Coronavirus in Italia: tre vittime, crescono i contagi, con casi a Milano e Torino. Si cerca ancora il paziente zero. Chiuse le scuole al Nord. 20 milioni stanziati dal Governo.

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Coronavirus in Italia: due vittime, casi a Milano e Torino | Si cerca il paziente zero – Universomamma.it (Ospedale di Codogno. Foto di MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Come era prevedibile, purtroppo, sono saliti i casi di coronavirus in Italia. Pazienti infetti, senza sapere di esserlo, sono andati al lavoro, hanno fatto sport in compagnia, hanno frequentato locali pubblici e anche ospedali, contagiando le persone a loro vicine. Prima che fosse diagnosticata la malattia, Covid-2019, scambiata all’inizio probabilmente per semplice influenza molte altre persone sono state infettate e tre, purtroppo sono morte. I focolai, comunque, sono distinti: uno in Lombardia e uno in Veneto. Ecco le ultime notizie.

Coronavirus in Italia: tre vittime, salgono i contagi – Le Regioni che hanno chiuso le scuole

I contagi di coronavirus che si sono verificati sul territorio italiano, e non semplicemente impotati, erano stati ampiamente previsti e annunciati dagli esperti epidemiologi. Con la globalizzazione, i mezzi di trasporto sempre più capillari ed economici e una massa imponente di persone che si sposta quotidianamente per lavoro, studio e turismo, era inevitabile che l’epidemia coinvolgesse tutto il mondo, anche se la stragrande maggioranza dei casi rimane in Cina, soprattutto nella provincia di Hubei e nel suo capoluogo, la città di Wuhan, megalopoli da 11 milioni di abitanti dove ha avuto origine la malattia.

Ad esempio i due turisti cinesi ricoverati all’ospedale romano Spallanzani, che erano in vacanza in Italia dal 23 gennaio, provenivano proprio dalla provincia di Hubei. Così come il giovane ricercatore italiano, anche lui allo Spallanzani, rientrato in Italia dalla Cina a inizio febbraio, insieme ad altri connazionali, proveniva da Wuhan. Tutti hanno contratto il coronavirus in Cina e ora tutti, per fortuna stanno bene. L’ultimo bollettino dello Spallanzani ha annunciato che i tre pazienti sono risultati negativi ai test. Il primo a guarire è stato il giovane ricercatore, dimesso già sabato 22 febbraio dall’ospedale, mentre gli altri italiani che erano rientrati con lui da Wuhan il 3 febbraio hanno terminato la quarantena alla Cecchignola e sono tornati a casa. Già da qualche giorno le condizioni della coppia di coniugi cinesi erano migliorate, prima l’uomo poi la donna sono usciti dalla situazione di pericolo e ora sono in via di guarigione, probabilmente resteranno ancora in osservazione in ospedale, ma dovrebbero essere dimessi presto.

Allo Spallanzani è ricoverato in osservazione il 17enne Niccolò che era stato evacuato da Wuhan solo in un secondo momento, a causa della febbre, con un aereo dell’Aeronautica Militare. Il ragazzo è sempre risultato negativo al coronavirus, comunque.

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I contagi in Lombardia: una vittima

Accanto alle buone notizie, però, ci sono quelle cattive che provengono dal Nord Italia, i casi di coronavirus registrati in Lombardia dal 21 febbraio e che in un primo momento sembravano circoscritti, hanno iniziato ad aumentare in modo esponenziale. Un altro focolaio è stato scoperto in Veneto, con la morte di un anziano già ricoverato in ospedale per altre patologie e un caso dicoronavius ha raggiunto anche a Torino ma è legato ai contatti avuti dal 38enne di Codogno, in provincia di Lodi, da cui sono partitti tutti gli altri contagi delle province di Lodi e Cremona. Una diffusione così capillare e improvvisa che ha richiesto l’introduzione di misure eccezionali in 10 comuni del lodigiano: Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e Sanfiorano. Qui sono state chiuse le scuole, le aziende, gli uffici pubblici e sono state sospese tutte le manifestazioni e gli eventi. Restano aperte solo le attività commerciali di prima necessità. Mentre i cittadini sono stati invitati a restare a casa.

