Epidurale durante il travaglio: ecco quando fa bene secondo la scienza

Ricorrere all’epidurale durante il travaglio è una pratica che non deve spaventare: si può avere un parto meno doloroso e meno stressante.

Epidurale

Richiedere l’epidurale durante il travaglio non sarà più una scommessa tra chi non sopporta il dolore e chi invece sì. L’utilizzo dell’anestesia nel parto è controversa: alcuni studi hanno infatti dimostrato che non sentendo le contrazioni la durata del travaglio si allunga. Oggi invece sappiamo che sottoporsi alla parto anestesia potrebbe addirittura portare giovamenti alle mamme.

Se ne discuterà il prossimo mese al  Royal Society of Medicine nel Regno Unito. “Abbiamo deciso che è giunto il momento di dire alle donne che non devono vergognarsi se vogliono sfruttare l’analgesia epidurale” ha dichiarato al  The Sunday Times Felicity Plaat, presidente dell’Obstetric Anaesthetists’ Association.

Epidurale durante il travaglio: troppo dolore non serve a niente 

Durante la conferenza gli specialisti discuteranno infatti sul fatto che il dolore – che le ostetriche e i ginecologi hanno sempre detto che serve per aiutare il bambino a nascere – in realtà:

  • aumenta la quantità di lavoro che il corpo deve fare durante il travaglio
  • può aumentare lo stress

Su bambini nati sani e su donne senza patologie potrebbe non avere alcuna conseguenza, mentre potrebbe rivelarsi dannoso per pazienti con problemi medici o nei bimbi nati con delle patologie. Lo studio della University of Pittsburgh Medical Centre ha suggerito infatti che più il parto è difficoltoso, maggiori sono i rischi di sviluppare la depressione post partum nei mesi successivi.

L’epidurale invece permette di :

  • controllare il dolore durante il travaglio e il parto (una delle paure è infatti quella di perdere il controllo da parte delle partorienti)
  • efficace perché permette di avere le contrazioni ma di non sentirle in maniera dolorosa
  • inoltre si tratta di una tecnica sicura sia per la mamma sia per il bambino 

E’ meglio sottoporsi a inizio travaglio, dopo una dilatazione di 3 centimetri. Si posiziona un cateterino attraverso un ago nello spazio epidurale: richiede solo pochi minuti  a livello delle ultime vertebre lombari.  All’interno del catetere si iniettano dei farmaci analgesici che fanno effetto dopo 10 minuti e che comunque non compromettono la deambulazione della donna.

L’epidurale è anche indicata per le donne con:

  • problemi di ipertensione
  • diabete
  • con altre patologie 

Inoltre la partoanalgesia diventa una vera e propria anestesia in caso di parto cesareo. L’epidurale può avere degli effetti collaterali, che però si risolvono in pochi giorni:

  • mal di testa
  • indolenzimento lombare

Purtroppo però non sempre l’epidurale viene garantita: al Sud per esempio si è lontani dal “golden standard”, che permette l’accesso all’analgesia per almeno il 30 per cento delle partorienti. Inoltre, spesso ci si scontra con un problema culturale: chi fa ricorso all’epidurale è comunque una buona mamma, ricordatevelo.

E voi unimamme avete fatto l’epidurale?

Firma: Valentina Colmi

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