violettaC’è stato il tormentone delle Winx, quello di Hello Kitty seguito, poi, da Peppa Pig ma quello sicuramente più preoccupante è quello che riguarda Violetta poiché ha un pubblico più vasto.

Infatti le V-lovers, così si definiscono le fan della protagonista di questa serie argentina trasmessa da Disney Channel, hanno un’età compresa tra i 4 e i 14 anni.

La scorsa serie, andata in onda in autunno, è stata preceduta da un evento cinematografico di due giorni che ha registrato il tutto esaurito. I biglietti sono andati letteralmente a ruba, si registrava il sold-out dopo solo un’ora dalla messa in vendita, ben oltre 2 milioni gli euro incassati.

I concerti tenuti in Italia da Violetta e dal cast della serie sono stati un vero delirio di bimbe che, in compagnia delle mamme, hanno inondato i palazzetti dello sport per osannare la loro beniamina.

Chiaramente, come ogni tormentone che si rispetti, anche per Violetta è nato un vero e proprio marketing. Una V-lover che si rispetti infatti è sicuramente dotata di

  • zaino,
  • astuccio,
  • diario (scolastico e segreto),
  • quaderni,
  • magliette,
  • biancheria,
  • borsetta,
  • album,

e poi ancora

  • patatine,
  • uova di Pasqua,
  • uova di cioccolato,

e chi più ne ha più ne metta. Davvero un affare milionario.

Violetta, Vilu per amici e fan, è una teenager orfana di madre che torna a Buenos Aires e si avvicina al mondo della musica, contro la volontà del papà, e a sua insaputa si iscrive a una famosa scuola d’arte dove fa nuove amicizie e dove vive le sue prime storie d’amore. Una vera e propria telenovela per bambini e ragazzi che ha messo in difficoltà tanti genitori.

Tanti i blog nei quali numerosi genitori si scambiano pareri circa la serie televisiva domandandosi, in primis, se e quanto possa educativo per le proprie figlie guardare un programma del genere. Dopotutto la serie di Violetta è seguita da bambine che vanno davvero dai 4 anni fino a ragazzine di 14 anni, anche se il target a cui è rivolto è quello che va dagli 8 ai 12 anni.

Vilu è una bella ragazza, appartenente a una famiglia benestante con tanti lussi. Ha una tata, un’educatrice e il papà le compra tutto ciò di cui ha bisogno. Ha un guardaroba da fare invidia a una boutique e le preoccupazioni dei genitori riguardano proprio il suo stile di vita.

Ecco quello che ritiene a tal proposito Ivana Simonelli, psicologa clinica bergamasca, psicopedagogista e psicoterapeuta in formazione specializzata in psicoterapia psicanalitica dell’adolescente e del giovane adulto, in un’intervista al sito Bergamonews.

“Qualsiasi stimolo che arriva alla mente e al cuore del bambino, che poi si riflette anche sugli aspetti corporei della persona, ha un impatto fortissimo sull’individuo“.

E ancora “Sta agli adulti prestare attenzione a come entrare in queste dinamiche. Specificatamente, Violetta, che è un prodotto degli adulti, può generare nei bambini una precocizzazioneaspetti che andrebbero acquisiti in una fascia d’età maggiore, come quella dell’adolescenza, entrano in contatto con i bambini nella fase evolutiva precedente. Guardando Violetta, infatti, il bambino entra in contatto con temi tipici dell’adolescenza, quali l’indipendenza e la separazione dalle figure genitoriali e i primi approcci con l’innamoramento. Gli stimoli derivanti dalla precocizzazione restano inscritti nella storia della persona: se una bambina all’età di otto, nove o dieci anni vive emotivamente esperienze tradizionalmente appartenenti a una quattordicenne, perde delle tappe nel percorso della sua crescita”.

“Il personaggio di Violetta viene iper-idealizzato dalle bambine. Le piccole ammiratrici di Violetta, cioè, pensano che per essere belle, brave e accettate dagli altri bisogna essere come lei. Accanto all’idealizzazione, si verifica una forte identificazione, secondo la quale si pensa: “se anch’io divento così, sarò amata”.

È importante che gli adulti siano consapevoli del fatto che gli stimoli che entrano in contatto con i bambini, hanno effetti sulla loro crescita…(Omissis)…Necessario, dunque, è che l’adulto accompagni il bambino, gli stia accanto e non sia solamente spettatore”.

Non è necessario che il genitore stia sempre accanto al figlio mentre guarda “Violetta”, ma è importante che ponga interrogativi che possano far riflettere i bambini sulle scene che hanno visto…l’adulto può proporre al figlio alternative più adeguate per la sua età.”

Io che non sono una psicologa ma una mamma, conosco bene Violetta per esperienza diretta, perché ho due figlie femmine una delle quali, fino a qualche mese fa, stravedeva per Vilu. La sua cameretta era piena di oggetti con la sua faccia, dalla trapunta per il lettino alle foto attaccate un po’ ovunque.

In quanto mamma, sono anche andata con lei al cinema per assistere all’anteprima della seconda serie televisiva e devo dire che mi sono anche divertita. Ho anche speso un occhio della testa per comprare i biglietti per il concerto al Palalottomatica di Roma al quale non abbiamo poi potuto assistere. Me lo ha recriminato per non so quanto tempo.

Mi ritengo fortunata perché mia figlia è ancora infantile e molto “maschiaccio” (preferisce delle scarpe da ginnastica a un paio di ballerine) ma avendo letto ciò che sostiene la psicologa riguardo alla precocizzazione, secondo me, corrisponde a verità e mi spaventa.

Alcune bimbe della sua età sembrano donne in miniatura, ostentano una femminilità eccessiva e degli atteggiamenti ridicoli:

  • si truccano,
  • lasciano cadere la spallina della maglietta per fare intravedere, maliziosamente, la spalla
  • e camminano ondeggiando.

Anche noi da piccole ci siamo truccate per imitare la mamma, o la sorella maggiore, abbiamo giocato a fare le grandi, magari indossando vestiti, scarpe e borse delle donne adulte della casa, ma è qualcosa che restava in casa, era un gioco, non era realtà, non uscivamo vestite e truccate alla loro età. Ricordo male?

Insomma, come madre di una figlia di solo 10 anni, in questo momento mi viene da urlare AIUTOOOOOO!

E voi care unimamme cosa ci raccontate delle vostre esperienze con Violetta? Che età hanno le vostre figlie? Avete affrontato con loro il discorso che quella che vedono è finzione e non la realtà, e soprattutto non la loro?

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