Einstein scrive formule alla lavagnaAndiamo avanti nel nostro percorso volto ad una migliore comprensione dei meccanismi che animano il funzionamento del  cervello umano: precedentemente abbiamo dato particolare attenzione al periodo in cui, tra 0 e 5 anni, si formano le prime connessioni neurali, sulle cui basi si reggerà in seguito l’intera architettura del cervello.

Per farvi comprendere ancora meglio quanto sia importante lo sviluppo di tali connessioni, abbiamo deciso di rendervi partecipi di una illuminante scoperta. Tutti sappiamo chi era Albert Einstein: un uomo che a soli 26 anni pubblicò 6 articoli che contribuirono in modo sostanziale alla fondazione della fisica moderna e che cambiarono la visione dell’uomo su spazio, tempo, massa ed energia.

Il segreto dell’intelligenza di Einstein: il suo corpo calloso

einstein corpo calloso
@Brain, Volume 137, Issue 4, April 2014

Cosa pensereste se vi dicessimo che l’emisfero destro e quello sinistro di questo uomo erano connessi tra loro in maniera migliore rispetto ad altri comuni mortali e che ciò ha probabilmente contribuito alle sue brillanti scoperte?

Ad ipotizzare questa teoria è tra gli altri Weiwei Men, studioso del Dipartimento di Fisica dell’Università della Cina dell’Est, che ha sviluppato una tecnica attraverso la quale è riuscito a descrivere dettagliatamente il largo fascio di fibre che connetteva i due emisferi cerebrali di Einstein analizzando 14 scatti fotografici inediti in alta risoluzione presi da diverse angolazioni del cervello dello scienziato.

La tecnica ha previsto la misurazione della lunghezza e dello spessore delle fibre nel punto in cui passano da un emisfero all’altro; ciò mostra come in alcune regioni specifiche i due emisferi siano particolarmente connessi, in modo tale da permettere lo svolgimento di diverse funzioni.

Questa zona che divide i due emisferi cerebrali si chiama “corpo calloso”.

Attraverso questa tecnica gli scienziati hanno comparato le misurazioni di Einstein con quelle di un uomo di 15 uomini più vecchi e con quelle di 52 uomini che nel 1905 erano più giovani.

einstein
@ Brain, Volume 137, Issue 4, April 2014,

Ebbene, la ricerca ha mostrato come Einstein avesse connessioni più sviluppate tra alcune parti dei due emisferi cerebrali rispetto agli altri individui presi in considerazione dallo studio.

E voi unimamme che ne pensate dell’importanza delle connessioni?