Giuseppe D’Angelica

Il piccolo Giuseppe D’Angelica, a soli 8 annim può già dire di essere un eroe dato che ha letteralmente salvato la vita alla sua mamma, Chiara Goglio.

Sabato 16 giugno, il piccolo Giuseppe, 8 anni, era a casa con mamma Chiara mentre il padre lavorava nel suo negozio di acconciature per uomo, a pochi metri da casa.

Ad un certo punto Giuseppe è andato in bagno e ha trovato la mamma riversa a terra, immobile. Dopo aver tentato di risvegliarla, ha chiamato al telefono suo padre, Vincenzo D’Angelica: “Papà, la mamma è a terra in bagno, sta male, non si muove.

Per fortuna il padre di Giuseppe lavora accanto a casa, in via Matteotti a Rozzano. L’uomo corre a casa e tenta di aprire la porta, ma è chiusa a chiave. Chiama Giuseppe che riesce ad aprirla dall’interno permettendogli di entrare, verificare le condizioni della moglie, e chiamare i soccorsi.

“Con mia moglie ci eravamo massaggiati poco prima su Whatsapp e anche se all’ultimo messaggio non avevo ricevuto risposta, non mi sono allarmato, ho pensato che fosse presa in faccende domestiche – ha raccontato Vincenzo – Sul display del cellulare ho visto apparire l’altro numero che abbiamo a casa: ho avuto un brutto presentimento. È un numero che non usiamo mai. Quando ho risposto e mio figlio mi ha detto che la mamma stava male ho lasciato il cliente che avevo sotto le forbici e sono corso a casa“.

Arrivato a casa non riuscivo a entrare perché c’erano le chiavi inserite nella serratura. Ero sconvolto e stavo tentando di buttare giù la porta, ma mio figlio ha mantenuto la calma e ha tolto le chiavi, così sono potuto entrare” ha aggiunto il parrucchiere di Rozzano.

Anche il piccolo Giuseppe ha raccontato quel terribile momento: Ho provato a chiamarla, a scuoterla ma non mi rispondeva. Quando l’ho vista per terra, così, non ho perso tempo. Ho preso il telefono e ho chiamato subito papà dicendogli di correre: gli ho urlato “papà, papà corri che mamma sta male”“.

Trasportata d’urgenza all’ospedale Humanitas, Chiara è stata ricoverata e sottoposta a due interventi. Solo allora la sua famiglia ha scoperto che era rimasta vittima di un’aneurisma cerebrale. “Se mio figlio non mi avesse chiamato subito o se i soccorsi avessero tardato, oggi staremmo vivendo un dramma – Ha dichiarat il papà –. Anche il primario dell’ospedale che l’ha operata ha detto che pochi minuti in più e non ce l’avrebbe fatta.

Sono cristiano e credente: credo che Giuseppe, la Croce Bianca di Binasco e la fede siano stati fondamentali per la vita di mia moglie – ha concluso Vincenzo –. Il piccolo Giuseppe è tranquillo anche se nei suoi occhi si legge ancora lo spavento per la terribile esperienza che ha vissuto. Ma è stato un bimbo forte, l’angelo della mamma.

Un’altra storia bellissima dopo quella, recente anch’essa, della bimba di 6 anni che è riuscita a salvare la sua mamma in una situazione molto pericolosa. E voi Unimamme avete istruito i vostri figli affinché sappiano come reagire a un’emergenza del genere?