Una cintura hi-tech per monitorare il feto nelle ultime settimane di gravidanza

Una società ha prodotto un nuovo monitor fetale PregSense, che raccoglierà dati su mamma e bambino, e li invierà allo smartphone. Maggiore insicurezza o eccessivo controllo?

Sul mercato sono diventati numerosi i monitor fetali  creati con lo scopo rassicurare le mamme circa la salute dei bambini ancora in grembo.

Uno di quemamma con monitorsti prodotti è il monitor fetale PregSense della Nuvo Group, che arriverò sul mercato a fine 2015 ad un costo che si aggirerà intorno ai 250 dollari.

Degli esperti israeliani hanno sviluppato un monitor mobile da indossare per seguire da vicino le donne incinte ed i loro feti.

Questo monitor è dotato di sensori inseriti all’interno di un’imbracatura elastica, che trasmetteranno dati e informazioni sulla salute della mamma e del bimbo, senza bisogno di consultare un medico. 

Un dispositivo Bluetooth collegato al monitor raccoglie e trasmette i dati , come ad esempio la frequenza cardiaca della mamma e del bambino, ad uno smartpone e li memorizzerà su un cloud, su un database accessibile solo dalle future mamme e dai loro medici. Lo smartphone sarà poi in grado di fornire una rappresentazione visiva dei dati raccolti.

Ciò che si potrà vedere attraverso la app su smartpone è dove è la mano, se il bambino è sveglio, sentirne il battito cardiaco, e ovviamente sarà possibile vedere tutto ciò che riguarda te mamma, se ti muovi, se sei rilassata, come va il sonno, come sta il cuore, tutto ciò che riguarda verrà messo sotto forma di dati” spiega Oren Z, alla guida della società Nuvo Group, parlando del monitor fetale Pregsense.

Già in passato vi avevamo parlato del Nuvo Group, in occasione di Ritmo, la cintura che permette alle mamme di trasmettere musica rilassante via smartphone e stimolare il feto.

E’ la prima volta che si dispone di una grande quantità di dati di donne e bambini assieme sulla frequenza cardiaca, i movimenti, la posizione del feto, ecc. e si potranno analizzare questi dati per prevedere eventi della gravidanza, come il parto di pre-termine,  la pre-eclampsia e altri, e saremo in grado di intervenire nel momento giusto “, ha detto Varda Shalev, un esperto di informatica applicata alla medicina.

Il monitor fetale PregSense non utilizza gli ultrasuoni doppler come i dispositivi tradizionali, che richiedono alle donne incinte di rimanere sdraiate immobili  mentre i medici monitorano manualmente il battito cardiaco del feto. I sensori utilizzano un algoritmo brevettato per filtrare i segnali raccolti.

I suoi sviluppatori dicono i sensori riescono ad evitare il potenziale danno ai tessuti generato dai dispositivi ad ultrasuoni e sono perfettamente sicuro sia per la madre e il bambino durante il monitoraggio continuo.

L’azienda di tecnologia israeliana spera che il dispositivo potrà rassicurare le madri ansiose che hanno necessità di sapere come sta il feto continuamente, a prescindere dal medicco.

Tutto incredibile, è il primo pensiero. Ma poi ne subentrano altri. Diversi i punti dubbi, e sui quali vi chiediamo di riflettere, per aprire in caso una discussione ed un confronto:

  • la società ci instilla oramai il desiderio di tenere tutto sotto controllo attraverso la tecnologia, ma non si sta esagerando? Non si rischia di rendere le madre ossessionate e ipervigili^
  • non è detto che sapere ed essere aggiornate su segni vitali e altre info relative al feto debba per forza ridurre i timori di una mamma, magari potrebbe aumentarli in caso di malfunzionamenti.
  • non si rischia di limitare l’interazione naturale tra mamme e figli?
  • il monitor non raccoglie nè fornisce informazioni in merito a perdita del liquido amniotico, cambiamento della cervice o altri sintomi. Quindi è comunque limitato.
  • secondo la Federal Drug Administration gli effetti sui tessuti non sono ancora ben conosciuti. Gli ultrasuoni dovrebbero essere fatti dietro prescrizione e da personale adeguato
  • le mamme non dovrebbero sempre essere guidate da personale addestrato e competente in grado di interpretare correttamente le informazioni?

In conclusione non c’è alcuna ricerca che sostenga la necessità di monitorare costantemente una mamma durante la gravidanza. La letteratura sul caso è rivolta solo al momento del travaglio.

E voi Unimamme avete mai preso in considerazione l’idea di acquistare un monitor fetale? Che ne pensate?

Firma: Maria Sole Bosaia

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