Instagram, Tik Tok e le altre chat dove i pedofili adescano vittime | FOTO

Adescamento online: tutte le app usate dai pedofili per trovare le vittime.

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Instagram, Tik Tok e le altre chat dove i pedofili adescano vittime | FOTO Universomamma.it

Unimamme, di recente vi abbiamo parlato del caso di una ragazza di 17 anni, Letizia Diana, scomparsa da casa sua poco tempo fa insieme a un uomo conosciuto sul web. Secondo la madre e le forze dell’ordine questo individuo sarebbe pericoloso. La mamma di Letizia è convinta che costui intenda far prostituire la ragazza. Al momento si cerca l’adolescente sia in Italia che in Germania. Letizia aveva incontrato questa persona tramite un gruppo WhatsApp.

Ragazze scomparse a causa dei social network

Purtroppo il caso di Letizia, segnalato anche nella trasmissione Chi l’ha visto? non è isolato. Qualche tempo fa una 14enne di Taranto è fuggita di casa per incontrare un 26enne dell’Isola di cui si era invaghita su Meetics, un noto sito di incontri. Una tredicenne di Milano, invece, ha trovato un pedofilo su Badoo, un’altra chat di incontri. L’uomo, un idraulico quarantenne, le chiedeva foto spinte in cambio di piccoli regali e alla fine il pedofilo l’ha violentato per 2 volte. Stiamo parlando di un fenomeno definito come child grooming.

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Stando a un recente rapporto delle forze dell’ordine che ha preso in considerazione le diverse piattaforme, app, ecc..:

  • instagram: è stata la piattaforma scelta nel 32% dei casi
  • Facebook: nel 23%
  • Snapchat (è un’applicazione multimediale per smartphone e tablet che consente agli utenti di inviare foto, video, messaggi visibili solo per 24 ore) nel 14%

Vengono usate però anche altre piattaforme come:

  • Twitter
  • gioco online House party

Di recente, anche un’altra App molto diffusa tra i giovani è stata utilizzata per pratiche di Child Grooming. Per chi non lo sapesse Tik Tok è una app molto diffusa tra ragazzini e ragazzine tra i 10 e i 15 anni dove girano moltissimi pedofili. Poco tempo fa anche noi vi avevamo parlato di un tentativo di adescamento di un bambino di 9 anni da parte di un pedofilo incontrato tramite questa App. L’uomo inviava dei messaggi al piccolo come: “Ti voglio bene“, “Sei il mio fratellino“, “Ti voglio conoscere”. Per fortuna il padre del bimbo, che monitorava il telefono del figlio, come dovrebbero fare tutti i genitori, ha capito cosa stava accadendo e ha contattato i Carabinieri. “Gli adulti che hanno interesse sessuale verso i minoriconoscono molto bene il mondo dei giovani e, per questo, chi è particolarmente interessato a preadolescenti e adolescenti. Mirano a costruire un legame pseudoaffettivo, fatto di emoticons, linguaggio giovane per preparare il terreno a richieste di immagini sessuali, induzioni ad atti di autoerotismo, sino a proporre un incontro sessuale off line” dicono dalla polizia postale. Unimamme, voi eravate al corrente di questi casi e del fenomeno di cui si parla su Il Messaggero? Sapete cosa fanno i vostri figli online e con i loro smartphone?

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