Cosa fare in caso di contatto con positivo? Il protocollo punto per punto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:54
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Cosa fare quando si è entrati in contatto con un positivo? Si attiva un protocollo per evitare altri contagi e per tutelare la propria salute.

Positivo cosa fare
Foto da Adobe Stock

Cosa fare se ho avuto contatti con un positivo? E’ forse una delle domande più frequenti che in questo periodo ci si sta facendo. Con l’aumentare dei casi aumentano anche il rischio, purtroppo, di potersi contagiare.

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Se si scopre che una persona con la quale si è stati a contatto, che possa essere un familiare, un amico o un collega di lavoro, è risultata positiva, bisogna prendere delle precauzioni, necessarie per salvaguardare la propria salute e quella degli altri.

Contatto con positivo: le indicazioni su come comportarsi

Come devo comportarmi?
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In caso si fosse entrati in contatto con un positivo si attivano una serie di misure che sono previste da un protocollo messo a punto per evitare il diffondersi dei contagi.

Ecco cosa succede punto per punto:

  • Chiamata da parte dell’Asl: l’azienda sanitaria contatta chiunque sia entrato in contatto con il paziente risultato positivo. In questo caso il personale medico-sanitario, dopo aver verificato il nostro stato di salute, ci obbligherebbe ad una quarantena forzata.
    • In caso contrario, se si è conoscenza di un caso positivo si deve chiamare il medico curante, il quale avviserà l’Asl.
  • Restare a casa senza avere contatti con l’esterno.
    • Avere una propria stanza in cui soggiornare.
    • Evitare di condividere spazzolini, sigarette, utensili, biancheria intima, asciugamani.
    • Pulire e disinfettare ogni superficie.

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  • Monitorare lo stato di salute, l’Asl sarà in contatto diretto con il soggetto.
    • Febbre maggiore o uguale a 37,5° e brividi.
    • Tosse di recente comparsa.
    • Difficoltà respiratoria.
    • Perdita improvvisa dell’olfatto o una sua diminuzione, perdita del gusto o una sua alterazione.
    • Raffreddore o naso che cola.
    • Mal di gola.
    • Diarrea, soprattutto nei bambini.
  • In caso sopraggiungano i sintomi, contattare subito il medico curante che provvederà a chiedere un tampone.

Inoltre, dal Ministero per la Salute, precisano che:

  • I contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare:
    • un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure
    • un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

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Nella circolare si raccomanda di:

  • eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze;
  • prevedere accessi al test differenziati per i bambini;
  • non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità
  • promuovere l’uso della App Immuni per supportare le attività di contact tracing.

Voi unimmame eravate a conoscenza di queste indicazioni?

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