“Dono loro una famiglia”: un papà speciale per i bambini malati terminali -FOTO

Mohammed Bzeek è un padre affidatario molto speciale. Ecco la sua storia.


Prendersi cura, assistere un figlio molto malato, assistere al suo dolore può mettere alla prova qualsiasi genitore, Mohamed Bzeek è un uomo che ha scelto questa “missione“.

Un papà affidatario e la sua scelta di occuparsi di bambini malati terminali

In tutta la contea di Los Angeles lui è l’unico genitore affidatario che accoglie dei bambini destinati a morire a causa delle loro gravissime malattie.

Mohamed ha iniziato il suo percorso nel 1989, insieme a sua moglie Dawn. Nel 1991 ha affrontato la prima morte di un bambino che gli era stato affidato.

Ormai sono molti anni che quest’uomo si occupa di bambini che, altrimenti, trascorrerebbero la loro breve vita in un istituto o in ospedale.

“Questa è la mia fede, io prendo questi bambini, so che hanno bisogno di qualcuno e che non ci sono molte persone che possano occuparsene” ha rivelato l’uomo su ABC7.

Al momento Mohamed si sta occupando di una bambina di 6 anni che è sorda e non vedente. Il suo cervello ha un’attività minima e potrebbe morire in ogni momento.

La piccola ha anche gambe e braccia paralizzate e soffre di epilessia. Per 22 ore al giorno rimane collegata a tubi e macchinari che la aiutano a rimanere in vita.

“So che non può sentire e non può vedere, ma io le parlo. La tengo in braccio, gioco con lei… Lei ha dei sentimenti, ha un’anima, è un essere umano” racconta sul Daily Mail.

Ormai sono già 6 anni che Mohamed si occupa di questa piccina.

La realtà è che molti genitori non possono permettersi di prendersi cura di bambini con problemi così gravi.

“Loro non hanno una famiglia, così li prendo con me e possono avere una famiglia. Quando muoiono lo fanno stando con la loro famiglia”.

Più di 40 bambini sono già passati nella casa di Mohamed, 10 dei quali sono morti sotto il suo tetto.

“Nel caso di alcuni bambini, loro mi hanno colpito così tanto che ho pianto per 3 giorni”.

Mohamed Bzeek è immigrato dalla Libia nel 1978 e, con sua moglie, ha preso la decisione di diventare genitore affidatario di bambini terminali.

I due non hanno smesso nemmeno quando il loro figlio, Adam, che ora frequenta il college, è nato affetto da nanismo e con una malattia che gli rende le ossa fragili.

Dopo la morte della moglie, qualche anno fa, Mohamed è rimasto solo, occuparsi di questi bambini richiede una disponibilità 24 ore su 24.

“Mi siedo vicino a lei, se si muove o altro mi sveglio anch’io. Perché non posso correre il rischio. Se soffoca potrebbe morire” dichiara riguardo la bimba che ha in affidamento.

Quindi in 6 anni non ha mai avuto un “giorno libero”.

Ora su Go Fund Me c’è la possibilità di fare una donazione per Mohammed, le varie necessità della casa che ospita i bimbi, ecc…

In una settimana sono stati raccolti 160 mila dollari e la cifra continua a crescere.

Unimamme, voi cosa ne pensate del grande gesto d’amore che compie quest’uomo?

Noi vi lasciamo con un articolo di chiarimento sull’affido.

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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