Viaggiare con i bambini: i preziosi consigli di una famiglia itinerante

Viaggiare con i bambini: come si comparta la famiglia Bucket che da circa 2 anni viaggia in giro per il mondo assieme ai figli di 4 e 2 anni.

Care unimamme, recentemente vi abbiamo raccontato l’incredibile storia di una famiglia che ha deciso di educare i figli viaggiando. Bene, non solo gli unici!

Anche Jessica e Garrett Gee hanno deciso di voler trascorrere alcuni anni delle loro vite in viaggio, ma non sono soli: con loro ci sono anche i figli Dorothy di 4 anni e Manilla di 2.

Una scelta sicuramente coraggiosa, maturata dopo che Garrett aveva venduto a Snapchat un’app che aveva creato per 54 milioni di dollari. La coppia ha però deciso di non usare questa somma, ma di vendere i loro averi e di girare il mondo con il ricavato, circa 45mila dollari.

Dal 2 agosto 2015 la famiglia è itinerante e dispensa consigli per chi vuole viaggiare con i bambini nel seguitissimo blog Bucket List Family, dove condividono le loro esperienze, assieme al canale youtube, Instagram e Facebook.

Come si può quindi viaggiare con i bambini – soprattutto se molto piccoli – senza impazzire? Ecco qualche utile consiglio direttamente dalla famiglia Gee.

Viaggiare con i bambini: parola d’ordine? Praticità

1- I bambini non hanno bisogno di tante cose: all’inizio Jessica spiega di aver fatto l’errore di portare quello che lei riteneva fosse il necessario per i figli, come un passeggino doppio e vestiti extra e asciugamani. Ora invece la famiglia porta sempre un passeggino da viaggio che si piega verso il basso, ma per la maggior parte comprano o affittano una volta arrivati sul posto. Non viaggiano con un seggiolino per auto, perché dipende dal posto in cui vanno. Se volano in Europa e noleggio auto, faranno anche noleggiare un seggiolino per auto. “Tutto il resto, come pannolini, li compriamo quelli dovunque andiamo, perché le persone hanno i bambini in tutto il mondo“, ha detto Garrett. Inoltre, non portano giacche pesanti o abbigliamento caldo; quando viaggiano in qualche luogo freddo, comprano le giacche all’arrivo; non prendono voli troppo lunghi per ridurre l’impatto del jet lag.
I bambini poi hanno imparato a imballare e trasportare i propri zaini con i giocattoli. “Se lo zaino è troppo pesante e non vogliono portarlo, hanno troppi giocattoli”, ha detto Garrett. Jessica dice che Dorothy ha ridotto il numero di giochi: “Significa che lei sta spendendo più tempo fuori a giocare in acqua o raccogliere conchiglie o trovare piccoli insetti o animali”, ha aggiunto.

2- Non fare piani tariffari con i cellulari: il progetto iniziale era quello di non toccare i soldi guadagnati da Garrett così se avessero fino i 45mila dollari se ne sarebbero tornati a casa. Invece ora che guadagnano di più grazie al blog lavorando con brand e marchi di cui parlano, hanno deciso di prolungare il viaggio. Una voce di spesa che è stata tagliata è quella del cellulare: hanno deciso di usarlo solo dove ci fosse un Wi-fi. Questo secondo loro ha avuto un notevole vantaggio in famiglia: non potendo usare il telefono perché non funziona, sono stati molto più presenti con altre attività.

3 – Avere l’assicurazione sanitaria di viaggio: Garrett e Jessica fanno le visite di controllo quando tornano negli Stati Uniti a Natale, mentre i bambini sono stati al pronto soccorso per via di qualche incidente mentre giocavano.  Per esempio in Thailandia Dorothy è scivolata sotto la doccia e si è fatta male al mento, mentre Garrett ha dovuto essere suturato in Nepal.

4 – I bambini si adattano: Garrett dice che i suoi figli non hanno avuto problemi nel provare nuovi alimenti o nuove culture. Per esempio in un hotel fatiscente in Nepal c’erano diversi scarafaggi, ma Dorothy ha detto che era il suo preferito, perché non era mai stata in una doccia. 

E voi unimamme, che viaggio avete fatto con i vostri bambini?

VIDEO: uno dei tanti video caricati sul loro canale Youtube.

Firma: Valentina Colmi

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