Il cadavere di Pavel Matveev un ragazzino di 15 anni è stato trovato decapitato dopo giorni ricerche in un villaggio di Mogochino, nella regione di Tomsk.

Dalle prime indagini pare che la causa scatenante sia quella di aver perso un gioco al pc.

La morte, come accennato, pare essere stata molto cruenta, il ragazzo infatti si sarebbe decapitato con una motosega.

Secondo i media russi Pavel era dipendente dai videogiochi che la sua mamma, una donna single, gli comprava.

Non è chiaro però a quale gioco stesse giocando quando ha deciso di suicidarsi.

Secondo l’emittente televisiva russa NTV “un adolescente della regione di Tomsk si sarebbe suicidato dopo aver perso un gioco al computer”.

Le autorità, naturalmente, stanno indagando.

A quanto pare in Russia si starebbe assistendo a un’ondata di gruppi della morte che incitano gli adolescenti a uccidersi nel corso di giochi via social media.

Non si può ancora stabilire con certezza se questi gruppi siano coinvolti nella morte del ragazzino.

Secondo la Novaya Gazeta 130 suicidi di ragazzi tra il novembre 2015 e aprile 2016 sono attribuibili ai membri di uno o di un altro gruppo su internet.

Alexey Moshkov, a capo del dipartimento sui crimini perpetrati via computer presso il Ministero dell’Interno Russo, ha avvertito che nel 2017 sono stati scoperti un totale di 1339 suicidi online di gruppo, con un audience di 12 mila utenti e più di 200 mila post. Vi ricorderete sicuramente il caso legato alla Balena Blu e l’appello lanciato dalla polizia.

Moshkov ha rivelato che sono stati aperti 230 casi criminali e 19 menti o curatori dei gruppi online sono stati arrestati.

Unimamme, voi conoscevate questa vicenda di cui si parla sul Daily Mail?

Noi speriamo che la polizia faccia luce sul caso e che notizie di questo tipo convincino sempre più genitori a controllare le attività che i figli svolgono online e il tempo che dedicano ai videogiochi.

Vi lasciamo con un altro pericoloso gioco, quello del soffocamento, che faceva strage di bambini.