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Varicella: conoscere i sintomi e cosa fare durante il contagio

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varicella

La varicella è una malattia infettiva molto contagiosa causata dal Virus varicella Zoster (VZV), appartenente alla famiglia degli Herpesvirus. La sottofamiglia è Alphaherpesvirinae, genere Varicellovirus.

Si tratta di una malattia esantematica, contagiosa ed epidermica che colpisce soprattutto i bambini sotto i 12 anni.

La varicella

Contagio

La varicella si diffonde facilmente per via aerea attraverso colpi di tosse o starnuti, o ancora attraverso il contatto diretto con secrezioni dell’eritema.

Dal momento che il liquido delle vescicole è contagioso, la trasmissione può avvenire anche tramite superfici contaminate, oggetti contaminati (giochi).

L’incubazione dura circa 7 -21 giorni dal contatto, mentre la trasmissione è possibile da 2 giorni a 6 prima della comparsa delle vescivole. Poi la contagiosità si riduce del 70% durando fino a quando tutte le lesioni si sono trasformate in croste. Dopo la diagnosi di varicella bisognerebbe rimanere in isolamento per 5 giorni dal momento in cui è comparso il rash cutaneo.

La varicella è una malattia altamente trasmissibile, con un tasso di infezione del 90% a stretto contatto.

Durata

Per quanto riguarda i bambini solitamente la malattia si risolve dopo una settimana o 10 giorni. Il decorso è più lungo se colpisce gli adulti.

Sintomi

I primi sintomi si manifestano da una a tre settimane dall’infezione. Nei bambini solitamente il primo segno è l’eruzione cutanea, l’esantema, ovvero con piccoli puntini rossi sul torace e sull’addome che coinvolgono viso, testa e gli arti fino anche alla mucosa orale e il cuoio capelluto.

Tra i sintomi iniziali ci sono anche: inappetenza, nausea, dolori muscolari, dolori alle giunture, rinorrea.

Nei bambini più grandi e negli adulti si comincia con mal di testa e malessere generale seguiti poi dalle pustole. Le pustole si presentano come foruncoletti ma alcune hanno in cima delle vesciche che contengono siero giallo.

Nella fase delle vescicole di solito è presente un prurito intenso. Le vescicole, che hanno mezzo centimetro di lunghezza, possono apparire anche sui palmi della mani, sulle piante dei piedi e sulle membrane mucose, dolorose ulcere superficiali possono comparire in bocca nella parte superiore della gola e nella zona genitale.

Le pustole sono pruriginose e se grattate possono lasciare piccoli segni permanenti.

Infine l’eruzione cutanea può essere più ampio o grave nei bambini che hanno disturbi della pelle come l’eczema.

Negli adulti

Gli adulti possono avere una eruzione cutanea più diffusa e febbre più persistente. Inoltre è più probabile che possano avere delle complicazioni come la polmonite da varicella.

Nei neonati

Generalmente il pediatra prescrive solo farmaci che possano attenutare i sintomi. I genitori possono fare al bebè un bel bagnetto quotidiano utilizzando un sapone a ph fisiologico, viene consigliata poi l’applicazione di latte idratante.

Inoltre è consigliabile che il neonato abbia le unghie corte per non infettarsi ulteriormente.

Sempre per quanto riguarda la varicella nei neonati il rischio del bambino di sviluppare la malattia è maggiore con un’esposizione all’infezione nel periodo che va da 7 giorni prima della nascita a 7 giorni dopo. I neonati che sviluppano i sintomi della varicella sono a rischio di:

  • polmonite
  • altre gravi complicazioni della malattia

Quando chiamare il medico

Non è consigliabile portare il bimbo in ambulatorio perché c’è il rischio di contagio verso terzi, ma ecco quando chiamare il medico:

  • se la febbre dura da più di 4 giorni ed è sopra i 38,8°
  • se la tosse è grave e si ha difficoltà a respirare
  • se c’è un’eruzione cutanea da cui esce pus o diventa rosso, caldo, gonfia, dolente
  • se il mal di testa è forte
  • se ha un’insolita sonnolenza e difficoltà a svegliarsi
  • ha problemi a guardare la luce
  • ha difficoltà a camminare
  • sembra confuso
  • sembra molto malato o vomita
  • ha torcicollo

 

Contagio indiretto

Non è assolutamente possibile. Molti genitori temono che il figlio possa contrarre la varicella a scuola trasmettendola poi a tutta la famiglia, ma questo non è possibile, perché solo individui che sviluppano la varicella o zoster possono contagiare individui non immuni.

