community online relativa al ciclo mestruale e alle esperienze di mestruazione nella cultura occidentale”.

La prima pedagoga mestruale al mondo spiega perché il ciclo ci influenza così tanto 

Erika, che ha scritto anche diversi libri sull’argomento, dice di essersi avvicinata a questo oggetto di studio attraverso 4 momenti:

  • quando è nata e la mamma dopo un cesareo stava per morire dissanguata: si è salvata, ma ha perso l’utero
  • quando ha iniziato a prendere la pillola a 17 anni e l’ha smessa a 24 dopo aver scoperto di essere fertile solo per 6 giorni al mese, mentre gli uomini che sono fertili ogni giorno non devono assumere nessun anticoncezionale
  • quando ha avuto un aborto spontaneo e gliel’hanno comunicato in maniera abominevole 
  • quando una volta che ha litigato con il fidanzato e averlo segnato sul suo diario personale quotidiano si è accorta che tutti i mesi, al 26 esimo giorno del ciclo, aveva registrato una lite con il fidanzato.

Se ci pensate bene, il ciclo mestruale è considerato un tabù: non se ne parla, le pubblicità degli assorbenti al posto del liquido rosso del sangue mostrano una specie di acquetta blu, forse solo qualche artista donna – come Zinteta, femminista spagnola –  ha reso addirittura omaggio al ciclo.

Erika racconta nel video, che ha fatto il giro del web, che ha cominciato a segnarsi su un diario giornaliero che cosa provocava il ciclo nella sua vita e a domandarsi “Perché ci sono giorni in cui io domino il mondo, e giorni in cui il mondo mi domina?” e aggiunge: il ciclo mestruale non è solo la mestruazione, che sono 4 giorni, il ciclo mestruale influisce su tutto il mese.

Dopo aver letto i lavori del collettivo delle donne di Boston, un gruppo di femministe degli anni ’70 che studiavano aspetti della vita delle donne non toccati dalla medicina, Erika ha un’illuminazione: “iniziai a capire che la mestruazione, come processo fisiologico in sé, non è il problema. Il problema è chi ha il ciclo in questa società. E se avere il ciclo fosse una  figata, ma facesse male nella nostra società?”.  Ha quindi creato una scuola sulle mestruazioni, appunto “Soy 1 soy 4” (sono una sono 4) con oltre 4000 donne provenienti da 20 paesi diversi

Secondo Erika infatti è necessario che le donne si conoscano, per poter affrontare meglio anche i giorni più difficili e superarli, senza tabù o vergogna.

E voi unimamme cosa ne pensate? E’ giusto considerare che le donne sono cicliche e “non pazze”?

Intanto vi lasciamo con il post di una foto censurata per via delle mestruazioni. 

Firma: Valentina Colmi

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