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Coronavirus in Italia: i contagi in Lombardia e Veneto, un morto | Cosa bisogna sapere – Universomamma.it (Ambulanza nei pressi dell’ospedale Spallanzani, foto ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Misure drastiche che assomigliano al coprifuoco di una zona di guerra, ma necessarie per contenere il virus ed evitare che si diffonda ulteriormente, “dobbiamo trattenere il virus dentro quell’area“, ha spiegato il Ministro della Salute Roberto Speranza.

Nel frattempo, circa 250 persone, forse anche di più  sono state messe in quarantena. Si tratta dei contatti che ha avuto il paziente di 38 anni ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Codogno, insieme alle altre persone contagiate. L’emergenza al momento parte da lui che è ricoverato da mercoledì 19 febbraio, dopo essersi presentato per ben due volte al pronto soccorso dell’ospedale della cittadina della provincia di Lodi in cui risiede. L’uomo, che ha una intensa vita lavorativa e sociale, si è recato regolarmente al lavoro nei giorni scorsi, ha partecipato a due gare podistiche, è uscito ed è andato a cena con amici e ha frequentato anche dei bar. Poi quando si è sentito male è andato dal medico e non migliorando si è recato una prima volta al pronto soccorso, dal quale è stato dimesso dopo una visita ed è tornato quando le sue condizioni sono peggiorate. L’uomo quindi è stato ricoverato e sottoposto agli accertamenti, gli è stato diagnosticato il coronavirus. A quel punto sono scattati i protocolli di emergenza, per isolare il paziente e rintracciare i suoi contatti diretti. Ma era tardi, perché il virus si era già diffuso per via delle frequentazioni del 38enne. Rimane comunque un mistero da chi abbia preso il coronavirus. L’uomo infatti, a quanto si apprende da fonti di stampa, solo dopo molte reticenze aveva detto ai medici di aver frequentato un amico manager rientrato a fine gennaio dalla Cina, con il quale era andato a cena tre volte, tra a fine di gennaio e i primi di febbraio. Le autorità sanitarie hanno così rintracciato quello che ritenevano fosse il paziente zero, ovvero la persona che aveva importato il virus dalla Cina e poi aveva contagiato l’amico 38enne di Codogno.

Con sorpresa dei medici, tuttavia, il manager è risultato negativo al test del coronavirus e anche a quello degli anticorpi della malattia, – quest’ultima notizia è uscita nella serata di sabato. Questo significa che l’uomo non ha nemmeno contratto una forma blanda e asintomatica di coronavirus, perché se così fosse avvenuto e fosse guarito in modo spontaneo, avrebbe dovuto avere i relativi anticorpi nel sangue. Dunque, tutto riparte da capo alla ricerca del paziente zero dal quale il 38enne è stato contagiato. L’uomo, a sua volta, ha contagiato la moglie incinta all’ottavo mese, alcuni amici, medici e infermieri che lo hanno assistito all’ospedale di Codogno e anche alcuni pazienti che erano al pronto soccorso dell’ospedale. Una diffusione che crea comprensibilmente più di una preoccupazione.

Purtroppo in Lombardia c’è stata una vittima, la terza in ordine cronologico: una donna di Crema che si trovava da alcuni giorni in ospedale ricoverata in oncologia.

