A scuola arriva l’Ora delle Idee: addio voti e benvenuto lavoro di squadra

Un’ora in cui i ragazzi possono condividere idee e opinioni per creare qualcosa insieme, senza voti o interrogazioni. Questa è l’Ora delle Idee.

ideeNoi adulti abbiamo un’idea della scuola ben specifica: l’insegnante parla e i ragazzi ascoltano. Un rapporto che, escludendo le interrogazioni, è unilaterale. Gli studenti sono lì per imparare, apprendere, immagazzinare nozioni, per formare procedimenti logici che saranno loro utili in futuro. Però, in una società che cambia continuamente, in cui siamo sempre più collegati tra di noi e abbiamo sempre più possibilità di esprimerci, questo modello di scuola non può andare più bene.

L’Ora delle Idee a scuola: il progetto di una scuola di Ostia

È un po’ questo il presupposto da cui si è partiti per progettare l’Ora delle Idee.

Nell’Istituto Paritario Vincenzo Pallotti, una scuola di Ostia, in provincia di Roma, che comprende sia medie che liceo scientifico, il professore e vicepreside Vito Giannini ha voluto stravolgere leggermente l’orario scolastico, introducendo una volta a settimana, l’Ora delle Idee. Si tratta di un momento in cui i ragazzi possono esprimere i propri desideri, progetti, sogni e trovare un modo per realizzarli come classe. Il tutto con una struttura ben precisa, come quella di un laboratorio.

Da marzo, infatti, i ragazzi delle scuole medie hanno l’opportunità di parlare e lavorare, divisi in piccoli gruppi, su spunti lanciati dal professore, dando libero sfogo alla propria creatività. Argomenti che spaziano non solamente all’interno della lettura, che è la materia del professor Giannini, ma anche nell’economia, la scienza e la tecnologia.

All’interno di questi gruppi, i ragazzi non sono incatenati dall’idea di doversi guadagnare un buon voto, ma viaggiano liberi all’interno della loro fantasia, imparando a lavorare in gruppo. Perché l’obiettivo del professore è proprio questo: insegnare il valore della cooperazione e l’importanza di guardare il mondo da diverse angolazioni, ascoltando anche le opinioni degli altri.

ideeL’idea è liberamente ispirata al modello suggerito dalla Pedagogia del Terzo Millennio (PTM), metodo pedagogico sviluppato da Patrizio Paoletti che ha come obiettivo lo sviluppo delle capacità progettuali, relazionali e operative dei nostri ragazzi all’interno delle scuole, per aiutarli a comprendere le proprie capacità e il valore intrinseco dentro di loro, per integrarsi perfettamente dentro un mondo che cambia sempre più velocemente.

L’esperimento della scuola di Ostia inizia già a dare i primi risultati. I ragazzi stanno rispondendo positivamente a questa ora di libertà creativa, fornendo spunti interessanti per la didattica stessa. Gli studenti, per esempio, hanno proposto di imparare la storia vestiti come i personaggi di quel periodo, potendo così ascoltare le vicende direttamente da Napoleone o Giulio Cesare, migliorandone l’apprendimento.

È stato realizzato, inoltre, anche un libro di fiabe contenente tutte le idee uscite dal laboratorio fino a questo momento, in cui ogni storia è costruita su di un sentimento differente.

La risposta positiva della classe, sia in termini di coinvolgimento che di risultati ottenuti, ha fatto sì che la scuola prendesse in considerazione la possibilità di confermare l’Ora delle Idee anche per l’anno prossimo, allargandola anche al liceo scientifico del comprensorio.

Per noi genitori, questi esempi di sperimentazione culturale e pedagogica, non possono che essere un segnale positivo. I nostri ragazzi sono guidati da insegnanti che hanno realmente a cuore il loro apprendimento. Questo però non ci solleva dalle nostre responsabilità scolastiche. Anche noi genitori possiamo fare la nostra parte, informandoci sui nuovi metodi d’insegnamento che si stanno sperimentando nel mondo, come la scuola nel museo o della classe capovolta, per poi proporla nelle scuole dei nostri figli.

Inoltre, non possiamo non considerare il grande valore che l’Ora delle Idee ha anche per i nuclei familiari. I ragazzi a scuola capiscono quanto importate sia comunicare, aprirsi, magari riportando questo atteggiamento anche a casa. Per noi genitori, invece, questo esperimento ci insegna e ci ricorda quanto i nostri ragazzi hanno da dire, se solamente troviamo il tempo di ascoltarli. Basta semplicemente dargliene l’occasione.

Voi unigenitori cosa ne pensate di questo nuovo metodo d’insegnamento?

Firma: Andrea Mondati

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