psicologi a scuola
Il presidente degli psicologi Giardina e il Ministro dell’Istruzione Bussetti (www.psy.it)

Psicologi a scuola per promuovere salute e benessere nell’ambiente scolastico tra gli studenti.

Il Miur, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, ha firmato con il Cnop, Consiglio Nazionale Ordine Psicologi un protocollo d’intesa per portare gli psicologi a scuola e promuovere la salute e il benessere degli studenti nell’ambiente scolastico, affrontando i temi come i corretti stili di vita e la prevenzione di comportamenti a rischio per la salute.

Psicologi a scuola per la salute e il benessere degli studenti

“Il Miur e il Cnop intendono sviluppare una serie di azioni volte a promuovere la cultura della salute e del benessere nell’ambiente scolastico al fine di migliorare le condizioni di vita degli studenti, prevenendo l’insorgere di forme di disagio e/o malessere psico-fisico. Scopo del Protocollo d’intesa è quello di avviare azioni volte alla formazione dei docenti, dei genitori e degli studenti, in modo da affrontare, sotto diversi punti di vista, le tematiche riguardanti i corretti stili di vita, la prevenzione di comportamenti a rischio per la salute, nonché avviare percorsi di educazione all’affettività“. Così si legge nell’articolo 1 (oggetto e finalità) del protocollo d’intesa stretto tra Ministero dell’Istruzione e Consiglio Nazionale Ordine Psicologi per promuovere il benessere a scuola e i corretti stili di vita tra gli studenti.

Il protocollo è stato firmato dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e dal presidente del Cnop Fulvio Giardina. Con l’accordo si punta a migliorare la qualità della vita nell’ambiente scolastico e a prevenire le forme di disagio a scuola.

(www.psy.it)

Il Miur e il Cnop nell’ambito delle proprie competenze si impegnano a realizzare progetti ed iniziative congiunte di informazione, sensibilizzazione e formazione, finalizzate alla prevenzione e alla divulgazione di sani e corretti stili di vita, coinvolgendo gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, sin dalla scuola dell’infanzia.

Le attività oggetto del protocollo d’intensa verranno proposte dagli psicologi del Cnop e saranno sostenute e promosse dal Miur, con le modalità stabilite da un Comitato paritetico appositamente costituito. Dal canto suo il Cnop offrirà il suo apporto scientifico e professionale alle scuole per la realizzazione di azioni di prevenzione, promozione e intervento nell’area della psicologia scolastica, anche con il coinvolgimento del Centro Studi del Cnop. Inoltre l’ente degli psicologi si occuperà della formazione dei docenti, dei genitori e degli studenti per affrontare con strumenti appropriati le tematiche attinenti ai corretti stili di vita, alla prevenzione di abitudini e comportamenti nocivi e all’educazione affettiva dei giovani. Inoltre, il Cnop promuoverà le iniziative per rafforzare il ruolo dello psicologo nella società a difesa e tutela dei bambini, degli adolescenti, dei giovani e dei genitori attraverso percorsi e strumenti di comunicazione idonei e attività di ricerca.

Il Comitato paritetico è posto sotto la coordinazione della Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del Miur, i suoi membri hanno una durata di tre anni, la stessa del protocollo d’intesa, e non percepiscono alcun compenso né rimborso spese. Il Comitato promuove l’attuazione delle iniziative previste dal protocollo d’intesa e ne monitora la realizzazione.

L’obiettivo finale dunque è migliorare la qualità della partecipazione alla vita scolastica degli studenti, ma anche dei docenti, del resto del personale della scuola e infine anche dei genitori dei ragazzi. Con l’intervento degli psicologi si dovrebbe arginare o limitare le situazioni di disagio e favorire la salute tra gli studenti.

Il presidente degli psicologi, Fulvio Giardina, ha ringraziato il Ministro dell’Istruzione: “Un doveroso ringraziamento al Ministro Bussetti. Si tratta del primo importantissimo passo per poter garantire ai docenti, agli studenti e alle loro famiglie, a tutto il personale della scuola, quel necessario servizio di psicologia scolastica, già attivo in tutti i paesi europei”.

Non finisce qui. Il Miur ha firmato anche un altro protocollo, questa volta con la Società italiana di Pediatria (Sip), più specificamente diretto alla promozione della salute a scuola, con azioni di formazione dei docenti anche alla somministrazione di farmaci agli alunni con patologie specifiche. Su quest’ultimo punto qualche perplessità è stata sollevata dagli insegnanti.

Questo protocollo è stato firmato da Bussetti con il presidente della Società italiana di Pediatria Alberto Villani, che ha ringraziato il Ministro “per aver realizzato una collaborazione tra mondo della scuola e pediatria che consentirà di rispondere nella maniera più puntuale e qualificata alle esigenze di salute psico-fisica dell’età evolutiva“.

Il Ministro Marco Bussetti ha dichiarato: “Abbiamo siglato due importanti collaborazioni per l’educazione e la crescita sana dei ragazzi che vedono coinvolti istituti scolastici, famiglie, territori, esperti. Stiamo costruendo una vera e propria rete di sostegno… la scuola non è solo il luogo in cui si apprendono conoscenze e si sviluppano competenze. È anche spazio di cittadinanza attiva. In cui si formano giovani consapevoli. I corretti stili di vita, la prevenzione dei rischi e di forme di malessere sono aspetti da curare tanto quanto lo studio dell’Italiano, della Storia e della Matematica. Grazie a chi mette la propria professionalità a servizio dei nostri bambini e ragazzi”.

Per attuare entrambi i protocolli, il Miur ha presentato il progetto “Benessere a scuola“. Un progetto pilota che nella prima fase sarà applicato in tre regioni: Liguria, Abruzzo e Calabria. Saranno coinvolte 60 scuole (20 per ciascuna delle tre Regioni) primarie e secondarie di I e II grado, circa 31.000 studenti e 3.900 docenti. Il progetto si rivolgerà a docenti, famiglie e studenti. E ha come obiettivi:

  • incrementare l’attenzione dei ragazzi alla cura del proprio corpo, delle proprie abitudini di vita e della propria affettività,
  • migliorare la vivibilità e il clima sociale all’interno delle scuole,
  • costruire collaborazioni costanti e durature con le famiglie,
  • prevenire casi di disagio e di abbandono scolastico,
  • fornire indicazioni socio-sanitarie ai docenti e formarli sulla somministrazione di alcuni farmaci che i giovani potrebbero dover assumere in caso di patologie specifiche,
  • dare assistenza medica e primo soccorso per migliorare la sicurezza a scuola.

Ulteriori informazioni sul sito web del Miur.

Che ne pensate unimamme di questi protocolli e del progetto “benessere a scuola”?

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