Mutilazioni genitali femminili: 1200 ragazze salve grazie ai Riti di Passaggio Alternativi (FOTO e VIDEO)

Dire No alle Mutilazioni Genitali Femminili è possibile! Amref ha salvato migliaia di bambine grazie ai Riti di Passaggio Alternativi.

no alle mutilazioni genitali femminili

Care unimamme, abbiamo già parlato dell’orrenda pratica delle mutilazioni genitali femminili, mostrandovi anche le foto di una cerimonia.

Oggi però però vogliamo raccontarvi che qualcosa sta cambiando e in positivo: più di 1200 ragazze masaai celebreranno il passaggio dall’infanzia all’età adulta con un rituale alternativo, che non prevede la mutilazione genitale femminile. E questo è tutto merito di Amref.

Dire no alle Mutilazioni Genitali Femminili è possibile: ecco come

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Amref, di cui vi abbiamo più volte parlato e con la quale abbiamo anche lanciato una bellissima iniziativa, oramai sono 3 anni che in Kenya e in Tanzania promuove questi Riti di Passaggio Alternativo salvando migliaia di ragazze.

Parlando di numeri:

  • sono oltre 100 milioni le donne che hanno subito la pratica delle mutilazioni genitali
  • di queste, il 90% sono africane
  • ogni anno in Africa vengono mutilate 3 milioni di donne
  • in Europa sono ben 500 mila le donne che ci convivono
  • ad oggi oltre 7000 ragazze si sono salvate grazie a Amref, ma è un numero destinato a salire!

Il cosiddetto “taglio” rappresenta, per molti uomini ma anche donne, un passaggio necessario dall’infanzia all’età adulta delle ragazze. Le conseguenze sono però dolorosissime e a volte permanenti, in quanto la ferita si riapre nel corso della vita, in occasione ad esempio di gravidanze e parti, e concretamente limita la vita di queste ragazze. Come ha giustamente detto anche Tommy Simmons il fondatore della sezione italiana, Amref Health Italia, si tratta di “cicatrici mentali” che le bambine si porteranno per tutta la vita.

E’ per questi motivi che Amref ha suggerito questi rituali, che negli anni stanno diffondendosi e che come conseguenze, oltre all’evitata violenza a danno delle giovani, hanno:

  • un aumento del numero di anni frequentati a scuola da parte delle ragazze
  • una riduzione del tasso di analfabetismo
  • un calo del numero dei matrimoni precoci e delle gravidanze,
  • un conseguente calo della mortalità materno-infantile.

Tornando ai Riti Alternativi, in essi è previsto che nei 3 giorni che precedono la celebrazione finale, con inizio venerdì 28 agosto di quest’anno, alle 1200 ragazze vengano impartite lezioni su

  • diritti umani
  • educazione alla sessualità e alla riproduzione
  • HIV/Aids.

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Amref ha quindi dimostrato come, con la collaborazione delle comunità interessate, dialogando con gli anziani e guerrieri masaai, si possa arrivare a un traguardo altrimenti insperabile.

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La storia di Nice ne è un esempio: Nice Nailantei Leng’ete è una ragazza masaai di 24 anni, fuggita di casa all’età di 9 perchè non voleva sottoporsi alla mutilazione. Da quel momento ha parlato, informato, con capi e guerrieri convincendoli dei motivi per cui non è necessario sottoporre le ragazze a tali pratiche, e l’hanno ascoltata. Così è divenuta una sorta di ambasciatrice di Amref con il compito di diffondere queste Pratiche Alternative nei Riti di Passaggio in altre comunità africane. 

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Ecco perchè l’obiettivo di Amref di rendere l’Africa un paese migliore per gli africani è secondo noi l’unica strada percorribile, e non solo per questa pratica inumana delle mutilazioni genitali.

Vi lasciamo con un video che testimonia cosa significhi per le ragazze non doversi sottoporre a mutilazioni: libertà di movimento e gioia di vivere.

E voi, unimamme, che ne pensate?

 

(Fonte: Amref, Facebook Amref)

Firma: Redazione Universo Mamma

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