bambina annegata in piscina

A una bambina annegata in piscina da 3 anni sono stati asportati gli organi interni.

Unimamme, un caso di violenza sessuale su una bambina morta annegata è tornato alla ribalta a causa di un’agghiacciante scoperta.

Bambina violentata e uccisa: una scoperta da gelare il sangue

Il 19 giugno del 2016, la piccola Maria Ungureanu, una bambina di 9 anni, venne ritrovata annegata nella piscina di un casale a San Salvatore Teresino (Benevento). Secondo quanto emerso dalle indagini e testimonianze la piccola Maria si era allontanata da casa per andare a vedere le giostre del paese.

Quando, la sera, i genitori non l’hanno vista tornare, hanno dato l’allarme. Dopo qualche ora il cadavere della bimba venne ritrovato che galleggiava  nudo nella piscina di un agriturismo.

L’ultimo a vedere viva Maria era stato Daniel Ciocan, un connazionale ventunenne del padre della bambina, di origine rumena. Ciocan è stato l’unico indagato per la morte di Maria.

Cioran ha dichiarato di aver fatto fare un giro in macchina a Maria che per lui era come “una sorella” e di averla riaccompagnata in Paese.

All’epoca la prima autopsia accertò che la bambina era stata vittima di abusi sessuali cronici e che prima di annegare era stata violentata.

Dal momento che i primi esami non era stati chiari la Procura di Benevento ha chiesto di riesumare la salma, facendo così una macabra scoperta: sono stati asportati gli organi interni.

“Chiediamo con forza che venga fatta chiarezza in una vicenda da contorni ancora tutti da chiarire” ha dichiarato l’avvocato Gallo. La seconda autopsia è stata svolta a Foggia, nei giorni scorsi.

Non sono solo “scomparsi” gli organi della piccola, ma anche i vetrini dell’autopsia e altri reperti sotto custodia della polizia giudiziaria.

“Siamo sconcertati e ora andremo fino in fondo. Presenteremo una denuncia, perché qualcuno deve dirci come è possibile che, con le indagini ancora in corso, non si trovino più i reperti custoditi dagli inquirenti, utili a fare luce sul caso” ha commentato Roberta Bruzzone, consulente del caso, nel corso della trasmissione Giallo.

Come accennavamo, per la vicenda era stato indagato Ciocan per omicidio e violenza sessuale. Ma i sospetti erano caduti anche sul padre di Maria: Marius per una maglietta della bimba coperta dal suo sperma. L’uomo avevava sempre sostenuto la propria innocenza.

Il 17 settembre è stato disposto l’incidente probatorio su richiesta del procuratore aggiunto della Procura di Benevento Giovanni Conzo. Per quella data dovrebbero essere disponibili alcune parti degli organi, già utilizzate per la prima autopsia e le conclusioni dei tre periti ai quali il giudice ha affidato l’incarico di procedere ad una serie di accertamenti anche di carattere biologico.

I periti sono: Cristoforo Pomara, Ciro Di Nunzio  e Francesco Sessi che si sono già occupati delle analisi dei vestiti indossati da Maria. Le operazioni sono avvenute alla presenza dei professori Fernando Panarese, consulente di Daniel Ciocan, Tatiana Mangiullo e Marina Baldi per i genitori di Maria.
Infine, sulla vicenda della scomparsa degli organi si è espressa anche l’onorevole Lorenzin: “indigna che in un paese civile, attento alle vittime di femminicidio e alle violenze sui bambini, si scopra che un omicidio potrebbe rimanere irrisolto perchè sono spariti tutti i reperti. Sosteniamo la criminologa Roberta Bruzzone, consulente della famiglia, nella denuncia e ci aspettiamo risposte certe non solo dagli investigatori, ma anche dal ministro dell’Interno”.

Unimamme, cosa ne pensate di questa vicenda dai risvolti sempre più cupi di cui si parla su Repubblica?

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