Scuola | L’allarme dei pediatri sui tamponi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:10
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Scuola: il percorso dei tamponi va velocizzato altrimenti sarà sempre più complicato. Questo secondo Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri: “bisogna sveltire il percorso dei tamponi”. 

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@adobestock

Alla perplessità dei pediatri italiani sull’obbligo di certificato medico per rientrare a scuola da parte di alunni malati sia nel caso avessero che non avessero il covid, il Ministero della Salute ha risposto con una circolare per fare chiarezza e fugare ogni dubbio sulla riammissione a scuola di studenti e personale scolastico in malattia.

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Paolo Biasci, come abbiamo già detto nell’articolo “Coronavirus e rientro a scuola: doppio tampone e certificato” ha espresso soddisfazione a nome della Federazione per il nuovo documento del Ministero della Salute che fa chiarezza e allo stesso tempo ha sollecitato “un impegno di risorse sul territorio destinato a investimenti nei centri per il test, nei laboratori e nel personale, affinché l’esecuzione dei tamponi sia veramente tempestiva.

Tamponi e scuola: allarme dei pediatri

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Scuola | L’allarme dei pediatri sui tamponi | Universomamma.it (fonte: adobe)

Procedura troppo lunga e mancanza di dosi di vaccino anti-influenzale: la procedura che serve per rilevare l’eventuale positività al virus degli alunni è troppo lunga denunciano i pediatri, ci vogliono in media 5 giorni, sono troppo lunghi. Secondo Biasci o le regioni impegnano più risorse o “si bloccano le famiglie ed il Paese“.

Federfarma denuncia invece la mancanza di dosi di vaccino anti-influenzale. Secondo il presidente Marco Cossolo ne mancano 1,25 milioni di dosi come si legge sull’ansa.

Il territorio non è stato rinforzato In un’intervista su Repubblica a proposito dei tamponi per le scuole, Biasci dice che purtroppo, al contrario di quanto promesso in estate, il territorio non è stato rinforzato, bisogna:

  • sveltire il percorso dei tamponi
  • eseguirli rapidamente
  • rapidamente refertarli.

“Invece, ovunque ci sono famiglie che si lamentano perché aspettano il test troppo a lungo. E hanno ragione“.

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A proposito dei sintomi per cui richiedere il tampone, Biasci dice:

  • non basta uno starnuto (come pensano molte maestre)
  • ma ci deve essere muco e congestione nasale

“Anche la gastroenterite è un sintomo, ma pure in questo caso non deve esaurirsi in un solo episodio di vomito o diarrea“.

Purtroppo bisognerà fare il tampone anche ai bambini a cui cola il naso, sono molto numerosi, soprattutto i piccoli, che hanno questo problema. Il tampone è previsto anche per loro dice Biasci.

Secondo Biasci il test va chiesto subitoappena vengono riferiti i sintomi, e non aspettare che il problema si evolva“, dato che:

  • se i sintomi scompaiono dopo due giorni il tampone va fatto comunque
  • il certificato va fatto “in tutti i casi di cui stiamo parlando: visto che c’è un sintomo, ci vuole il tampone“.

Una volta fatto il tampone:

  • Se è positivo, segue la sua strada
  • Se è negativo, il pediatra non fa un certificato, “ma un attestato in cui afferma di aver eseguito il percorso assistenziale”.

In caso di altre patologie, “si redige il certificato, dice la nuova circolare del ministero, in quelle situazioni in cui non c’è alcun sintomo di sospetto Covid.

Come dice Biasci il certificato va fatto:

  • nei bambini sopra i 6 anni se l’assenza supera i 5 giorni,
  • i più piccoli se supera i 3
  • ci sono regioni che però lo hanno definitivamente eliminato

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Care Unimamme, preoccupate per queste affermazioni del Presidente Federazione italiana medici pediatri, Paolo Biasci?

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