maternità

Unimamme, oggi condividiamo con voi il messaggio di una mamma sulla sua maternità e su come si sia accorta di averla vissuta non nel migliore dei modi.

Maternità: una mamma racconta

Ogni notte, mio dolce angelo, noi ci facciamo le coccole in una poltrona enorme che è troppo grande per la tua stanza, la tua testa messa comoda tra la mia spalla sinistra e il petto, ascoltando una stazione di ninne nanne su Pandora.

Tu bevi il tuo latte e succhi il tuo ciuccio finché non atterri nelle lande dei sogni.

La maggior parte delle notti tutto procede tranquillo.

Altre notti io ti devo incoraggiare a “chiudere gli occhi”, tu rispondi gentile, piano, in modo adorabile, “okay”.

Ma ci sono anche altre notti, succede almeno 3 volte al mese, dove semplicemente non vuoi chiudere gli occhi.

Non è che fai i capricci o sei ribelle. In quelle notti tu vuoi semplicemente fissare la mamma..fissare…fissare e fissare.

Bene, in una delle ultime notti il tuo sguardo è rimasto bloccato con me, perché in quel momento, sicuramente mi sentivo esasperata e frustrata per i minuti di “tempo personale” che mi stavi rubando (come sono egoista vero?).

Più tardi, quella notte, mentre sedevo sul divano sperando di rilassarmi un po’, mi sono accorta di quanto spesso siano aperti i miei occhi, ma che ancora non riesco a vedere.

La maternità mi impone di lottare per essere presente ma, tristemente, vivo in modo disattento.

Ogni giorno sono distratta dalle mie ansie e dalle preoccupazioni per te e i tuoi fratelli.

Mi preoccupo per la mancanza di tempo di qualità tra me e il vostro papà. Sono delusa da me stessa per la condizione della nostra casa e dal fatto che non sia stato fatto il bucato.

Temo il giudizio, da parte di tutti, su niente che riguardi come funziono come persona, come donna, moglie, genitore.

E ovviamente sono distratta dal mio lavoro.

Lo sai perché lo desidero dolcezza?

Vorrei che qualcuno mi avesse detto di tenere aperti i miei occhi.

Senza farlo con intenzione, ho chiuso i miei occhi, troppo spesso e troppo a lungo, verso questi irripetibili momenti che ho con le mie persone speciali.

“Apri i tuoi occhi” vorrei gridare a me stessa. Apri i tuoi occhi e il tuo cuore al tempo ben speso, ai tre miracoli che vivono in casa tua, per imparare che questo sta avvenendo… sia a te che ai tuoi figli.

Apri gli occhi alla differenza che stai facendo nel mondo allevando qualcuno che ha già l’innata inclinazione e l’intelligenza di tenere aperti gli occhi, perché già comprende l’importanza di farlo.

Vedete, ogni momento in cui vi perdete a fissare una persona amata non è tempo sprecato.

Questo tempo con voi non sarà mai sprecato.

Ho 3 bambini che indugiano quando li abbraccio, che sbavano quando baciano e sono troppo entusiasti e che mi fissano quando devono andare a dormire.

Ora è il momento che io accolga il loro sguardo, che smetta di dirgli di chiudere gli occhi, e per me di aprire i miei.

Non solo sto per aprire i miei occhi alla benedizione della mia vita, ma sto per fissare, guardare intensamente, fissare ancora e ancora ogni e ciascuna delle benedizioni che l’hanno costruita.

Quindi se ora sembro distratta, è perché lo sono. Ma è la cosa giusta da fare e vi auguro le stesse distrazioni.”

Unimamme, vi ritrovate in queste parole di Nicole Merritt su The stir?

Noi vi lasciamo con una commovente lettera di una figlia sulla  maternità e il racconto nudo e crudo della maternità.

 

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