Credits: www.lanazione.it

Nel 2016 Tonino Krstic uccise una bambina di tre anni. La corte d’appello ha aggravato la prima condanna. Condannata anche la madre della piccola.

Era il 27 aprile 2016 quando in una baracca del litorale pisano, a Calambrone, una bambina di appena tre anni è stata trovata morta. Sul posto intervennero i Carabinieri e a seguito delle indagini vennero indagati il patrigno e la mamma, come raccontato dal giornale la Nazione.

Ad uccidere la piccola bambina fu il patrigno che dopo averla picchiata e impedito anche l’arrivo dei soccorsi.

Nel 2017 l’uomo, Tonino Krstic, venne condannato a 30 anni di reclusione.

La donna, nonché madre della bambina, fu invece condannata a 10 anni per non aver impedito i maltrattamenti che il suo convivente infliggeva alla bambina (percosse e botte), fino poi a causarne la morte.

In questi giorni, la corte d’appello di Assisi ha completamente ribaltato queste sentenze, rendendole molto più gravi.

Il caso Samantha Castagnino, bambina di soli 3 anni: cosa è successo nel 2016 e le nuove sentenze

Era il 27 aprile 2016 quando la piccola Samantha Castagnino di soli tre anni fu uccisa. Secondo i Carabinieri, che si occuparono del caso, la bambina viveva in una situazione di degrado familiare e sociale. Abitava in una baracca in un paese in provincia di Pisa, Calambrone, con la madre ed il patrigno.

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La donna, Juana Francisca De Olmo, 34enne di origini dominicane aveva lasciato a Rapallo il marito ed un altro figlio, per fuggire con il nuovo compagno. L’uomo, Tonino Krstic di 34 anni, nato a Roma, ma con origini serbe, ha maltrattato ed lasciato in fin di vita la piccola bambina. Successivamente ha intimato alla compagna di chiamare i soccorsi.

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Al processo che si tenne nel 2017, l’accusa dichiarò i violenti maltrattamenti che l’uomo aveva inflitto alla piccola e chiese l’accusa di omicidio per:”Averla colpita con schiaffi, con una cinghia bagnata, con uno stendino, e quando il corpicino non reggeva più a tali pressioni, per averla colpita con una scarpa procurandole tumefazioni sul cinquanta per cento del corpo”.

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I due adulti furono condannati:

  •  30 anni per l’uomo con l’accusa di omicidio con varie aggravanti comprese quella della sevizia
  • la madre fu condannata a 10 anni per non aver impedito e non essersi opposta alla violenza del compagno. Aveva l’obbligo, anche giuridico oltre che di madre, di difendere la figlia dall’uomo.

Ora la corte d’Assisi d’appello di Firenze ha ribaltato completamente la sentenza di primo grado. I magistrati hanno rivalutato le sentenze ed hanno stabilito un severo aggravamento rispetto alla prima sentenza.

Per Tonino Krstic la corte d’Appello di Firenze ha disposto l’ergastolo e per la madre la Corte ha deciso il rinvio degli atti alla procura affinché venga incriminata per omicidio volontario in un nuovo processo. La procura di Pisa dovrà avviare un nuovo processo alla donna davanti alla corte di assise.

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Voi unimamme cosa pensate della decisione dei giudici, soprattutto riguardo alla mamma?

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