vaccino contro clamidia
Dolori da clamidia (iStock)

Un vaccino contro la clamidia, nuove speranze da una sperimentazione in corso.

Ancora vaccini? Direte unimamme, ebbene sì, soprattutto se sono sicuri e utili nella prevenzione di patologie gravi e fastidiose come un’infezione batterica. In questo caso si tratta di un’infezione batterica trasmessa sessualmente e piuttosto diffusa: la clamidia.

La clamidia si cura con gli antibiotici, ma può essere contratta di nuovo con altri rapporti sessuali appena si viene in contatto con il batterio. Se non curata può dare complicazioni gravi e compromettere la fertilità. Ecco perché il vaccino è utile

Un nuovo vaccino contro la clamidia

Si tratta di un’infezione batterica piuttosto comune, che si trasmette per via sessuale e può contagiare le donne, le più colpite, ma anche gli uomini. Stiamo parlando della clamidia, causata dal batterio Chlamydia trachomatis, un problema con cui molte donne prima o poi hanno dovuto fare i conti.

Come tutte le infezioni batteriche, la clamidia viene curata con gli antibiotici, ma nelle forme più gravi può avere conseguenze sulla fertilità. Inoltre, va ricordato che è in aumento l’antibioticoresistenza, che un domani potrebbe rendere incurabili diverse infezioni per colpa dei “super batteri”. Finora esiste la gonorrea resistente agli antibiotici. Un problema che dovrebbe allarmare sempre più persone e farle desistere dall’abuso di antibiotici, che in Italia ha causato questo problema. Altro che fake news sui vaccini!

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Contro la clamidia è stato messo a punto un nuovo vaccino dal quale possono arrivare concrete speranze nello sconfiggere questa patolgia. Il vaccino anti-clamidia (CTH522), basato su una proteina, ha superato i primi test di sicurezza sulle persone e sembra essere ben tollerato.

Il vaccino è stato controllato con un trial di fase I condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra e dello Statens Serum Institut di Copenaghen, con il contributo del The Innovation Fund Denmark e della Commissione Europea. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet.

Il nuovo vaccino è il primo ad arrivare ai test umani e “appare essere sicuro e ben tollerato“, come spiegano i ricercatori. Ora dovrà essere sottoposto a successive fasi di sperimentazione, per stabilirne meglio il funzionamento e in che dosi somministrarlo.

Finora nessun vaccino contro la clamidia era stato testato in studi clinici. Mentre i programmi di screening e le terapie con antibiotici non sono riusciti a ridurre l’incidenza della malattia. Una speranza può arrivare dal nuovo vaccino che è molto importante non solo perché la clamidia è l’infezione a trasmissione sessuale più diffusa al mondo, ma soprattutto per i problemi di fertilità che può causare.

Ovviamente ci vorranno ancora diversi anni prima che il nuovo vaccino sia completo e disponibile. Quello che si può fare nel frattempo è un’attenta prevenzione, a cominciare dai rapporti sessuali protetti con il profilattico.

La clamidia è spesso asintomatica, per cui la persona che ne è affetta non si accorge di averla, finché non sta molto male. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2016 le malattie sessualmente trasmissibili, negli uomini e nelle donne tra 15 e 49 anni d’età, sono state: 127 milioni di nuovi casi di clamidia, 87 milioni di gonorrea e 6,3 milioni di sifilide.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia dal 2010 al 2016, le infezioni di clamidia sono raddoppiate.

La clamidia è diffusa soprattutto nella fascia di età dai 15 ai 24 anni. Quando si manifestano i sintomi possono essere: dolore mentre si urina o al retto, macchie rosse e prurito sui genitali, rapporti sessuali dolorosi nelle donne e dolori ai testicoli negli uomini.

L’Istituto Superiore di Sanità avverte che se le manifestazioni sintomatiche della clamidia sono molto leggere, tanto da non essere spesso riconosciute dalle persone che ne sono colpite, le conseguenze a carico dell’apparato riproduttivo, specie femminile, possono essere molto gravi. Nella maggior parte dei casi l’infezione interessa le donne, soprattutto le adolescenti e le giovani sessualmente attive. Dal 10 al 40% delle donne con infezione non trattata sviluppano la malattia infiammatoria pelvica (pelvic inflammatory disease, PID) che può condurre alla sterilità.

Negli individui di sesso maschile, l’infezione può interessare l’epididimo, causando dolore e febbre. Il danno permanente sembra meno probabile, anche se negli ultimi anni alcuni studi segnalano una possibile correlazione tra l’infezione da clamidia negli uomini e sterilità. Rare le conseguenze più serie, come la sindrome di Reiter, una forma di artrite sieronegativa accompagnata da lesioni epidermiche e infiammazione agli occhi e all’uretra.

La clamidia si trasmette attraverso i rapporti sessuali di ogni tipo, vaginali, anali e orali.

Una donna gravida infetta può, durante il parto, passare al neonato l’infezione, che si manifesta come un’infiammazione agli occhi e all’apparato respiratorio. La clamidia è, infatti, una delle prime cause di congiuntivite e di polmonite nei neonati.

Conoscevate tutte queste conseguenze della clamidia, unimamme?

La notizia del nuovo vaccino contro la clamidia è stata data da Adnkronos e dal Post.

Ulteriori informazioni sulla malattia dal sito web Epicentro.