Vaccini: l’importanza dell’allattamento per i neonati

Secondo alcuni studi l’allattamento al seno durante l’iniezione dei vaccini, riduce il dolore nei neonati.

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Vaccini: l’importanza dell’allattamento per i neonati | Universomamma.it (fonte: adobe)

Sapevamo già che l’allattamento facesse bene a mamma e bambino, ora però arrivano dall’Olanda ulteriori studi che avvalorano questa tesi. Secondo tali studi l’allattamento al seno durante l’iniezione dei vaccini, riduce il dolore nei neonati fino a sei mesi di età.

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Lo scopo di questi studi è ridurre il dolore durante queste procedure di immunizzazione per migliorare l’accettazione del vaccino da parte di genitori e figli. È una battaglia che portano avanti i pediatri ma anche la campagna per la promozione delle vaccinazioni obbligatorie e per la profilassi contro l’influenza stagionale, in calo durante l’emergenza covid purtroppo e  comunque troppo importante ora che riaprono le scuole.

Allattamento durante l’iniezione del vaccino riduce il dolore

Secondo quanto dice il professore ordinario Pietro VairoAl centro di uno studio scientifico che abbiamo appena realizzato con la collaborazione con la Asl, i riscontri dimostrano che l’allattamento al seno al momento della puntura (o se non è possibile al biberon) riduce la sofferenza provata dai neonati e può essere una strategia percorribile nel corso del primo anno di vita. La ricerca è stata documentata anche con un video dei bambini che vengono sottoposti all’iniezione e che non piangono più disperati come prima. Fa parte della ricerca anche la compilazione da parte delle madri di un questionario. I dati sono stati raccolti da Claudia ViggianoAnnachiara OcchinegroMaria Anna SianoClaudia MandatoMichele Adinol, Annalisa NardacciAnna Luisa CaiazzoDomenico Viggiano e pubblicati su Pediatric Research.

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Secondo Alberto Villani presidente della società italiana di pediatria, è importante lavorare sulla prevenzione, soprattutto ora che un genitore su tre in tutta Italia ha rinviato la seduta vaccinale dei figli. E questo è un problema serio.

In Campania è stata proposta la vaccinazione antinfluenzale ai bambini dai sei anni in poi con l’obiettivo di semplificare la diagnosi in caso di coronavirus.

Ci sono però anche delle raccomandazioni da fare :

  • il vaccino antinfluenzale non va somministrato è lattanti
  • non va somministrato a chi ha manifestato una reazione allergica grave dopo la somministrazione di una dose o anche di un componente del farmaco
  • non va somministrata quando si ha una malattia acuta di media o grave entità con o senza febbre, fino all’ avvenuta guarigione
  • non va somministrata se si ha avuto la sindrome di Guillain-Barré.

Sono state diffuse delle false controindicazioni sulle quali il ministro Roberto Speranza ci ha tenuto a mettere chiarezza, al fine di non confondere i genitori, già abbastanza confusi in questo periodo.

False controindicazioni:

    •  l’allergia alle proteine dell’uovo
    • la gravidanza o l’allattamento
    • l’infezione da HIV e altri immunodeficienze congenite o acquisite
    • l’allattamento al seno

L’allattamento al seno è invece altamente raccomandato dato che è un alimento completo che fornisce al bambino gli anticorpi per combattere i germi e riducono anche i rischi contro le malattie respiratorie, le gastroenteriti, le otite e tante altre patologie.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unicef chiedono ai governi di proteggere e promuovere l’accesso delle donne ai servizi di assistenza per l’allattamento per sostenere questa pratica.

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Care Unimamme cosa ne pensate di questa incredibile scoperta di cui parla il mattino?

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