“Contro le auto in corsa”: la nuova assurda sfida su Tik Tok

Sul social TikTok circola una nuova sfida, quella di stendersi in strada per schivare le auto all’ultimo momento.

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tiktok fonte Adobe Stock

Unimamme, ormai dovremmo aver capito che i social possono nascondere molte insidie, soprattutto per i nostri ragazzi.

Su TikTok, social network del momento, già da un po’ di tempo sta girando una sfida molto pericolosa di cui i genitori dovrebbero essere al corrente.

Planking challenge: che cos’è

PLANKING CHALLENGE
PLANKING CHALLENGE fonte Tiktok

Stiamo parlando della planking challenge, fenomeno giunto anche in Italia.

La sfida consiste nello sdraiarsi per strada, mentre arrivano le auto, per poi schivarle all’ultimo momento.

Ne abbiamo avuto segnalazione in Puglia, in Campani e in Piemonte. A Rivoli, in corso Francia, ci ha provato di recente un gruppo di ragazzini.

Chi ha assistito all’accaduto ha chiamato le forze dell’ordine, ma quando sono arrivate ormai i ragazzi coinvolti erano spariti.

Lo scopo, ovviamente, è quello di riprendere la performance da postare poi su TikTok per avere più like.

Questa temibile planking challenge ha diverse varianti. Nella prima ci si stende in mezzo alla strada appoggiandosi sui gomiti spostandosi poco prima dell’arrivo dell’auto.

Nel secondo caso, invece, è previsto che ci si lanci contro l’auto per sedercisi sopra.

Questo è accaduto sia a Napoli che a Gallipoli il 3 e 14 febbraio, come si legge su Repubblica.


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Su Il Quotidiano di Puglia era stato denunciato che un gruppo di ragazzini che non avevano più di 12 anni si nascondevano dietro alle auto in un parcheggio e quando vedevano i fari di una macchina si buttavano in mezzo alla strada.

A Gallipoli però nesuno ha denunciato nulla alla polizia, tanto che il comandante della polizia locale, Alessandro Leona, ha dichiarato: “non abbiamo ricevuto denunce, ma è bene tenere alta l’attenzione. Non abbiamo molti elementi e ciò che possiamo fare è un’azione di prevenzione. Invitiamo i cittadini ad allertare immediatamente le forze dell’ordine se dovessero assistere a questi episodi e non solo a scriverlo in rete. Solo così potremmo intervenire in fretta e capire di cosa si tratta”.

Non poco tempo fa il terapeuta Alberto Pellai aveva parlato di come il web faccia sentire onnipotenti i ragazzi e come cercare di tenerli al sicuro fissando delle regole.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa nuova sfida?