Effetti del lockdown sui bambini: non solo conseguenze negative

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Effetti del lockdown sui bambini: non solo conseguenze negative. Lo studio del Bambino Gesù.

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Effetti del lockdown sui bambini: non solo conseguenze negative – Universomamma.it (Adobe Stock)

Ci siamo occupati più volte degli effetti del lockdown o confinamento su bambini e ragazzi. Come i lunghi mesi chiusi in casa, la scorsa primavera, con le lezioni scolastiche in didattica a distanza, abbiano influito sulla psiche dei più giovani, sulle loro abitudini e sui loro comportamenti.

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La lontananza dai compagni di scuola e dagli amici, le lezioni al computer da casa hanno messo a dura prova bambini e ragazzi. L’isolamento è stato duro, soprattutto per i più piccoli. Non tutti gli effetti del lockdown, tuttavia, sono negativi. A sorpresa, i ragazzi hanno patito meno lo stress scolastico e anche il mal di testa. Lo sostiene uno studio condotto dai ricercatori dell’Ospedale Pebdiatrico Bambino Gesù di Roma.

Effetti del lockdown sui bambini: non solo conseguenze negative

Effetti del lockdown sui bambini: non solo conseguenze negative – Universomamma.it (iStock)

Il lockdown, ovvero il confinamento in casa per contenere i contagi del nuovo coronavirus, che è durato lunghi mesi la scorsa primavera, in Italia, ha avuto anche effetti positivi su bambini e ragazzi, non solo negativi. Le lezioni scolastiche a distanza, tramite computer, se hanno creato un effetto straniante e sono state non facili da seguire, hanno anche rallentato i ritmi e lo stress tipico della scuola.

Tutto questo si è tradotto in conseguenze positive per quei bambini e ragazzi che soffrono di cefalea. Lo ha dimostrato uno studio condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma insieme a 9 centri italiani specializzati nella cura della cefalea.

Durante i mesi trascorsi in casa a causa della pandemia di Covid-19, i bambini affetti da cefalea hanno visto diminuire gli attacchi di mal di testa, scrive in un comunicato l’Ospedale Bambino Gesù, grazie soprattutto al calo della tensione scolastica.

Lo studio ha interessato oltre 700 famiglie con bambini affetti da cefalea ed è stato condotto dal team di neuropediatri e psicologi del Centro Cefalee del Bambino Gesù in collaborazione con i 9 Centri Cefalee italiani: presso l’Università di Padova, l’Università dell’Aquila, l’Università dell’Insubria di Varese, l’Ospedale Sant’Andrea di Roma, il Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile di Via dei Sabelli di Roma, l’Istituto Besta di Milano, l’Ospedale San Paolo di Bari e Ospedale Civico di Palermo.

La cefalea, nota comunemente come mal di testa, è molto frequente anche nei bambini, soprattutto in età scolare. Esistono diversi tipi di cefalea, con evoluzioni diverse e che richiedono terapie diverse.

Le cefalee primarie, come emicrania, cefalea tensiva, cefalea a grappolo, sono malattie neurologiche legate a una predisposizione genetica. La maggior parte dei mal di testa di cui soffrono i bambini rientrano in queste tipologie, soprattutto quelli in cui gli attacchi si ripetono nel tempo.

Le cefalee secondarie, invece, sono il sintomo di una malattia diversa che le scatena. In questi casi il mal di testa viene causato da un’altra patologia che va individuata e curata.

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Lo studio del Bambino Gesù ha preso in esame 707 famiglie con figli dai 5 ai 18 anni che avevano ricevuto una diagnosi di cefalea primaria, come emicrania e cefalea tensiva. A genitori e figli è stato sottoposto un questionario anonimo in cui dovevano rispondere a delle domande sull’andamento del mal di testa prima e durante il lockdown.

Nel questionario le domande riguardavano:

  • le caratteristiche della malattia: frequenza e intensità degli attacchi,
  • le terapie seguite: quali e quanti farmaci,
  • le variazioni dell’umore, degli stili di vita e dell’attività scolastica.

Le domande sono state poste per valutare l’impatto di questi fattori sulla cefalea.

Dall’analisi delle risposte al questionario è emerso che il 46% dei bambini e ragazzi aveva avuto un significativo miglioramento del mal di testa, il 39% non aveva avuto alcun cambiamento, mentre per il 15% si era verificato un peggioramento. Dunque, nella maggioranza dei casi, il lockdown ha avuto effetti positivi sui bambini e ragazzi affetti da cefalea.

Il gruppo che ha avuto un miglioramento ha comunicato una riduzione degli attacchi di mal di testa durante il mese, che sono diminuiti del 28%: da 7 a 5 attacchi al mese. Nei bambini con le forme più gravi di cefalea si sono avuti cali anche fino al 40%: da 15 a 9 attacchi al mese.

Nella stragrande maggioranza di questi casi il mal di testa era migliorato grazie alla riduzione dell’ansia scolastica durante il lockdown. Infatti, gli studiosi hanno notato che a bassi punteggi dei test sui livelli di stress corrispondeva un miglioramento del mal di testa. Invece, nei bambini e ragazzi in cui il mal di testa era peggiorato durante il lockdown anche i livelli di stress e ansia scolastica erano alti.

L’uso di farmaci antiemicranici, invece, non è stato determinante nella riduzione degli attacchi durante il lockdown. Il 14% dei ragazzi presi in esame era in terapia farmacologica e non ha mostrato differenze significative nella riduzione degli attacchi di mal di testa rispetto a chi non assumeva farmaci.

Lo studio dimostra quanto gli stili di vita e lo stress quotidiano influenzino il mal di testa. Pertanto, più che somministrare farmaci è maggiormente indicato intervenire sugli stili di vita per ridurre lo stress e l’ansia nel trattamento delle cefalee pediatriche.

“I fattori emotivi ed emozionali andrebbero sempre considerati quando si propone un trattamento per l’emicrania e per la cefalea di tipo tensivo”, ha spiegato la dottoressa Laura Papetti, neuropediatra del Bambino Gesù e primo autore dello studio.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cephalalgia, organo ufficiale dell’International Headache Society.

Ulteriori informazioni sul sito web del Bambino Gesù.

Effetti del lockdown sui bambini: non solo conseguenze negative – Universomamma.it (Adobe Stock)

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Che ne pensate unimamme dei risultato di questo studio?

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