Ingorgo mammario: prevenzione e soluzioni

Quali sono i fattori che espongono ad un rischio maggiore di ingorgo mammario e come intervenire secondo la letteratura popolare e scientifica

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Ingorgo mammario: prevenzione e soluzioni | Universomamma.it (fonte: adobe)

Sappiamo tutti cosa è l’ingorgo mammario eppure è un aspetto della lattazione che è stato poco studiato. Il dizionario medico lo definisce come congestione, distensione con edema. La montata lattea è un processo fisiologico ma se la produzione del latte aumenta velocemente il volume del latte supera la capacità degli alveoli di immagazzinarlo. È importante in questo caso rimuovere latte modo che gli alveoli si possano distendere e le cellule secretorie del latte non si appiattiscano e non si allunghino.

In caso di distensione degli alveoli e ci può essere un’occlusione parziale o completa della circolazione sanguigna che diminuisce l’attività cellulare. I vasi sanguigni congestionati a questo punto perdono dei fluidi che vanno nello spazio dei tessuti circostanti e provocando un edema. Questa congestione causa un ostruzione a livello linfatico causando la stagnazione del sistema che elimina le tossine, i batteri e pezzi consumati di cellule dal seno predisponendo il seno ad una mastite (sia infiammatoria che infettiva).

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Nella ghiandola mammaria a questo punto si accumula una proteina chiamata FIL che diminuisce la produzione del latte. La morte programmata delle cellule, detta apoptosi scatena un ingorgo e l’accumulo del latte che causano a loro volta l’involuzione della ghiandola secretoria della mammella, il riassorbimento del latte, il collasso delle strutture alveolari e la cessazione della produzione.

Un segnale a livello clinico di una possibile involuzione ghiandolare in questi casi è l’estrazione di un latte eccezionalmente denso e filamentoso.

Ingorgo mammario: come prevenirlo e curarlo

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L’ingorgo si può classificare in base alla zona coinvolta: L’areola, il corpo del seno, o entrambi. L’ingorgo areolare è costituito da una aureola gonfia con la pelle tesa e lucida per via del troppo latte.Un areola gonfia è considerata un edema dei tessuti causata dai troppi liquidi dati alle madri per via endovenosa durante il travaglio.
Durante la prima settimana post-partum un turgore minimo o assente può essere associato

    • con una produzione insufficiente di latte
    • l’uso precoce di integrazioni
    • una più alta percentuale di declino dell’allattamento nelle prime settimane

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L’ingorgo moderato o grave

Per misurare l’ingorgo mammario nella letteratura scientifica sono stati descritti diversi metodi:

  • uno misurazione del cambiamento del giro petto
  • termografia
  • l’uso di un rilevatore di pressione per misurare la tensione della pelle
  • l’autovalutazione delle madri

Sono quattro i tipi di ingorgo mammario che sono stati descritti:

  1.  un’unica esperienza di seni duri e sensibili seguito da una risoluzione dei sintomi
  2. picchi multipli di ingorgo seguito dalla risoluzione
  3. ingorgo intenso e doloroso che dura fino a 14 giorni
  4. cambiamenti minimi al seno

Esistono dei fattori che possono esporre le madri ad un rischio maggiore di ingorgo:

  • Incapacità di prevenire o risolvere stasi del latte: per via di un drenaggio infrequente al seno
  • Piccole dimensioni del seno: anche se i piccoli seni non hanno una minore produzione di latte hanno una minore capacità di immagazzinamento
  • esperienza precedente di allattamento: l’ingorgo si manifesta maggiormente nelle mamme che allattano per la seconda volta anche se si risolve in questo caso in modo più veloce
  • donne con un’alta velocità di sintesi del latte: come le madri di gemelli che producono grandi quantità di latte, in questo caso quando il latte viene estratto in quantità minori si può sperimentare un aumento di stasi del latte
  • contatto madre-bambino limitato nei primi giorni: Le mamme che hanno avuto un contatto pelle a pelle con i loro bambini hanno meno probabilità di incorrere in un ingorgo.

Come prevenire un ingorgo:

Secondo la letteratura sono numerosi metodi utilizzati:

  • una limitazione di fluidi
  • spremitura prenatale del colostro
  • massaggio prenatale del seno e messaggio a post natale del seno
  • fasciatura dei seni o un reggiseno stretto
  • quando le poppate sono precoci, frequenti e a richiesta, con tempi di suzione non limitati, le donne hanno meno ingorghi.

Esiste una tecnica che si è dimostrata efficace per ridurre l’incidenza dell’ingorgo: “il massaggio alternato dei seni”. Il massaggio alternato è un massaggio al seno alternato alla suzione del bambino, va fatto su entrambi i seni per tutta la durata della poppata.

Come intervenire in caso di ingorgo al seno secondo la letteratura popolare e scientifica:

  • Impacchi impacchi caldi
  • docce calde
  • mettere a bagno i seni in una bacinella di acqua calda
  • compresse fredde dopo le poppate
  • impacchi freddi prima delle poppate
  • impacchi di ghiaccio
  • buste di verdure congelate
  • un insieme di terapia sia calda sia fredda
  • ossitocina
  • enzimi proteolitici
  • stilbesterolo
  • Fasciatura dei seni
  • spremitura manuale
  • spremitura meccanica
  • nessuna spremitura
  • massaggio linfatico del seno
  • ultrasuoni
  • poppate frequenti
  • massaggio alternato
  • foglie di cavolo fredde o a temperatura ambiente
  • estratto di foglie di cavolo

Le applicazioni calde: sono state poco studiate ma sono sicuramente utili come conforto ad un seno dolorante. La terapia fredda: secondo alcuni studi il freddo scatena un ciclo di vaso costrizione durante il quale il flusso del sangue si riduce e l’ edema locale diminuisce, il drenaggio linfatico viene potenziato. Subito dopo vi verifica una vasodilatazione dei tessuti profondi che previene lesioni termiche. Ma a questo riguardo esistono studi discordanti.

La terapia termica con ultrasuoni: non è stata dimostrata la sua efficacia. La terapia con drenaggio linfatico del seno: che è un massaggio dolce del seno, migliora il movimento del fluido stagnante riducendo l’ edema e migliorando il funzionamento delle cellule. Foglie fredde di cavolo: se cambiate ogni due ore possono ridurre l’ edema e il flusso di latte. Spremitura del latte: la spremitura manuale o con tiralatte fino a quando non si sente sollievo riduce l’accumulo del FIN e diminuisce lo stress meccanico sugli alveoli prevenendo la morte delle cellule, i cambiamenti della circolazione del sangue, diminuendo infine il rischio di mastite, inoltre dà sollievo alla madre.

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