“Non vogliamo il tuo virus nel nostro paese”: lo sfogo di un ragazzo è virale | FOTO
“Non vogliamo il tuo virus nel nostro paese”: lo sfogo di un ragazzo è virale | FOTO

“Non vogliamo il tuo virus nel nostro paese”: lo sfogo di un ragazzo è virale | FOTO

Un ragazzo originario di Singapore, studente a Londra, è stato attaccato perché accusato di avere il coronavirus, la sua denuncia su Facebook.

razzismo e coronavirus
Non vogliamo il tuo coronavirus nel nostro paese lo sfogo di un ragazzo è virale FOTO Universomamma.it

Unimammme, stiamo vivendo giorni certamente difficili, ma questo non giustifica assolutamente comportamenti violenti, offese e discriminazioni verso le altre persone che, all’occorrenza, secondo i più beceri istinti, vengono accusate di trasmettere il coronavirus. Oggi, purtroppo, dobbiamo raccontarvi una storia di questo tipo.

Un ragazzo denuncia un’aggressione per il coronavirus

Ecco cosa racconta un ragazzo di Singapore Jonathan Mok, che studia a Londra come tantissimi giovani di ogni paese prima  di lui e insieme a lui. La polizia ha dichiarato che ora indaga su un’aggressione in Oxford Street, nella capitale londinese, avvenuta alle 21.30 circa di sera lunedì 2 marzo. Questo dopo che Mok ha denunciato la violenza in un messaggio su Facebook. Mok inizia il suo lungo sfogo interrogandosi, come tanti, sull’effettiva pericolosità del coronavirus, che alcuni, poi prosegue “comunque mentre  ci siamo focalizzati solo sugli effetti sulla salute, abbiamo mancato di vedere gli effetti sociali che sono emersi dal propagarsi dei contagi del virus, dove i razzisti hanno trovato una nuova scusa per alzare la testa.

Le aggressioni razziste sono aumentate nelle ultime settimane, con video e storie di persone asiatiche prese di mira, verbalmente e fisicamente. Personalmente ho sperimentato sulla mia pelle diverse dichiarazioni razziste, alcune riguardanti il coronavirus. Comunque sembra sempre che filmati delle aggressione a sfondo razzista non possano succedere a te. Dopotutto, le persone potrebbero essere razziste e dire delle cose, ma di sicuro non attaccherebbero te, soprattutto non in una delle strade più indaffarate di Londra no?

Poi racconta l’aggressione subita.

“Lunedì scorso erano le 9.15 della sera in Oxford Street quando sono passato davanti a un gruppo di ragazzi, ho visto uno di loro che mi guardava (mentre mi sorpassava) e mi ha detto qualcosa, ho capito solo “coronavirus”. Sono rimasto stordito e mi sono girato per vedere il tizio da cui era partita la dichiarazione. Mi stava ancora fissando mentre mi passava accanto e ha realizzato che lo stavo guardando a mia volta. Mi ha urlato “non guardarmi… (non ho colto le parole per via dell’accento). In 2 secondi era sul mio volto, con 3 o 4 altri giovanotti e una ragazza (tutti loro non sembravano avere più di 20 anni, ma erano molto più alti di me). Ero shockato perché mi aveva rivolto un insulto razzista e aveva l’audacia di gridarmelo come se gli avessi fatto qualcosa di male.

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All’improvviso il primo pugno mi ha colpito il volto e mi ha colto di sorpresa. Mentre ero shockato il tizio me ne ha dato un altro. A quel punto qualche passante ha deciso di intervenire ragionando con gli aggressori che 4 con 1 non era giusto. L’amico dell’aggressore ha certato di darmi un calcio mentre spiegavo al passante che non avevo fatto niente”. Mok non riusciva a reagire perché si stava ancora riprendendo dalla rottura di un dito nella mano principale. “Poi il tizio che aveva cercato di darmi un calcio ha detto: “non voglio il tuo coronavirus nel mio Paese” prima di darmi un altro pugno da babbeo che mi ha fatto esplodere la faccia di sangue (dal naso) , mentre il sangue è caduto anche sul pavimento. ” Mentre Mok era ancora confuso e dolorante il gruppetto è fuggito. Una visita al pronto soccorso ha stabilito che aveva diverse fratture in faccia e che avrebbe potuto doversi sottoporre a un intervento chirurgico per rimettere a posto le ossa. “Sento che questo incidente ha messo risalto un importante problema che merita di essere portato alla luce. Ho studiato a Londra per 2 anni e ogni anno sono stato soggetto a insulti razzisti (sia innocento che fatti con malizia). Per le persone che mi hanno detto che Londra non è razzista, pensateci di nuovo”.

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Il pensiero di Mok sul razzismo: “ho sempre creduto che  il razzismo affondasse nella stupidità: che le persone credessero che un gruppo razziale o una nazionalità definissero un individuo dovessero essere solo ignoranti e meritevoli solo della mia pietà. Di sicuro un cinese etnico non può essere inglese o una persona dalla pelle bianca non può essere cinese? Cosa rende un cinese, un indiano, un malese o qualche altra razza? Molti hanno antenati di razze diverse. Cosa dovrebbe rendere un abitante di Singapore che ha un padre inglese e una mamma cinese? Lui è cinese o inglese? Che cosa ne facciamo di un individuo che ha nel sangue tanti paesi? Come classifichiamo in individuo che ha antenati africani, cinesi, inglesi e italiani? Il razzismo predica che certe persone sono in un certo modo per la loro razza. Ma come regge questo argomento quando realizziamo che la razza è un concetto malleabile? Ho pensato a lungo che il razzismo affondasse nella stupidità, ma oggi ho capito che così si è gentili con i razzisti e gli si dà una scusa. Il razzismo non è stupidità, è odio. I razzisti trovano sempre l’occasione per esporre il loro odio e lo scenario del coronavirus gli ha dato un’altra scusa. […] Le persone accantonano il razzismo dicendo: “non siamo tutti così, solo una minoranza, non riflettono un paese. Mentre questo è vero ciò non cancella il fatto che è un brutto problema che ha piagato l’umanità da molto tempo e scredita il problema che abbiamo. Il razzismo ha cambiato forma nel tempo e ora è tornato in auge con la crisi da Covid -19.”

A chi gli chiede perché si sia voltato, reagendo risponde così:”perché chiunque, semplicemente per il colore della pelle, dovrebbe essere soggetto all’abuso, in ogno forma, fisica e verbale? Perché dovrei stare zitto quando qualcuno mi insulta con parole razziste? […] Mi sono opposto perché non avevo paura, avevo affrontato persone più intimidatorie nel corso della vita. E se pensate che unirvi come una gang contro qualcuno che è considerevolmente più minuto di voi vi renda grandi, ecco non lo fa. Rende solo ognuno di voi un codardo che non ha le p***e per fare un uno contro uno. Diventate uomini. ”

Unimamme, cosa ne pensate di questo messaggio postato su Facebook e diventato virale con 66 240 Like e 11562 condivisioni?

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