tumore un dono
Francesca Macchi (Foto Facebook)

Il tumore un dono? Una malata risponde a Nadia Toffa.

Hanno suscitato molte critiche e polemiche le parole di Nadia Toffa sul tumore inteso come un dono. La presentatrice televisiva, star del programma Le Iene su Italia1, ha voluto raccontare al suo pubblico l’esperienza dolorosa del tumore e come, per sua fortuna, l’ha superata. La Toffa ci ha scritto anche un libro, che ha presentato con entusiasmo ai suoi fan. Un’uscita che non è piaciuta a tutti e che ha suscitato reazioni anche dure.

Il tumore un dono? Una mamma malata di cancro risponde a Nadia Toffa

Nadia Toffa nel condividere, forse con troppo entusiasmo, la sua esperienza di lotta e sconfitta del cancro si è lasciata andare a dichiarazioni che hanno ferito e fatto arrabbiare molte persone.

Se da un’esperienza dolorosa superata si riceve una visione più matura sulla propria vita e sul mondo e una accresciuta consapevolezza, viene naturale definire quell’esperienza positiva, nonostante tutto. Così anche il tumore se non ha lasciato strascichi devastanti può rappresentare un passaggio significativo della propria vita, che ha lasciato un arricchimento e una forza interiore che prima non si avevano o non si sapeva di avere.

Ogni esperienza, specialmente quando è molto personale e intima merita rispetto. Così chi ritiene di aver ricevuto una sorta di regalo, anche nelle avversità o in una malattia terribile come il cancro, va rispettato per il suo vissuto. Ugualmente, però, merita rispetto anche chi pur affrontando lo stesso tipo di esperienza difficile e dolorosa non può dire lo stesso, perché la malattia gli ha portato via tutto o lo sta per fare. Perché la sofferenza è troppo grande e in cambio non ha ricevuto nulla di positivo.

Per questo motivo chi è un personaggio pubblico seguito dovrebbe fare molta attenzione prima di lanciarsi in affermazioni assolute, che tendono ad esaltare la propria personale ed esclusiva esperienza elevandola ad esempio universale per tutti, senza tenere conto delle differenze che pure ci sono e soprattutto senza considerare i sentimenti altrui.

Così quella che è stata un’esperienza negativa ma con risvolti positivi, vissuti con esaltazione, rischia di diventare una banalizzazione di un problema grave come il tumore.

Non tutti i tumori sono uguali, infatti, e non tutti si possono curare, nonostante l’avanzamento della scienza medica e tutto l’impegno che può metterci un malato. Per questo motivo è bene pensarci due o tre volte prima di lanciarsi in certe affermazioni, che risultano a maggior ragione fuori luogo quando servono a promuovere un libro appena pubblicato.

Il tumore non è un dono, hanno risposto in molti a Nadia Toffa. Tra questi c’è anche una giovane mamma, Francesca Macchi, che ha scritto alla star tv un post su Facebook, diventato subito virale.

Un dono è un regalo. Io regalo fiori, libri, vestiti, gioielli.
Io ho un tumore metastatico a 35 anni, un bimbo che ad ottobre compie 9 anni e non so quanti compleanni festeggerò ancora con lui. Chi lo vorrebbe un dono così?”, ha scritto Francesca.

La giovane donna ha proseguito raccontando il suo calvario, fatto di chemioterapie che l’hanno distrutta, i periodi lontana dal figlio perché troppo debole per occuparsene. Un bambino allontanato dalla mamma, perché non si spaventasse nel vederla combattere tra atroci sofferenze.

Una giovane donna che ha visto trasformarsi il proprio corpo e l’aspetto fisico: “Ho spaventato a morte chi mi ama, ho perso le ciglia, le sopracciglia, i peli e i capelli. Chi lo vorrebbe un dono così?”.

La donna ha sottolineato che non esiste una cura per il suo tumore. La buona volontà e l’ottimismo non bastano. Perché contrariamente da quanto affermato da Nadia Toffa, i tumori non sono tutti uguali. Un’affermazione falsa e pericolosissima.

Ho dolori allucinanti da 6 mesi. Chi lo vorrebbe un dono così? Un cancro è come un dono ingombrante senza lo scontrino per poterlo cambiare, te lo tieni e basta. Chi lo vorrebbe un dono così?”, ha detto ancora Francesca.

La donna ha spiegato che non nasconde la sua malattia, ma ne parla apertamente, ne scrive sul suo blog, quando può affronta il tumore con ironia, ma sempre con la “giusta serietà”.

Non vivo la vita da malata se i dolori non mi costringono a stare stesa a letto – ha aggiunto -. Voglio la normalità, voglio svegliarmi la mattina e chiedermi se il vestito grigio sta bene con le scarpe rosse non voglio svegliarmi e pensare “tachipirina o brufen“?

Francesca ha anche raccontato come sono cambiate le priorità della sua vita e come è cambiato, per forza di cose, il suo atteggiamento generale verso la vita. Un cambiamento che le ha fatto scoprire una forza che non sapeva di avere. Ma questo cambiamento, ha precisato, avrebbe potuto sperimentarlo anche in altre circostanze, senza bisogno di ammalarsi di tumore: “durante un bel viaggio in Nepal o in Tibet, o inciampando su una cacca di cavallo”.

Il vero dono per me è un giorno vissuto senza dolori.
Il dono è svegliarmi con la spensieratezza del domani.
Il dono è non aver fretta di progettare il futuro perché non sai quanto è il tempo che ti resta.
Il dono è trovare una cura ai tumori metastatici.
Il dono è la vita“.

Questo è il vero significato di dono per Francesca Macchi.

“Io, se potessi lo rifiuterei il dono con cui mi ritrovo oggi, se potessi darei una sberla in piena faccia a chi me l’ha offerto… come una sberla in piena faccia è quella di definire un cancro come il mio un dono, da una che il cancro l’ha avuto“.

Parole che fanno riflettere, che ne pensate unimamme?

Il post su Facebook di Francesca Macchi

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Una riflessione di Roberta Villa sul cancro e Nadia Toffa