Genitori informati con il registro elettronico a scuola? Ecco come funziona

Il registro elettronico sta prendendo sempre più piede nelle scuole italiane ma siamo ancora lontani dall’uniformarci al resto del mondo. Ecco cos’è e come funziona

Secondo i dati del Miur, il Ministero dell’Istruzione, 6 istituti scolastici su 10 hanno adottato il registro elettronico mandando in pensione il vecchio e tanto temuto registro cartaceo. Dopotutto era prevedibile che, nell’era della digitalizzazione, anche le scuole si adattassero all’andamento. Certo i tempi affinché tutte le scuole si uniformeranno (sempre che ci si riesca!) al resto del mondo saranno molto lunghi, e questo lo possiamo dedurre dal fatto che in tantissime scuole, sia di ordine primario che secondario, manchi addirittura la connessione a Internet.

Un bambino sta usando un tablet in classe (registro elettronico)Registro elettronico, dubbi e perplessità

Una delle novità previste dalla Buona scuola, tanto contestata dai docenti, è sicuramente la digitalizzazione delle scuole di ogni ordine e grado e il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha dato il via al Piano Nazionale Scuola Digitale. In prima battuta, nel 2015, sono stati stanziati 90 milioni di euro per iniziare a installare Internet a banda larga nelle scuole affinché, poi, si possa garantire una buona prestazione del servizio digitalizzato. Il passo successivo sarà quello di dotare di strumenti informatici gli istituti scolastici di tutta Italia. Una scuola può definirsi digitalizzata se i computer e/o i tablet sono proporzionati agli studenti e ai docenti.

Dai dati rilasciati dal Ministero sembra che in tante delle scuole dove è già in vigore il registro elettronico si faccia fatica ad abbandonare il buon vecchio registro cartaceo.

Ma cosa viene annotato sul registro elettronico? E come si fa ad accedere? Presto detto.

Sul registro elettronico i professori, dotati di tablet o di pc, annotano giornalmente:

  • i voti di interrogazioni e verifiche,
  • le note disciplinari,
  • eventuali sospensioni,
  • i compiti da fare a casa,
  • gli orari di ricevimento,
  • i ritardi,
  • le giustificazioni,
  • le assenze
  • e qualsiasi altra informazione che i docenti ritengono necessaria.

Ad ogni famiglia vengono date user-id e password per poter accedere alla visualizzazione del registro in qualsiasi momento della giornata.

Con l’utilizzo del registro elettronico le famiglie potranno informarsi dell’andamento scolastico dei propri figli in modo costante e contestuale e potranno sapere se i propri figli sono a scuola o hanno fatto ‘sega’, ovvero non sono andati. In realtà, i ragazzi che frequentano le scuole dove è già stato adottato il registro elettronico si sono fatti una ragione di tutto ciò e tanti di loro, come sui legge sui social network, hanno trovato il modo di ingannare i genitori, soprattutto quelli più distratti, modificando le password di accesso a loro insaputa o mostrando loro screenshot dei voti dei compagni che vanno meglio.

Le intenzioni sono senz’altro lodevoli ma, di contro, c’è la realtà che dimostra un’enorme differenza tra gli istituti scolastici, quelli definiti di serie A e quelli di serie B, ovvero quelli in cui gli studenti già utilizzano i tablet a scuola e quelli che, invece, sono costretti a portare zaini pesanti contenenti i libri in formato cartaceo. Gli stessi professori, poi, dubitano su un’effettiva digitalizzazione della scuola e questo perché, purtroppo, conoscono le lungaggini del sistema italiano e la perenne mancanza di fondi necessari per acquistare gli strumenti informatici.

E voi unimamme cosa ne pensate del registro elettronico e della digitalizzazione della scuola? Fateci sapere se siete a favore o contrarie di questo nuovo modo di vedere la scuola e soprattutto il rapporto scuola-famiglia.

Firma: Francesca Nicoletti

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