Home Mamma & Co. Accade nel mondo Una mamma uccide i suoi gemelli disabili e poi si spara

Una mamma uccide i suoi gemelli disabili e poi si spara

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Angela Manca, mamma di 3 figli, di cui due gemelli disabili allettati, ha sparato a questi ultimi e a se stessa.

La donna di 63 anni era rimasta vedova circa 10 anni fa e da allora, si occupava, insieme alla figlia medico, dei due uomini quarantaduenni.

Stando alle prime ricostruzioni Angela si è chiusa nella camera da letto dei figli Paolo Calledda e Claudio Calledda e ha sparato con un fucile, un’arma regolarmente detenuta dal genero che convive con lei.

Il genero e la figlia si erano allontanati dal Paese. A dare l’allarme è stato un vicino.

Ora Angela è ricoverata in gravi condizioni.

Sulla vicenda si è espresso l’ex sindaco di Mandas, città dove si è svolto il dramma. “Una mamma eroica, forse schiacciata psicologicamente da una situazione troppo pesante. La mamma non faceva mancare niente ai due figli. E aveva organizzato per bene tutta l’assistenza necessaria per loro. Naturalmente lei era in prima linea, sempre presente”.

Ultimamente, però, Angela aveva avuto problemi di salute. Inoltre è molto probabile che la donna temesse, con l’avanzare dell’età, per il futuro dei figli. Sembrerebbe infine che già 3 anni venne fatto un tentativo: nel 2015 furono infatti intossicati da farmaci sia lei che i due gemelli.

Sul tema è intervenuta la deputata del Pd Ileana Argentin, prima firmataria della legge sul “dopo di noi”.

“Sono senza parole, per l’uccisione dei due gemelli disabili da parte della mamma di 64 anni che poi ha tentato il suicidio ed è ora gravissima in Ospedale. Il ‘Dopo di Noi’ è sempre più necessario e le Regioni ed i Comuni devono mobilitarsi velocemente per dare risposte alle famiglie che non ce la fanno più, il governo precedente ha messo a disposizione più di 180 mila euro in tre anni per raggiungere l’obiettivo del dopo e durante noi, ma la burocrazia sta rallentando la realizzazione delle soluzioni”.

Su Sardinia Post la deputata aggiunge con fermezza: “È una vergogna costringere un genitore ad arrivare a gesti estremi, aiutiamoli come prevede la norma è non piangiamo quando avvengono queste tragedie, sono solo lacrime di coccodrillo. Tutti a lavoro c’è chi non può più aspettare”.

Noi vi lasciamo con un altro dramma accaduto a Frosinone, in cui un pensionato ha ucciso i figli e poi si è tolto la vita.


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