9 mila bambini morti in orfanotrofi e case famiglia: violenze e abusi durati per 75 anni

In Irlanda vi è una situazione che sta facendo tremare il Paese ed è quella relativa agli orfanotrofi, o meglio alle case famiglia, luoghi di indicibile violenza.

Orfanotrofio
Orfanotrofio

Orrore. Non ci sono altre parole per definire quello che si è scoperto in questi lunghi 5 anni di indagine nel paese irlandese.

Una situazione terribile che ha colpito giovani madri – incapaci di reagire a causa della società misogina del tempo – e i loro sfortunati bambini.

Del fatto si è parlato anche in un articolo passato che ha raccontato dei primi orrori scoperti qualche anno fa all’interno di questi orfanotrofi.

Nelle prime ricerche si parlava di circa 800 corpi di bambini trovati all’interno di fosse comuni, ma la verità si è scoperta solo più avanti.

E, purtroppo, la verità è ben lontana dall’essere immaginabile dal momento che nessun film horror si è spinto a raccontare una tale situazione.

Eppure dopo 5 anni di indagini è emerso che in quei luoghi infernali sono morti più di novemila bambini.

Irlanda: il racconto di oltre 75 anni di abusi su donne e bambini

Premier irlandese Micheal Martin (fonte Instagram @michealmartintd)
Premier irlandese Micheal Martin (fonte Instagram @michealmartintd)

Stiamo parlando dello scandalo che ha coinvolto il governo irlandese. Infatti nei 75 anni in cui questi orfanotrofi hanno operato si sono consumate violenze di ogni tipo sia sulle madri sia sui bambini.

Una situazione indicibile che per lungo tempo il governo, le istituzioni religiose che gestivano gli orfanotrofi e tutta la società hanno taciuto.

I fatti si sono svolti dal 1922 al 1998 all’interno di quelle che, all’epoca, venivano definite case per ragazze madri in cui alloggiavano tutte quelle donne rimaste incinte al di fuori de matrimonio.

Queste, dopo aver partorito, erano separate dai loro piccoli ai quali attendeva un destino funesto: molti andavano in adozione, altri invece soccombevano alle condizioni di malnutrizione, abbandono e malattia a cui erano sottoposti.

A rivelare tutto ciò è un rapporto ufficiale pubblicato il 12 gennaio. La commissione d’inchiesta sulle “case per mamme e bambino” (Cimbh) ha rivelato quanto fossero alti i livelli di mortalità negli istituti convenzionati dallo Stato, guidati per la maggior parte da istituzioni religiose fino al 1988.

Dagli archivi è emerso che circa il 15% dei bambini ospitati in queste strutture è deceduto a causa delle cattive condizioni in cui erano costretti a vivere.

Le case avevano come obiettivo quello di separare le ragazze madri dalla società che non poteva accettare in quegli anni di veder nascere bambini al di fuori del matrimonio.

Il premier irlandese, Micheal Martin, si è espresso sulla faccenda, sostenendo che, come si legge su Agi: “il rapporto apre una finestra su una cultura profondamente misogina in Irlanda in diversi decenni”.

Sembra che il Premier porgerà le sue scuse ufficiali davanti al Parlamento, dichiarando al contempo che la scoperta della mortalità infantile è uno dei punti più tragici di tutta la vicenda e che tutta la società è colpevole di quanto accaduto.

Inoltre la Cimbh denuncia che le donne rimaste incinte al di fuori del matrimonio avevano un trattamento davvero duri, proprio da parte dei familiari. Per questo motivo erano costrette a rivolgersi agli istituti dal momento che non avevano alcuna alternativa.

Ma in questi luoghi più che accoglienza trovavano abbandono e situazioni sanitarie davvero pessime.

E voi unimamme eravate a conoscenza di quanto accaduto in Irlanda?