Il latte vaccino fa bene o va evitato? Risponde uno specialista in nutrizione

Il latte vaccino è da qualche tempo sotto accusa. Un esperto di nutrizione risponde alle domande che tutti ci poniamo sul latte, legate a allergie, intolleranze, rischi per la salute.

Bambini che bevono latteIl latte è sicuramente il primo alimento che ogni essere umano assume.

Conosciamo i benefici del latte materno che, tra l’altro, aiuta a prevenire asma e allergie nei bambini ma, da qualche tempo a questa parte, il latte vaccino è stato più volte ‘incriminato’ perché causa di intolleranze.

Uno specialista ha fornito utili risposte ai tanti dubbi sollevati.

Latte vaccino: perché se ne parla tanto?

Il dottor Michele Sculati è un medico nutrizionista, dottore di ricerca in sanità pubblica e professore a contratto presso l’Università di Milano Bicocca, intervistato da Ilfattoalimentare.it  sui dubbi e sulle diverse teorie che girano in rete.

Alla domanda su quali motivi hanno generato il clima di allarmismo nei confronti di questo alimento, il dottore ne ha elencati diversi:

  • i diversi test per le intolleranze alimentari con cui viene riscontrata l’intolleranza al latte (vega test, alcat test, dria test effettuati con metodiche basate su IgG4, metodo sublinguale, kinesiologia, biorisonanza, test del capello o iridologia quelli citati dal medico) sono stati descritti come inattendibili nel documento di fine 2015 firmato dall’ordine dei medici e dalle maggiori società scientifiche di medici specialisti in allergologia. Il principale problema è legato ai risultati “falsi positivi
  • pediatri di base, secondo un’indagine svolta a livello europeo, pensano che il 47% dei loro pazienti siano allergici al latte vaccino, anche se la maggior parte delle diagnosi si basano solo sui sintomi. Al riguardo il dottor Sculati dichiara che quando però un pediatra specialista in allergologia effettua test idonei la prevalenza dell’allergia al latte scende all’1-3%
  • c’è confusione tra allergia e intolleranza alle proteine del latte. A tale riguardo il medico dichiara che la società mondiale di allergologia in una pubblicazione di alcuni mesi fa ha chiarito che l’intolleranza alle proteine del latte non esiste. Esiste solo un’allergia ma va diagnosticata.

Il medico ha inoltre parlato di “effetto moda” che porta ad escludere il latte ed ha citato come esempio la dieta del gruppo sanguigno del dottor Mozzi che sconsiglia nella maggior parte dei casi il latte collegandolo a diverse patologie.

Alla domanda “Ma quanto latte si può bere  ogni giorno?” Sculati cita sia Franco Berrino, esperto di epidemiologia nutrizionale, che pur sottolineando gli effetti negativi di un consumo eccessivo del latte non ne consiglia l’eliminazione, sia i ricercatori di Harvard che parlano di “serving size”, dose giornaliera di latte, che è pari a una tazza da 240 ml. Tale dose, spiega il professore, è tra l’altro quasi il doppio di quella indicata nelle linee guida italiane per una sana alimentazione che è di 125 ml.

Parlando di intolleranza al lattosio, il medico sottolinea che non si tratta di qualcosa di grave dal punto di vista medico: una parte del lattosio viene fermentato dalla flora batterica intestinale e non viene digerito. Come conseguenze gravi si possono avere meteorismo (gonfiore addominale) o, nei peggiori dei casi, diarrea, ma solo una minima percentuale delle persone presenta questi sintomi. Spesso infatti, secondo lo specialista, il gonfiore addominale che viene associato al consumo di latte, è invece correlato ad altre cause, tra cui il sovrappeso, la sedentarietà, uno scarso consumo di frutta e verdura, basso consumo di acqua, stipsi, ecc.

Tra l’altro il medico aggiunge che la maggior parte delle persone intolleranti al lattosio può bere una tazza da 250 ml di latte, mettendo in guardia le persone leggermente intolleranti dall’eliminare il latte, perché rischiano di diventarlo ancor di più.

Parlando di vantaggi dal consumo di latte, il medico ha ribadito che il latte è:

  • nutriente, ricco di proteine, vitamine e minerali, e poco calorico.
  • ricco di calcio. Il calcio è utile per le ossa ma da solo non basta: occorre associarlo alla vitamina D e alla vitamina K2, nonché all’attività fisica. E suggeribile assumere 1000 mg di calcio al giorno, rispettando i suggerimenti dati dalle Linee guida Italiane e dall’Università di Harvard, con una tazza di latte ed un vasetto di yogurt.

All’ultima domanda sottoposta al dottore “Il consumo di latte aumenta il rischio di ammalarsi di tumore?“, la sua risposta è stata che al momento non vi sono evidenze in merito al rischio di cancro legato all’assunzione del latte o derivati.

E voi unimamme cosa ne pensate del latte? Fa parte della vostra alimentazione o no. Diteci le vostre esperienze.

Firma: Francesca Nicoletti

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