L’allarme dei pediatri su smartphone e tablet: a 1 anno sono già connessi

La prima ricerca italiana sul’uso delle nuove tecnologie da parte di bambini in età prescolare ha scoperto che già a un anno i bimbi usano il cellulare.

Che i nostri figli siano dei nativi digitali ormai è fuori discussione, ma i pediatri lanciano l’allarme per smartphone e tablet: già ad un anno infatti i bimbi sarebbero connessi.Non sono ancora in grado di parlare e di scrivere, ma sanno perfettamente usare un telefonino, che essendo molto intuitivo con lo schermo touch non è poi così difficile da utilizzare.

Allarme dei pediatri su smartphone e tablet per i bambini

Secondo la prima ricerca italiana sulla diffusione delle tecnologie digitali tra i bambini piccoli, per intenderci prima di essere in età da scuola, è risultato che:

  • il 60% dei genitori permette ai figli di 2 anni di utilizzare il cellulare
  • percentuale che raggiunge l’80% per i bambini di 5 anni usa il cellulare

Lo stuudio, condotto dal Centro per la Salute del Bambino Onlus di Trieste (CSB) in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri, condotto tra maggio e agosto del 2016, ha comparato le risposte di quasi 1500 questionari.

La raccolta dei questionari è stata di 2 tipi:

  • un tipo prevedeva la compilazione di un questionario online
  • l’altro consisteva in un questionario consegnato dai pediatri ai genitori

con diversità di risposte, legate alla diversa provenienza culturale delle 2 popolazioni indagate.

E’ infatti emerso che i genitori che hanno compilato il questionario online erano in media più istruiti e maggiormente a conoscenza di buone pratiche per lo sviluppo dei bambini, mentre quelli che avevano ricevuto il questionario dal pediatra di famiglia avevano un più basso livello di istruzione e una minore consapevolezza. A dimostrazione, il primo gruppo di genitori ha mostrato più cautela nel lasciare i bambini maneggiare il loro cellulare, almeno fino ai 2 anni di età.

Lo studio è partito dalle seguenti premesse:

  • evidenze dimostrano che i benefici al di sotto dei 2 anni sono molto limitati perché si tratta di un’età in cui le interazioni dirette dei più piccoli con i genitori e il mondo che li circonda sono fondamentali e indispensabili a garantire un sano sviluppo del bambino a livello cognitivo, emotivo e relazionale.
  • numerosi studi hanno evidenziato quali rischi fisici siano connessi con l’utilizzo dei media, come l’aumento dei casi di obesità, disturbi osteoarticolari, malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2, legati all’immobilità. Inoltre i dispositivi digitali emettono radiazioni elettromagnetiche e vi è correlazione con il possibile sviluppo di tumori cerebrali.
  • parlando invece di anni successivi, a partire cioè dagli anni della scuola, si sono registrati disturbi del sonno e socio-emozionali, come aggressività, ansia, irritabilità, ridotta empatia, con rischi per l’apprendimento, e difficoltà di concentrazione e comprensione.

E’ quindi importante essere accorti nei primi anni, in cui si costruiscono le basi per gli anni successivi.

Quando i bambini sono molto piccoli è preferibile che imparino attraverso modalità concrete: devono usare tutti e 5 i loro sensi, cosa che con i dispositivi non avviene. La loro intelligenza si sviluppa attraverso l’integrazione di oggetti reali, con cui possono giocare, con il movimento e l’esplorazione.

Dall’indagine è risultato che spesso gli strumenti tecnologici vengono utilizzati quando non vogliamo prestare attenzione al bambino, per tenerlo buono, un po’ come una volta di faceva con la tv. Ma ovviamente cellulare e tablet non sono delle baby sitter e le richieste di attenzione di un bambino piccolo sono sacrosante. Per questo bisogna prestare attenzione: la tecnologia non va demonizzata, ma utilizzata con la giusta cognizione di causa.

L’associazione dei pediatri statunitensi (American Academy of Pediatrics) ha recentemente affermato che le nuove tecnologie vanno bene per i bimbi di età prescolare solo a determinate condizioni (ma mai prima dei 18 mesi) ossia se

  • sono adatte alla loro età (app e video dedicati)
  • usate ad esempio per video-chattare con parenti lontani
  • ascoltare musica

Si tratta cioé di esperienze in cui l’adulto rimane al fianco dei più piccoli, che non devono essere mai lasciati senza controllo.

A conclusione dello studio, il CSB conclude con un consiglio per i genitori: “ricordate che l’ascolto della voce dei genitori, la lettura condivisa, il gioco, l’ascolto della musica favoriscono lo sviluppo del cervello del bambino nel suo insieme e stimolano funzioni quali l’attenzione, il linguaggio, la creatività molto più di quanto possano fare i dispositivi digitali“.

E voi unimamme cosa ne pensate? A che età avete dato il cellulare o il tablet ai vostri bambini e per quanto tempo?

Firma: Valentina Colmi

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