“Soffrivo con lei”: la lezione di una bambina di cui tutti abbiamo bisogno

Una donna condivide la lezione insegnata da due bambine sull’amicizia.

Unimamme, in un momento storico in cui affiorano vecchie tensioni e fantasmi di un passato ancora troppo recente, il messaggio di una mamma ci fa riflettere su quanto due bambine possono insegnarci in fatto di amicizia.

La lezione di due bambine contro il razzismo

Rachel Macy Stafford è una mamma giornalista nonché educatrice, che tiene un blog intitolato “The Hands free revolution” che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook l’immagine di sua figlia con la sua migliore amica e il racconto di ciò che la figlia le ha detto:

Non dimenticherò mai cosa ha detto mia figlia dopo che la sua migliore amica è stata soggetta a commenti razzisti sul bus, un pomeriggio.

“Le ho chiesto se stesse bene” mia figlia in lacrime mi ha detto “lei non ha detto niente, quindi io mi sono avvicinata. Così, con riluttanza ha ammesso: “non sapevo cosa fare mamma, quindi soffrivo con lei”.

Soffrivo con lei.

Mi ci è voluto un momento per riprendermi da questo.

Ho messo da parte quelle potenti parole e ho continuato ad osservare quella possente coppia.

Negli anni che sono passati, ho notato come si guardano l’un l’altra. Ogni volta che una si fa male al parco giochi, quando una compra un nuovo paio di occhiali e ha bisogno di un’opinione onesta, se una ha bisogno di incoraggiamento durante i tiri di basket, se una è spaventata da un cane, loro rispondono in modo compassionevole ai bisogni dell’altra.

Quando una non può affrontare qualcosa a causa dell’allergia al glutine o a causa dei tutori, anche l’altra ne fa a meno. E quando hanno dei disaccordi loro si guardano negli occhi, ascoltano le parole l’una dell’altra e affrontano quella cosa.

Questa estate, questa coppia è andata in un nuovo campo da basket. Ho visto il loro shock iniziale quando si sono accorte che erano le uniche bambine. Poi ho visto il loro pugno diventare un bozzolo.

Hanno giocato duro, si sono incoraggiate l’un l’altra, sono rimaste vicine. Quando ho riaccompagnato a casa l’amica di mia figlia alla fine di quel giorno al campo, mia figlia ha esclamato: “grazie di essere venuta con me in quel campo nuovo, non so cosa avrei fatto se  non ci fossi stata tu!”.

La sua amica si è fermata, ha guardato dritto mia figlia e ha detto:se vuoi andare in un altro campo, non preoccuparti. Io verrò sempre con te“.

Di nuovo e di nuovo prendo nota di ciò che quelle due amiche hanno da insegnarmi.

E spero che oggi anche il resto del mondo lo noterà.

E se tutti noi, collettivamente, ricordassimo “soffrirò con te” come qualcosa che tutti noi possiamo fare quando non sappiamo cosa fare?

E se noi, collettivamente, guardassimo negli occhi le nostre sorelle e fratelli per riconoscere la loro storia e il loro dolore, piuttosto che chiudere gli occhi e guardare altrove?

E se noi, collettivamente, riconoscessimo i nostri privilegi e benedizioni, non sarebbero ancora più grandi se li condividessimo con le nostre sorelle e fratelli.

E se, collettivamente, fossimo d’accordo che non è “la mia schiena” o “la tua schiena” ma la nostra, e se fossimo qui per creare un mondo unificato e pacifico per le generazioni future?

Penso che tutti siamo d’accordo che ci sia molto in gioco per il nostro Paese, ora. Unità, pace, progresso, comprensione e amore sono tutti sulla linea, ed è difficile saperlo se stanno per effettuare un taglio.

Poi mio marito mi ha inviato una foto. E questo è ciò che vedo sulla linea in occasione di una partita di football.

L’obiettivo di questa piccola, ma possente squadra è amare, volersi bene l’un l’altra per come vogliono essere amate.

L’obiettivo di questa squadra è di avere il nostro sostegno.

Per questo sanno che sono più forti insieme di quanto lo siano da sole. C’è molto sulla linea.

Ma l’amore può prevalere.”

Questo messaggio, ripubblicato su Love What Matters, ha guadagnato 34 mila Like diventando virale.

Unimamme, voi cosa ne pensate di queste parole?

Noi vi lasciamo con un filmato che dimostra che i bambini non conoscono il razzismo.

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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