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Coronavirus, neonato positivo al tampone | Il caso a Bergamo – Universomamma.it

I nuovi dati sull’epidemia di coronavirus in Italia segnalano un aumento dei casi di Covid19, sebbene a ritmo più rallentato rispetto ai giorni scorsi, almeno nel dato complessivo nazionale. In alcune zone, infatti, l’aumento è più lento, ma in altre, dove il virus sta arrivando ora, è più veloce.

Stando agli ultimi dati annunciati dalla Protezione Civile alle 18.00 del 3 marzo, in Italia le persone affette da coronavirus sono 2.263, con un aumento di 428 casi in più rispetto a ieri. Le persone decedute sono 79, con 27 morti in più in un giorno. Mentre i guariti sono 160. Nella giornata di oggi sono risultati positivi al coronavirus anche due giudici del Tribunale di Milano, le cui aule sono state momentaneamente chiuse per la sanificazione ed è stato disposto il rinvio delle udienze non urgenti.

Il caso più clamoroso, tuttavia, è quello di un neonato risultato positivo al coronavirus a Bergamo. Il bimbo è ricoverato all’Ospedale Giovanni XXIII del capoluogo lombardo.

Coronavirus, neonato positivo al tampone

In un primo momento le agenzie di stampa avevano dato la notizia di una neonata positiva al coronavirus a Bergamo. Stando a quanto riportano invece il Corriere della Sera di Bergamo e la Repubblica, si tratta di  un neonato, un maschietto. Il piccolo, di poche settimane, è ricoverato all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in prognosi riservata, ma respira da solo. Dunque non è attaccato alle macchine per la ventilazione assistita. Si tratta di “un caso raro“, ha spiegato il direttore della Terapia intensiva dell’ospedale, Luca Lorini.

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Il bambino, che non ha altre patologie, è stato portato in ospedale lunedì 2 marzo nel pomeriggio. Il piccolo presentava “sintomi respiratori” ed è stato subito “ricoverato in patologia neonatale in isolamento sotto osservazione“, hanno spiegato dal Papa Giovanni XXIII. Viste le sue condizioni e il diffondersi rapidamente del coronavirus nella provincia di Bergamo, i medici hanno effettuato il tampone al bimbo ed è risultato positivo. Fortunatamente “la sua situazione non sembra particolarmente compromessa“, hanno fatto sapere ancora dall’ospedale. Lorini ha infatti precisato che “i bambini sono poco colpiti da questa malattia e nella gran parte dei casi la superano bene“.

Unimamme sicuramente per i genitori del bambino sono momenti difficili e noi possiamo solo immaginarlo. Speriamo che tutto si sistemi al più presto, come è avvenuto per la neonata di 17 giorni in Cina che è guarita senza cure. Non c’è che da fare tanti auguri al bimbo.

Nel frattempo, purtroppo, l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo si è trovato a gestire numerosi casi di coronavirus ed è in una situazione critica. “Questa malattia è un fatto imprevisto che ci ha obbligato a ripensare tutta la nostra organizzazione. Tutta la struttura, tutti i dipendenti stanno facendo un grande sforzo, per cui vanno ringraziati”, ha detto al Corriere di Bergamo il direttore sanitario dell’Asst di Bergamo, Fabio Pezzoli. I pazienti  infettati dal virus e ricoverato in ospedale sono 126, di questi 37 sono in gravi condizioni, di cui 25 in terapia intensiva e 12 in subintensiva. Una situazione molto difficile che riguarda non solo l’ospedale di Bergamo, ma anche altri del Nord che sono in sofferenza.

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Contenere l’espansione dell’epidemia è infatti assolutamente indispensabile per rallentare i contagi, non per evitarli. Se gli ospedali sono obbligati a dover trattare troppi casi tutti in una volta rischiano di non poter garantire l’assistenza a tutti e molti pazienti potrebbero morire per questo motivo. Ecco perché gli esperti insistono con le misure di contenimento, per quanto possano sembrare invasive e limitanti della libertà personale e dannose per l’economia. Se tutti si ammalano, però, e gli ospedali vanno al collasso i danni saranno ancora più gravi.

I casi in provincia di Bergamo sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi giorni, tanto che le autorità starebbero pensando di istituire una nuova zona rossa. “Abbiamo chiesto all’Istituto superiore di sanità di fare le valutazione”, ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. “È un dato oggettivo che in quell’area oggi il numero dei contagi è uno dei più alti. Abbiamo chiesto ai tecnici di fare valutazione e di suggerire interventi”. ” Se ci dicono che l’unico modo è di istituire un’altra zona rossa, ne prendiamo atto. A noi interessa la salute dei cittadini”, ha concluso l’assessore.

Infine riguardo alla situazione nazionale, i casi di coronavirus sono così distribuiti tra le regioni italiane:

  • 1520 in Lombardia,
  • 420 in Emilia-Romagna,
  • 307 in Veneto,
  • 56 in Piemonte,
  • 61 nelle Marche,
  • 30 in Campania,
  • 24 in Liguria,
  • 19 in Toscana,
  • 14 nel Lazio,
  • 13 in Friuli Venezia Giulia,
  • 8 in Umbria,
  • 7 in Sicilia,
  • 6 in Abruzzo,
  • 6 in Puglia,
  • 4 nella Provincia autonoma di Trento,
  • 3 in Molise,
  • 1 in Basilicata,
  • 1 in Calabria,
  • 1 nella Provincia autonoma di Bolzano,
  • 1 in Sardegna

I pazienti ricoverati con sintomi sono 1034, 229 sono in terapia intensiva, mentre 1000 si trovano in isolamento domiciliare. I 79 deceduti potranno essere confermati solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Informazioni aggiornate sul Covid-19 in Italia le trovate sul sito web del Ministero della Salute.

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Coronavirus, neonata positiva al tampone | Il caso a Bergamo – Universomamma.it (Ambulanza nei pressi dell’ospedale Spallanzani, foto ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)