7 cose che i bambini hanno paura di confidare ai genitori

James Schroeder, psicologo infantile, condivide 7 segreti dei bambini appresi durante il suo lavoro

Magari da bambini avreste voluto dire qualcosa di importante ai vostri genitori, ma non ci siete riusciti.

Uno psicologo infantile aiuta i genitori

Per aiutare il dialogo tra genitori e bambini, lo psicologo infantile Jim Schroeder ha raccolto 7 cose che i piccoli vorrebbero comunicare ai grandi, ma che spesso tacciono.

“Si parla di questioni di cuore, di mente, di anima, di domande che influenzano la nostra vita per generazioni” spiega lo psicologo.

 

Ecco qui le domande.

“Perché devo chiedere scusa quando mio padre non lo fa?”

I bambini cominciano ad imparare cosa è giusto e cosa è sbagliato nei primi anni di età, inizialmente dai genitori e poi da altre figure autoritarie. Nonostante gli adulti conservino uno stato di piedistallo un po’ più  a lungo dopo che la moralità comincia a svilupparsi, non passa molto tempo prima che i bambini comincino a notare come rispondono i genitori ai propri errori. I bambini in età scolare notano se i genitori sono consapevoli di comportamenti eccessivi, se prendono abbagli madornali. Nel tempo, questo rafforza la percezione di quanto i genitori siano impenetrabili riguardo i propri errori, influenza anche il modo in cui un bambino o un adolescente chiederà scusa.

Perché il fidanzato della mamma vive in casa se la mamma ha appena divorziato?

Sono rimasto colpito, nel corso degli anni, dal numero di volte in cui i genitori hanno preso decisioni molto veloci sulla situazione abitativa senza dirlo ai figli, come se si fosse trattato di trasferire un nuovo armadio nella stanza. Una volta un genitore mi ha detto che questa è una decisione da adulti e non dipende dai figli. Bene, sì, è una decisione da adulti, ma può fortemente influenzare i ragazzi in così tanti modi da non dover essere trattata in questo modo.

Al di là dei cambiamenti sulla situazione abitativa è interessante che i bambini notino le amicizie che hanno i loro genitori e che riescano a notare le varie inconguenze sulle persoe con cui loro possono uscire e chi frequentano i genitori.

Se tu, adulto, hai amici che bevono, dicono parolacce, sono rozzi e cerchi di spingere i figli a cambiare compagnia questo potrebbe essere difficile da vendere.

“Odio quando fuma perché non voglio che la mamma muoia”

Quando si tratta di abitudini riguardanti cibo, bere o fumare, i bambini sono rattristati dalle loro insalubri abitudini. Al di là di fastidi e disagi che questa abitudine può causare loro, i piccoli odiano chei genitori debbano lottare con abitudini che causano loro dolore. Anche l’opposto è vero, i bambini amano parlare e condividere come i genitori riescono ad avere successo in vari ambiti.

“Mamma e papà litigano sempre e discutono su tutto”

Questa è una delle cose più comuni che ho sentito. A ogni modo per ogni realtà percepita bisogna trovare dove risieda la verità, non dubito che a volte queste sensazioni non riflettano davvero il clima che si respira in casa. Ma in alcune case è così, questo espone i piccoli a un livello di tensione che è malsano e soffocante. I bambini sono sintonizzati sulla nostra irritabilità e sensono che le frasi rabbiose superano quelle felici in casa.

“Lui non lo fa mai, perché dovrei farlo io?”

Più di un ragazzo mi ha detto che il proprio padre non fa mai niente per aiutare e rimane sempre sul divano, quindi perché lui dovrebbe fare qualcosa? Di nuovo ci sono occasioni in cui doppi standard tra adulti e bambini sono appropriati. (tu non puoi guidare, io posso) e dove le responsabilità non devno essere gestite in modo simmetrico. Ma devo ricordare a me stesso con regolarità cosa so. Se voglio che i miei figli si sviluppino in certe aree e si assumano nuovi compiti, devo dimostrare loro la capacità e la regolarità facendoli io stesso. Altrimenti non mostro coerenza tra ciò che dico e ciò che faccio.

Non sento mai dire niente sulle cose buone che faccio

Come genitori, non ci pensiamo mai due volte a intervenire quando i figli litigano, lasciano i vestiti per terra, riempiono il wc con un insano quantitativo di carta igienica. Ma notare le cose che fanno bene, o quando fanno cose comuni non è proprio la prima cosa che ci viene in mente o sulle nostre lingue.Tutte le ricerche raggiungibili direbbero che l’abitudine a notare le cose fatte bene aiuta la relazione che abbiamo con loro, diminuisce le probabilità che qualcosa vada storto.

Mi importa davvero cosa pensano di me

Mi sembra importante finire su una nota positiva anche se i vostri figli, soprattutto se adolescenti, sono riluttanti ad ammetterlo. Mentre i nostri figli diventano grandi, possono agire come se non gli importasse di cosa pensiamo che facciano o pensino. Se le etichette di mamma e papà riflettono il tempo e l’attenzione che gli hanno dedicato, a loro importerà più di quanto sappiano e pure più di quanto sappiano. Questo è un meccanismo innato nel profondo delle loro menti, delle maniere e frasi che appaiono inspiegabilmente famigliari. Possono non essere sempre come voi, ma la speranza è che vi vogliano sempre bene.

Unimamme, cosa ne pensate dei consigli elargiti dallo psicologo Jim Schoeder, autore del libro:  Wholiness:  The Unified Pursuit of Health, Harmony, Happiness, and Heaven, riportati su  Aleteia?

Noi vi lasciamo con 10 consigli indispensabili per migliorare il rapporto tra genitori e figli.

Firma: Maria Sole Bosaia

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