sex toys

Sex toys sempre più diffusi, anche tra le ragazze, ma possono esserci rischi per la salute. Tutto quello che dovete sapere.

Cresce l’uso dei sex toys tra i giovani e anche tra le ragazze, ma le plastiche con cui sono realizzati possono causare seri rischi alla salute. Ecco cosa ha scoperto Milena Gabanelli nell’inchiesta realizzata per il Corriere della Sera.

Sex toys sempre più diffusi ma ci sono rischi seri

I sex toys nonostante il nome non sono giocattoli, anche se sono per adulti, e non vanno considerati come tali. Possono avere motorini e batterie, tasti on off, dispositivi meccanici, telecomandi, ma non sono nemmeno elettrodomestici. Queste caratteristiche fanno sì che non abbiano i requisiti di sicurezza che invece hanno normalmente i giocattoli o gli elettrodomestici in commercio. Si tratta di una categoria particolare di oggetti che sfugge alle norme di sicurezza applicate in genere per gli altri oggetti.

Sulle confezioni può essere riportata questa avvertenza: “Da vendersi solo come gadget articolo scherzo per adulti. L’importatore non si assume alcuna responsabilità… Questo articolo potrebbe causare reazioni allergiche“. I sex toys, dunque, possono essere pericolosi

Un’indagine di mercato dello store online Mysecretcase ha rilevato che il 60% di coloro che acquistano sex toys li utilizzano abitualmente. Si tratta di:

  • 25% uomini,
  • 35% coppie,
  • 40% donne tra i 20 e i 45 anni.

Tra le donne chi utilizza di più sex toys sono le ragazze tra i 20 e i 30 anni (+300% rispetto al 2016).

Nel 2017 i sex toys hanno generato un giro di affari mondiale di 18,6 miliardi di euro. I prezzi possono variare molto, da pochi euro per gli oggetti più semplici a diverse centinaia di euro per quelli più sofisticati e tecnologici. La spesa media per utente è di circa 80-90 euro. Il canale preferito per acquistarli è il web. Proprio grazie al web le vendite sono cresciute del 6 % in un anno in Italia. Mentre in Europa il fatturato è cresciuto del 20%.

Vendita sex toys online (Infografica Corriere della Sera)

Per quanto riguarda i negozi fisici, invece, in Italia ci sono oggi circa 500 sex shop, che garantiscono una certa privacy agli utenti.

Il mercato dei sex toys è in crescita per questo è importante parlarne, per valutarne i possibili rischi per la salute.

I rischi dei sex toys

I pericoli dei sexy toys sono normalmente i rischi da contatto, per via dei materiali con cui sono fatti. I cataloghi presenti sul web indicano modelli, dimensioni, funzioni, colore e prezzo, ma raramente indicano i materiali utilizzati per fabbricarli.

In alcuni casi le etichette indicano i materiali dei sex toys, in questi casi si può leggere:

  • plastica
  • Tpr
  • Tpe
  • Abs
  • Pvc
  • lattice
  • silicone
  • “jelly” (che è la sigla del materiale impiegato).

I sex toys “possono contenere silicone, o lattice o altri materiali plastici, in genere fanno uso di plastificanti del tipo ftalati“, avverte il professor Mario Malinconico dell’Ipcb del Cnr.

Il materiale plastico Pvc di norma è abbastanza sicuro, ma se non è lavorato bene “può rilasciare il cloruro di vinile che è un potente cancerogeno“, afferma la dottoressa Fiorella Belpoggi dell’Istituto Ramazzini. Questo può accadere con prodotti di scarsa qualità, spesso venduti a prezzo molto basso e provenienti dall’Asia.

I prodotti asiatici, tra l’altro quelli più venduti, non sono sicuri, perché in Asia hanno altri sistemi di lavorazione della plastica che non garantiscono la sicurezza del processo. In questi prodotti è più elevato il rischio che il cloruro di vinile monomero (usato per il Pvc) passi dall’oggetto alle mucose.

Gli oggetti di cui non si conosce il materiale con cui sono stati realizzati potrebbero contenere ftalati che secondo la comunità scientifica sono un “interferente endocrino e cancerogeno”. Quindi possono alterare l’equilibrio ormonale e causare il cancro.

Tenuto conto che i sex toys vengono usati soprattutto da donne in età fertile, è evidente che questi interferenti endocrini possono influire sulla salute riproduttiva dell’età evolutiva.

Parlando invece delle donne in gravidanza, la dottoressa Belpoggi ricorda che “per una donna incinta gli ftalati sono pericolosi. Lo sviluppo sessuale del bambino può essere alterato se siamo difronte a prodotti di scarsa qualità“. Se lo ftalato contamina il sangue della mamma e, attraverso la mucosa, raggiunge il bambino nelle prime fasi dello sviluppo, quando le cellule migrano per stabilire il sesso maschile o femminile, “ci possono essere seri problemi“, avverte la dottoressa.

Rischi dei materiali dei sex toys (Infografica Corriere della Sera)

Un’inchiesta di Greenpeace Olanda realizzata alcuni anni fa aveva rilevato che in sette sex toys su otto erano presenti ftalati in concentrazioni che andavano dal 24% al 51%.

Nei giocattoli la concentrazione di ftalati non può superare lo 0,1%, proprio per i gravi rischi che provocano. A questo proposito il Consiglio europeo ha emanato nel 2009 una normativa sulla sicurezza dei giocattoli che vieta di fatto gli ftalati nei materiali per realizzarli. Sono assolutamente vietati nelle plastiche di giocattoli per l’infanzia e nei biberon. Per i trasgressori sono previste sanzioni penali.

Un’analoga normativa, invece, non è prevista per i sex toys, proprio perché non sono considerati giocattoli. Le uniche norme di sicurezza riguardano i sex toys elettronici per i quali è obbligatorio il marchio CE.

Eppure questi oggetti entrano in contatto prolungato con le mucose e se fabbricati con materiali non sicuri possono creare molti danni.

Il consiglio degli esperti è quindi quello di acquistare prodotti in silicone, i più sicuri tra i materiali plastici, e ovviamente quelli con marchio CE.

Ulteriori informazioni sul Corriere della Sera.

Che ne pensate unimamme? Conoscevate questi rischi?

Vi ricordiamo il nostro articolo: Attività sessuale in gravidanza: i comportamenti da evitare secondo un’esperta