trapianto alessandro maria montresor
Alessandro Maria (https://www.facebook.com/AlessandroMariaMontresor/)

Il trapianto su Alessandro Maria Montresor è riuscito: il bimbo sarà dimesso dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Una bellissima notizia: è riuscito il trapianto su Alessandro Maria Montresor, il bambino di 18 mesi affetto da una rara malattia genetica, che aveva spinto i genitori a lanciare una campagna su Facebook per la ricerca di un donatore di midollo osseo compatibile.

Il piccolo è stato poi operato all’Ospedale Bambino Gesù di Roma con una tecnica innovativa di trapianto e tutto è andato a buon fine.

Trapianto su Alessandro Maria Montresor riuscito: parla il professor Locatelli

Il piccolo Alessandro Maria Montresor,  Alex, sta bene e presto sarà dimesso dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Il bambino, come ricorderete, era stato sottoposto un mese fa a trapianto di midollo osseo, di cellule staminali emopoietiche per la precisione, per curare la rara malattia genetica da cui era affetto: la Linfoistiocitosi emofagocitica, conosciuta con la sigla di HLH. Questa malattia colpisce solo lo 0,002% dei bambini e si sopravvive solo con un trapianto di midollo osseo (cellule staminali) ricevuto da un donatore compatibile.

Alex era stato operato dal professor Franco Locatelli con una tecnica innovativa di trapianto, messa a punto proprio dal team di Locatelli al Bambino Gesù e che consiste nel trapianto di cellule staminali dal midollo osseo dei genitori. Cellule che una volta prelevate vengono poi manipolate prima di essere infuse nel bambino. Alessandro Maria ha ricevuto le cellule donate da suo padre, che dagli esami clinici sono risultate maggiormente compatibili. Il bambino era stato ricoverato al Bambino Gesù a fine novembre, a seguito della disponibilità a curarlo offerta dall’ospedale pediatrico quando la sua storia è diventata di dominio pubblico.

Lo scorso ottobre, i genitori del piccolo Alex, una coppia di italiani residenti a Londra, aveva lanciato una campagna sui social media per trovare al più presto un donatore di midollo osseo compatibile con il loro bambino, figlio unico. La rara malattia genetica da cui il Alessandro Maria era affetto non gli lasciava molto tempo: in un mese e mezzo avrebbe dovuto trovare un donatore compatibile. Così, oltre alla ricerca del donatore attraverso i canali ufficiali dei registri internazionali, con circa 30 milioni di iscritti, avviata dall’ospedale Great Ormond Street Hospital di Londra, dove il bambino era ricoverato, i genitori hanno deciso di lanciare una campagna pubblica per la ricerca di un donatore di midollo osseo, aprendo una pagina Facebook. In diverse piazze d’Italia, l’Admo (Associazione donatori midollo osseo) ha organizzato eventi per la “tipizzazione”, ovvero per la raccolta di campioni di sangue o saliva dei possibili candidati donatori, con la partecipazione straordinaria di un grandissimo numero di persone.

Nel frattempo, tramite i canali internazionali ufficiali un donatore compatibile era stato trovato, ma non disponibile subito, solo da metà gennaio. Era troppo tardi per Alex, che aveva bisogno di un trapianto urgente. Così i genitori, con l’appoggio dell’ospedale londinese, hanno deciso di ricoverare il bambino all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Il trapianto su Alessandro Maria è stato effettuato il 20 dicembre scorso,  dopo tutti gli accertamenti necessari e i trattamenti di preparazione all’intervento chirurgico. Il trapianto si è svolto regolarmente, ma prima di conoscerne l’esito è stato necessario attenderne il decorso.

Ora che è trascorso un mese è arrivato finalmente l’annuncio dell’Ospedale Bambino Gesù: il trapianto è riuscito, il piccolo Alex è “in buone condizioni di salute” e sarà dimesso nelle prossime ore.

Le cellule del padre, manipolate e infuse nel bambino, ha riferito l’ospedale, a distanza di un mese dal trapianto “hanno perfettamente attecchito”. Nelle quattro settimane successive al trapianto “non si sono registrate complicanze, né sul piano infettivo, né sul piano del rigetto, il problema principale per situazioni di questo tipo”., ha spiegato l’ospedale.

Inoltre, è stata sospesa la somministrazione del farmaco salva-vita emapalumab, che teneva sotto controllo la malattia, regolando le reazioni del sistema immunitario del piccolo. Farmaco che proprio a inizio dicembre è stato ufficialmente approvato dalla Food & Drug Administration (FDA) americana, l’agenzia preposta all’autorizzazione all’impiego e alla commercializzazione di farmaci.

Siamo soddisfatti del percorso trapiantologico del bambino, che al momento è stato perfetto“, ha commentato il professor Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Terapia Cellulare e Genica dell’Ospedale Bambino Gesù. “Nelle prossime settimane andrà monitorato accuratamente il completamento del processo di ricostituzione immunologica, così come il persistere di un attecchimento completo delle cellule paterne. I rischi ai quali i pazienti di questo tipo possono andare incontro dopo la dimissione sono principalmente legati allo sviluppo di complicanze infettive. Per questa ragione il bambino verrà strettamente controllato con periodiche visite presso il nostro reparto di DH; doverosamente premessa questa nota di cautela, non possiamo che essere, allo stato attuale, felici per l’evoluzione di questa vicenda così complessa“. Ha dichiarato Locatelli a RaiNews.

Il trapianto è andato a buon fine, Alessandro dovrà ancora essere sottoposto a visite mediche per verificare il suo stato di salute e che non si sviluppino infezioni o altre complicanze post-trapianto. Il passo più difficile, però, è stato fatto.

Questa è davvero una bellissima notizia, Unimamme!

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