recita di natale
Recita di Natale (iStock)

Scoppia la polemica per la recita di Natale “cancellata” in una scuola di Terni per rispettare le altre religioni. Ma la vicenda è diversa da quanto diffuso da alcune testate. Ecco cosa è successo.

Natale sta per arrivare e puntualmente arrivano anche le polemiche su presepi e recite di Natale da tenere nelle scuole. C’è chi vuole mantenere la tradizione e chi invece pensa che sia superata in una scuola laica e multiculturale frequentata da bambini di tante religioni. Ogni anno per presidi e direttori didattici è un terno al lotto, perché come fanno sbagliano, perché diventa difficile cercare di soddisfare le esigenze di tutti e non urtare le sensibilità di nessuno. Forse basterebbe solo un po’ di buon senso ed evitare le posizioni intransigenti.

Negli ultimi giorni è sorto il primo caso di stagione: niente recita di Natale in una scuola di Terni per rispettare i bambini delle altre religioni. Sui giornali è stata subito polemica, ma la vicenda è diversa da quanto riferito in un primo momento.

Recita di Natale ‘cancellata’ a scuola a Terni per rispetto alle altre religioni

La denuncia è arrivata dall’assessore alla scuola del Comune di Terni, Valeria Alessandrini, della Lega: “No alla recita natalizia perché disturba le diverse culture religiose presenti nell’istituto“. L’assessora scrive che questa decisione è stata presa da una dirigente scolastica di una scuola primaria di Terni, in merito ad una recita natalizia con la messa in scena di “quadri viventi”, con protagonisti bambini, sulla nascita di Gesù.

Dopo aver manifestato la sua delusione, Alessandrini ha precisato “Mi auguro che ci sia un ripensamento in considerazione del rispetto di quei valori cristiani che fanno parte della nostra storia e del nostro patrimonio culturale. Rispettare chi professa altre religioni non significa dover rinunciare per forza a riconoscere le nostre radici, anzi“.

Il post è stato pubblicato sabato 17 novembre 2018 e subito è stato ripreso da diversi giornali così come pubblicato, senza fare troppe indagini presso la scuola interessata e cercare di capire come stessero le cose, interpellando anche l’altra campana.

Come è prevedibile è stato un immediato profluvio di polemiche, con molti commenti risentiti da parte di una certa stampa e soprattutto, come era prevedibile, a parte degli esponenti della Lega.

Le cose però non si sono svolte esattamente così. Come ha spiegato Maria Elisbetta Mascio, la dirigente scolastica chiamata in causa: “L’idea di realizzare nella nostra scuola un presepe vivente era solo un’ipotesi, neanche formulata più di tanto, dunque il fatto è insussistente“. Riporta il sito web La Tecnica della Scuola. La dirigente anche sottolineato che in questo caso “il termine vietare è assolutamente inappropriato e il tema non dovrebbe essere all’ordine del giorno degli interessi di un assessore”.

Contattata al telefono da Terni Today, la dirigente scolastica ha detto di essere stata oggetto di “attacchi di tipo politico” da parte dell’assessora. Anche perché, come scrive sempre Terni Today, uno scontro tra la dirigente scolastica Mascio e l’assessora Alessandrini si sarebbe già verificato il giorno prima, venerdì 16 novembre, durante una riunione con tutti i dirigenti delle scuole della città per fare il punto sugli interventi strutturali da realizzare.

Inoltre, non ci sarebbe stata alcuna richiesta formale alla scuola sullo svolgimento di questa recita con quadri viventi, ma solo una proposta verbale, che non ha avuto seguito. Tra l’altro negli ultimi anni, nelle due scuole primarie sotto la direzione di Mascio non hanno mai organizzato recite natalizie, ma manifestazioni con canti natalizi, anche di ispirazione religiosa. Dunque nessuna negazione di identità e tradizione religiosa.

Come riporta Umbria Journal, la dirigente scolastica sulla vicenda ha dichiarato: “La nostra scuola è un esempio di tolleranza, rispetto e integrazione. È sufficiente aprire il sito web della direzione didattica per notare che viene riportata la visita pastorale del vescovo Piemontese. In tutte le scuole della direzione vengono fatti presepi e canti natalizi, dunque il rispetto è totale per tutte le sensibilità, anche religiose. Ma senza superare certi limiti e seguendo le regole imposte dal principio di laicità della scuola“.

Quindi nessuna recita di Natale cancellata, anche perché non è stata mai organizzata, e nessuna mortificazione delle tradizioni cristiane legate al Natale, perché in entrambe le scuole primarie dirette dalla dottoressa Mascio verranno allestiti presepi e si terranno canti natalizi, anche religiosi.

Tra l’altro l’apertura a recite e manifestazioni per celebrare il Natale è arrivata anche dalla comunità islamica di Terni. L’Imam Mimoun El Hachmi, del Centro culturale islamico della città, ha detto al Tgcom24: “Non siamo noi a volere cambiare la cultura del Paese che ci ospita, siamo qui per rispettarla“. L’imam ha spiegato di aver deciso di intervenir sulla questione “perché c’è chi sta cavalcando la polemica a nome nostro“. “Per la nostra Comunità – ha aggiunto – lo scambio è una ricchezza, siamo tutti fratelli. Diciamo ‘no’ all’integralismo islamico così come a quelli di altro genere. Per cui trovo giusto che a scuola si possa fare anche un presepe vivente, Dio è nel cuore e non nelle parole.

Sul caso ha scritto anche il sito di debunking Bufale.net.

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Sul Natale vi ricordiamo il nostro articolo: Lettera a Babbo Natale: come prepararla, come scriverla e dove inviarla