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Cenare tardi e saltare la colazione: abitudini dannose per il cuore, soprattutto per chi ha avuto un infarto.

Mangiare correttamente è indispensabile per la salute del cuore, ma non conta solo quello che mangiamo, anche l’orario dei pasti ha una sua importanza. Secondo un recente studio scientifico, infatti, il momento un cui scegliamo di mangiare ha un deciso impatto sul cuore. Da evitare di cenare tardi e saltare la colazione.

Cenare tardi e saltare la colazione: un danno per il cuore

Che le scorrette abitudini alimentari facciano male alla salute è risaputo, ora però uno studio scientifico ci spiega quanto siano pericolose per il cuore. Secondo una ricerca scientifica da poco pubblicata, l’orario in cui consumiamo i pasti principali della giornata influisce in modo determinante sulla salute del cuore, soprattutto nelle persone che hanno avuto un infarto. Per preservare la salute, infatti, non conta solo moderare la quantità di cibo che assumiamo, ma anche il momento in cui lo consumiamo. Secondo lo studio scientifico, infatti, cenare tardi alla sera e poi saltare la colazione sono abitudini dannose per il cuore. Aumentano il rischio di infarto.

A stabilirlo è uno studio brasiliano, condotto dal prof. Marcos Minicucci della Università Statale di San Paolo del Brasile (São Paolo State University), pubblicato su European Journal of Preventive Cardiology, rivista scientifica della European Society of Cardiology (ESC). Lo studio ha stabilito che cenare tardi la sera e saltare la colazione sono pessime abitudini per il cuore, sia singolarmente sia soprattutto congiuntamente. Le persone che seguono questo scorretto regime alimentare, quanto alla tempistica dei pasti, hanno da quattro a cinque volte più probabilità di rischiare la morte, un secondo infarto o una crisi anginosa entro un mese dalla dimissione dall’ospedale per infarto.

Lo studio è stato condotto su pazienti ricoverati per infarto STEMI, ovvero un infarto miocardico acuto con ostruzione coronarica che provoca l’arresto totale del flusso sanguigno (ST elevation myocardial infarction).

Il prof. Marco Minicucci, primo autore dello studio, spiega che “un paziente con STEMI su dieci è destinato a morire entro il primo anno dall’infarto e le abitudini alimentari sono un modo relativamente poco costoso di migliorare la prognosi“. Sono stati esaminati 113 pazienti ricoverati per infarto STEMI, con età media di 60 anni, il 73% dei quali di sesso maschile. In unità coronarica veniva chiesto loro di descrivere le loro abitudini alimentari.

  • Per “saltare la colazione” nello studio si intendeva “non mangiare nulla prima di pranzo“, escludendo l’assunzione di bevande (caffè e acqua), almeno tre volte a settimana.
  • Per “consumare tardi la cena” si intendeva “andare a letto prima di due ore dalla fine del pasto“, almeno tre volte a settimana.

Quello della São Paolo State University è il primo studio in assoluto a valutare l’impatto delle abitudini alimentari scorrette nei pazienti con sindrome coronarica acuta. Abitudini che, purtroppo, sono molto frequenti, anche tra i pazienti a rischio. Infatti, a saltare la colazione era il 58% delle persone coinvolte nello studio, a cenare tardi il 51% e a seguire entrambe le abitudini scorrette era il 41%.

Per un regime alimentare corretto che protegga la salute del cuore delle persone già infartuate, ma anche di tutte le altre, come buona abitudine salutare, si dovrebbero:

  • attendere almeno due ore dalla fine della cena prima di andare a dormire
  • alla mattina si dovrebbe fare una buona colazione, che contenga almeno il 15-35% dell’apporto calorico giornaliero, consumando latticini, come latte scremato, yogurt e formaggi, e carboidrati, come pane integrale e cereali, e frutta.

Questi sono i consigli del prof. Minicucci.

Inoltre, secondo lo studioso, la risposta infiammatoria, lo stress ossidativo e la funzione endoteliale possono essere tutti coinvolti nell’associazione tra errate abitudini alimentari ed esiti cardiovascolari.

Infine, altri studi scientifici in passato avevano dimostrato che solitamente le abitudini alimentari scorrette si accompagnano con altre abitudini dannose per la salute, come fumare e fare scarsa attività fisica. Minicucci ha concluso: “Il nostro studio dimostra che queste due cattive abitudini alimentari (cenare tardi e saltare la colazione, ndr) sono correlate in maniera indipendente con cattivi esiti dopo un infarto; tuttavia chi assomma più cattive abitudini, riesce a rendere le ancora peggio“. Tra le persone più a rischio ci sono quelle che lavorano fino a tardi, che cenano in tarda serata e poi non hanno fame al mattino.

Il tema è stato trattato su Quotidiano Sanità.

Eravate a conoscenza unimamme della pericolosità di queste cattive abitudini alimentari?

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