Si può prendere la varicella due volte?

La varicella si prende solo una volta nella vita. Lo zoster (la riattivazione del virus) può invece recidiviare più volte.

Le persone che non hanno avuto la varicella possono prenderla da qualcuno che ha l’herpes zoster, ma non possono prendere l’herpes zoster stesso.  L’herpes zoster può svilupparsi solo da una riattivazione del VZV in qualcuno che ha già avuto la varicella.

Il contagio del VZV può avvenire solo tra individui che non abbiano mai preso la varicella.

Varicella in gravidanza

La varicella contratta in gravidanza può avere un decorso molto severo mettendo in pericolo sia la mamma che il bambino.

La donna gravida può sviluppare più facilmente complicazioni, come ad esempio la polmonite varicellosa, l’encefalite, l’epatite. Inoltre la donna può avere anche un parto prematuro.

Il feto invece rischia la sindrome da varicella congenita, con gravi malformazioni (ipoplasia arti, deficit oculari, lesioni cutanee, microcefalia) e ritardo mentale. Se l’infezione avviene durante la prime 28 settimane di gravidanza può portare alla sindrome da varicella fetale o sindrome da varicella congenita. Più nello specifico i danni riguardano:

  • cervello: encefalite, microcefalia, idrocefalo, aplasia del cervello, atrofia corticale, ritardo mentale
  • danni agli occhi: corioretinite, microftalmia, cataratta, atrofia ottica
  • altri disturbi neurologici: danni al midollo spinale a livello cervicale e lombo sacrale, deficit sensoriali e motori, riflessi tendinei profondi assenti, anisocoria
  • danni al corpo: ipoplasia delle estremità e/o inferiori, disfunzioni della vescica e dello sfintere anale
  • patologie della cute: lesioni cutanee cicatriziali, ipopigmentazione

Se invece la varicella raggiunge il feto tra le 28 e le 36 settimane non causa sintomi, anche se può riattivarsi nei primi anni di vita sotto forma di herpes zoster.

Invece l’infezione contratta a 5 giorni dal parto viene chiamata varicella neonatale e la manifestazione clinica è quella tipica della varicella.

Vaccino

La varicella può essere prevenuta con la vaccinazione.

Il vaccino contro la varicella è stato scoperto da Michiaki Takahash nel 1974. Esso è stato reso disponibile negli Usa dal 1995. Una sola dose di vaccino non basta però per la prevenzione permanente, è necessaria una seconda somministrazione dopo 5 anni dall’immunizzazione iniziale.

Il nuovo piano vaccinale 2017-2019 n Italia prevede la vaccinazione obbligatoria contro la varicella tra i 13 e i 15 mesi, con richiamo a 6 anni.

Esiste infine anche la vaccinazione post esposizione che però deve essere effettuata entro 72 ore dal contatto. Questa però non è praticabile nelle donne in gravidanza e negli immunodepressi.

Come si cura

Quasi tutti guariscono dalla varicella senza problemi, per le forme benevole della malattia la terapia consiste in riposo e cura dei sintomi antipiretici come il paracetamolo, a volte si somministrano antistaminici per lenire il prurito.

Tenendo presente che bisogna comunque consultare il medico prima di prendere iniziative per cercare di alleviare un po’ i sintomi della varicella, si potrebbero usare :

  • bagni di farina d’avena per alleviare il prurito
  • tamponare il corpo asciutto
  • dare al bambino alimenti freddi e morbidi, evitare cibi salati

Inoltre si può intervenire anche con alcuni trattamenti omeopatici, ovvero tisane e gocce che diminuiscono il senso di prurito.

Unimamme, i vostri bambini hanno già presto la varicella?

Sono stati vaccinati, come consigliato su Faro Pediatrico?

Noi vi lasciamo con la spiegazione di un medico sul perché bisogna vaccinare i bambini contro la varicella.