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(Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma. Foto: ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Le vittime e i casi in Veneto

L’altro focolaio è quello che si è verificato in Veneto, con il caso dei due anziani ricoverati in ospedale. Uno, purtroppo è deceduto, si chiamava Adriano Trevisan, la prima vittima del coronavirus in Italia, ed era ricoverato già da una decina di giorni per patologie pregresse all’ospedale di Schiavonia (Padova). La vittima risiedeva nel piccolo comune di Vo’ Euganeo, dove sono stati registrati altri 12 casi di coronavirus. L’altro anziano, di 67 anni, è di Mira ed è stato ricoverato prima a Dolo poi a Padova, in rianimazione. Nel frattempo, in Veneto sono state chiuse per una settimana tutte le università.

La seconda vittima del coronavirus, invece, è una donna anziana residente a Casalpusterlengo, in provincia di Lodi. Secondo quanto riporta Ansa, la donna, ultrasettantenne, era debilitata da una polmonite e sarebbe stata in attesa dei risultati degli esami a cui era stata sottoposta. Il suo caso dovrebbe rientrare tra quelli collegati al 38enne di Codogno.

Nel frattempo, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, ha dichiarato che “i medici che sono venuti in contatto con i casi di nuovo coronavirus nelle aree dei focolai in Lombardia e Veneto devono essere messi in quarantena obbligatoria“. Anelli ha invitato anche gli altri colleghi a mettersi a disposizione per sostituire i medici che andranno in quarantena e garantire così la continuità dell’assistenza.

Misure straordinarie e scuole chiuse

Il governo ha stabilito il divieto di allontanamento e di ingresso in queste zone, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni. Sono state chiuse le scuole e gli asili, gli uffici pubblici, i negozi e i musei. Sono stati sospesi i concorsi pubblici, le attività lavorative private e pubbliche, tranne che per i servizi essenziali, limitando la circolazione di merci e persone. Annullate anche le manifestazioni sportive. Sono state chiuse per una settimana le università in Lombardia e Veneto. Il Cdm ha anche dato dato al ministro della Pubblica Istruzione la possibilità di bloccare tutte le gite scolastiche in Italia e all’estero. Si è deciso invece di non sospendere Schenghen.

Stop al Carnevale di Venezia.

Oltre a Lombardia e Veneto, chiuse tutte le scuole anche in Piemonte, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Il Trentino ha deciso di chiudere in via precauzionale le scuole di ogni ordine e grado, le scuole dell’infanzia e gli asili nido fino a mercoledì. Anche l’Alto Adige, dove le scuole erano già chiuse per il Carnevale, ha deciso di tenere chiuse università e asili nido.

Divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree “focolaio” del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni. Stop a gite scolastiche in Italia e all’estero e alle manifestazioni pubbliche

La persona dimessa dallo Spallanzani è il giovane ricercatore italiano rientrato da Wuhan e guarito dal coronavirus. I 2 casi del Lazio sono invece i due turisti cinesi, ormai guariti, ma ancora ricoverati. Il caso in Piemonte è a Torino e riguarda un uomo di 40 anni che ha avuto contatti con i casi in Lombardia. Un caso a Milano riguarda un residente di Sesto San Giovanni e ricoverato da una settimana all’ospedale San Raffaele. Poi c’è un abitante di Mediglia, in provincia di Milano, che era ricoverato all’ospedale di Vizzolo Predabissi a Milano e che poi è stato trasferito all’ospedale di Pavia, come riporta il Corriere della Sera nell’edizione di Milano.

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Collaborazione e niente panico

Nel fronteggiare l’emergenza coronavirus, la Protezione Civile ha invitato i cittadini alla collaborazione, chiedendo di “recarsi nelle strutture sanitarie e ad utilizzare i numeri di emergenza solo se strettamente necessario“.

Per tenersi aggiornati sulla situazione del coronavirus è bene seguire le fonti istituzionali, come il Ministero della Salute che ha attivato anche il numero di pubblica utilità 1500. Sempre sul sito del Ministero si può consultare la pagina con le domande e risposte sul virus.

Da evitare invece le fonti dubbie e soprattutto i messaggi, scritti o vocali, anonimi diffusi sui social network e sulle chat.

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