Bambino divenuto “disabile dopo i vaccini”: la sentenza che fa discutere

Il Tribunale di Avezzano ha condannato il Ministero della Salute e l’Aifa a versare un consistente vitalizio ai genitori di un bambino di 7 anni.

Bambino divenuto disabile dopo i vaccini
Bambino divenuto disabile dopo i vaccini Universomamma.it

Unimamme, oggi condividiamo con voi un fatto molto grave riguardante i vaccini, perché a causa di una sentenza controversa molte persone potrebbero dubitare della loro efficacia e sicurezza. Il fatto si è svolto presso il Tribunale di Avezzano dove una famiglia con un bambino di 7 anni disabile ha fatto causa al Ministero della Salute e Aifa.

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Sentenza contro i vaccini in un tribunale: cosa è accaduto

Il Tribunale di Avezzano, tramite il giudice  Antonio Stanislao Fiduccia, ha condannato il Ministero della Salute e l’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco a versare un vitalizio di 20 mila Euro l’anno a un piccolo di 7 anni. Il bambino è affetto da tetraparesi ipertonica distonica e ritardo psicomotorio, è invalido al 100% . Nel gennaio del 2014 e il 4 marzo dello stesso anno questo piccolo si era sottoposto alla vaccinazione esavalente (antipolio, difterite, tetano, epatite B, pertosse e Haemophilus B) e pneumococcica nel distretto sanitario di base di Avezzano. I genitori del piccolo sono stati assistiti dall’avvocato Barardino Terra che ha detto, dando voce ai genitori su Abruzzonews:il nostro bambino  godeva di ottima salute fino al periodo immediatamente precedente la somministrazione dei vaccini e il decorso postnatale si è svolto senza alcuna complicazione e infatti è cresciuto regolarmente”.

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Successivamente il bimbo ha iniziato a presentare i primi sintomi delle malattie riportate sopra. Questa sentenza in pratica certifica la correlazione tra due vaccinazioni e un’invalidità molto grave e permanente. La cosa non può che richiamarci alla mente lo schema che ha spinto tanti genitori a promuovere cause legali ispirate al falso studio (e ricordiamo che il medico che lo condusse e truccò i risultati, Andrew Wakefield, fu poi radiato dall’albo) che collegava i vaccini all’autismo. Una sentenza di questo tipo lascia molto perplessi per diverse ragioni. In primis è bene sottolineare che le correlazioni non implicano un rapporto causale. Ora però bisognerà attendere 60 giorni per leggere le motivazioni della sentenza, ma nel frattempo, non si possono ignorare elementi di incongruenza importanti, riportati da Open.

Il giudice Fiduccia si è basato sulla relazione tecnica di Ilaria Agnifili, specialista in medicina legale e delle assicurazioni. Nella sua relazione si legge che è ipotizzabile con elevata probabilità che vi furono manifestazioni cliniche , descritte dallo specialista neuropsichiatra  “nei tempi compatibili con un grave danno neurologico da co-somministrazione di vaccini in seconda dose, nel rispetto del criterio cronologico del nesso di causalità. In assenza di elementi probanti che dimostrino il contrario, è verosimile ipotizzare, con un criterio di elevata probabilità, che la patologia in questione, sia intimamente correlata alle somministrazioni di vaccini del 2 gennaio e del 4 marzo 2014″.

Come sappiamo le due istituzioni sanitarie chiamate in causa si fondano sulla letteratura scientica che, lo ricordiamo, esclude un nesso causale tra vaccini e disabilità nei bambini. Inoltre la sentenza prende largamente in considerazione un cosiddetto “mineral test” eseguito sul bimbo nel 2017 da cui si evince che il piccolo avrebbe, nel suo organismo eccessi di materiali pesanti dovuti alle vaccinazioni. “ Dall’esame effettuato si evidenzia eccesso di piombo, alluminio, arsenico, antimonio, argento, titanio, uranio e palladio”. Non è stato però accertato se quella partita di vaccini contenesse un eccesso di materiali pesanti, né vi è una qualsiasi analisi che indichi come questo specifico vaccino possa essere un rischio per la patologia del piccino. I vaccini somministrati inoltre non contengono così tanta quantità di metalli pesanti e non si spiega come questi potrebbero moltiplicarsi una volta posti in circolazione.

Infine il mineral test è un’analisi su cui vi sono diversi dubbi dal punto di vista scientifico. Il test è promosso da un certo Gerardo Rossi, che nel 2017 aveva tenuto un convegno no vax alla Camera dei deputati. Il sito che spiega il funzionamento del mineral test è poco chiaro, inoltre ci sono riferimenti a malattie come il Parkinson di cui ancora oggi non si conosce l’origine. In ultimo il celebre debuker Stephen Barrett sostiene che l’analisi dei capelli non dovrebbe mai essere usata per schermare le persone dalla tossicità dei metalli pesanti e che questa pratica veniva usata dai ciarlatani.

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Unimamme, voi cosa ne pensate di questa sentenza e di ciò che questa comporta?

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