Unimamme, ci domandiamo spesso come fare a cambiare il modo in cui la società, composta da ciascuno di noi, tratta bambine, ragazze e donne.

Rispettare le donne: un metodo per insegnarlo a scuola

Un sondaggio della NSPCC (National Society for the Prevention of Cruelty to Children) ha evidenziato che:

  • 1/4 delle ragazze tra i 13 e i 17 anni ha subito violenza intima da parte del partner
  • una su 9 ha subito un grave violenza fisica
  • quasi 3/4 hanno subito violenza emotiva

Ora un’organizzazione chiamata Call to Men UK ha l’obiettivo di cambiare il modo in cui i maschi si confrontano con le coetanee femmine, andando nelle scuole e spiegando ai bambini tra 9 e 11 anni cosa voglia dire davvero essere un uomo.

Sarah Hewitt-Clarkson, preside della scuola in cui si sperimenta questo metodo sostiene che bisognerebbe cominciare fin dalla nascita, perché il mondo ci bombarda con messaggi spaventosi su come dovrebbero comportarsi maschi e femmine, cosa dovrebbero dire e cosa no.

Il programma di 8 settimane FreeUp Programme incoraggia i giovani dagli 11 ai 18 anni  a considerare modi rispettosi di coltivare e gestire le relazioni.

Questo può cambiare il modo in cui loro vedono il mondo e si comportano verso le donne e tra di loro.

Nel programma FreeUp si incoraggiano i ragazzi a guardare in modo critico il modo in cui viene filtrata la mascolinità dai loro compagni e dai media:

  • si esplora il loro uso del linguaggio riferito a donne e ragazze,
  • si comprendono i messaggi sottesi dietro termini apparentemente innocui e di uso comune.

Chi si occupa di questo programma è convinto che la scuola sia il luogo giusto per dare spazio a queste riflessioni.

Spesso quando si chiede a un alunno cosa significhi “essere un uomo” la risposta è questa:

  • essere duro
  • dominare lo spazio fisicamente o verbalmente
  • avere il controllo su tutte le emozioni a parte la rabbia
  • avere l’ultima parola
  • fare sesso precocemente
  • non fare determinate esperienze perché sembrano troppo femminili o da deboli

Durante i loro incontri l’associazione invita i ragazzi a raccontare perché vogliono bene alle loro mamme e sorelle.

Il manager dell’associazione Michael Conroy spiega che insegnare ai ragazzi cosa sia una relazione sana è una delle cose più importanti del mondo, per le donne e ragazze nelle loro vite, ma anche per loro stessi.

“Come cultura è tempo che anche noi diamo ai nostri ragazzi il permesso di essere complessi, sensibili ed essere umani felici che trasmettano positività e rispetto verso gli altri”.

Nathan Brown ha partecipato a uno di questi gruppi a 16 anni, dopo che era stato violento con un un altro uomo. Ora ha 19 anni e ha compiuto il percorso per diventare lui stesso insegnante per FreeUp.

“Mi sono cacciato nei guai perché volevo essere l’uomo più duro e grande che fosse mai vissuto. “.

Il programma lo ha aiutato a trovare la connessione tra il suo modo di pensare e la violenza contro le donne “quando una donna sfida il un maschio alfa uomini e ragazzi si sentono denigrati e perdono il controllo della situazione“.

Ora Nathan ha imparato a riconoscere questo comportamento come pericoloso e spera di poter aiutare qualcun altro ad uscire da questo velenoso modo di pensare.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questo programma di cui si parla sul The Guardian?

Secondo voi è un metodo efficace per contrastare comportamenti violenti e poco rispettosi nei confronti delle donne?

Noi vi lasciamo con l’appello di un padre sul rispetto per le donne.