Covid: l’incidenza dei contagi tra i più giovani, lo studio

Covid: aumenta l’incidenza dei contagi tra i più giovani, lo studio dell’ISS.
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I dati recenti sui contagi da Covid-19 in Italia  avevano già mostrato un aumento dell’incidenza tra i più giovani, con una importante diffusione del Coronavirus nelle scuole, a causa soprattutto delle nuove varianti più contagiose. Una situazione che aveva portato alla creazione di zone rosse locali con chiusura delle scuole.

Già già dalla fine del mese di gennaio l’Associazione italiana di epidemiologia (Aie) aveva registrato un aumento dei contagi tra i bambini in età scolare, proprio per effetto delle nuove varianti del virus.

Durante la presentazione dell’ultimo monitoraggio sui contagi settimanali, il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza aveva comunicato un incremento dell’incidenza dei contagi in Italia. Un aumento che riguarda soprattutto alcune zone d’Italia e soprattutto nei ragazzi in età scolare, dagli 11 anni di età, con un aumento importante anche dei focolai scolastici.

Questa situazione è stata confermata da un aumento dell’incidenza dei contagi tra i giovani sotto i 20 anni, registrato da un report dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).


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Covid: aumenta l’incidenza dei contagi tra i più giovani, lo studio dell’ISS

Come era già emerso da altri studi epidemiologici anche l’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato un aumento dell’incidenza dei contagi Covid-19 tra i giovani.

Nel report “Focus sull’età evolutiva“, l’ISS ha registrato che a partire dalla fine di gennaio l’incidenza dei casi nella fascia sotto i 20 anni ha superato quella delle fasce di popolazione più adulta per la prima volta dall’inizio della pandemia. Nel mese di febbraio è rimasta leggermente più alta.

L’incidenza generale dei contagi di Covid-19 a gennaio/febbraio è stata intorno ai 150 casi per 100mila abitanti. Il valore più alto è stato registrato fra i 13-19 anni, con poco meno di 200 casi ogni 100mila abitanti. Mentre nei bambini e ragazzi più piccoli è minore.

Fortunatamente, nelle fasce di età più giovani tra i casi diagnosticati sono pochissimi quelli gravi.Il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità ha anche censito il numero assoluto dei casi nella fascia di età sotto i 20 anni, che sono stati sopra i 106mila a novembre, per poi scendere a circa 61mila sia a dicembre che a gennaio.

Inoltre, sempre nel mese di novembre è stato raggiunto il picco dei ricoveri in terapia intensiva per queste fasce più giovani: 53 ricoveri. Poi sono scesi a 25 a dicembre e a 21 a gennaio. Lo stesso andamento è stato osservato per i decessi tra i più giovani che hanno raggiunto il picco a novembre, con 8 casi.

Il report dell’Istituto Superiore di Sanità è riportato da 44.


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Scuola e covid
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