Gravidanza condivisa sui social: è giusto o sbagliato per la coppia?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:02

La gravidanza condivisa sui social è per tantissime persone la normalità, dai vip che hanno fatto strada in questo campo alle persone comuni 

gravidanza condivisa sui social
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Se sia giusto o sbagliato per la coppia non è chiaro, ma sicuramente è una distorsione della realtà per certi versi

Gravidanza condivisa sui social, quando l’intimo diventa pubblico

gravidanza condivisa sui social giusto o sbagliato?
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Che siano le foto delle ecografie o il photo shoot della gravidanza, moltissime coppie ormai condividono le loro emozioni e i loro ricordi dei nove mesi sui social networks.

Gli psicologi studiano attentamente ormai il mondo dei social e lo analizzano rapportandolo ai problemi che purtroppo scaturiscono dall’uso sbagliato di questi mezzi.

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Tantissime coppie ormai si scambiano emozioni “pubblicamente”, attraverso scatti di momenti felici, dichiarazioni di amore e talvolta anche parole amare. Ma quanto è giusto pubblicare sui social i momenti intimi del rapporto di coppia, soprattutto durante un periodo così delicato come quello della gravidanza?

Si parla spesso delle difficoltà a cui la coppia va incontro durante la gravidanza: incomprensioni sugli stati d’animo di ciascuno dei due, problemi fisici della donna e la difficoltà per l’uomo di starle accanto, difficoltà ad avere rapporti intimi. Sui social tutto questo non compare, tutto ciò che viene pubblicato di solito sono immagini felici di coppie che stanno vivendo un momento magico e che hanno un rapporto ancora più intenso ed amorevole durante i nove mesi di attesa.

Secondo gli studiosi questo è dovuto al fatto che sui social si condividono solo i successi, i fallimenti personali di solito non vengono resi pubblici ma confessati solo alle persone più intime, amici o parenti.

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Detto così potrebbe risultare normale e inoffensivo, ma c’è un altro risvolto della medaglia: i problemi di concepimento a cui tantissime coppie vanno incontro e che purtroppo sono rimasti un tabù.

Queste coppie si sentono molto sole, circondate da persone che ce l’hanno fatta e che non vedono l’ora di abbracciare il loro bambino, e trasportano tutta la negatività di queste emozioni nel loro rapporto già messo duramente alla prova. Ma ciò che ne viene fuori è una visione distorta della realtà perchè, come abbiamo detto, il problema del concepimento è molto comune per le coppie anche se non viene reso pubblico.

Le stesse coppie che hanno avuto problemi di concepimento, quando poi riescono a concepire un bambino rischiano di entrare nel vortice della condivisione e di pubblicare foto e post in cui mostrano quanto sono felici per rifarsi degli anni in cui non lo erano.

La “visibilità relazionale”, come viene definita dagli studiosi, è una forma di esibizionismo del nostro ruolo pubblico, che può celare una insicurezza di fondo del rapporto di coppia.

La differenza tra le coppie che hanno un rapporto sano con i social e quelle che non lo hanno, secondo lo psicologo Tommaso Zanella dell’istituto Minotauro di Milano, intervistato da Vanity Fair, consisterebbe nell’intento. Ci sono coppie che postano foto e ricordi di momenti vissuti insieme per tenerli a portata di mano, o di click, come se tenessero un diario del loro percorso di coppia e  individuale. Altre coppie invece hanno come unico scopo delle pubblicazioni è quello di apparire e di ostentare la felicità a tutti i costi, nascondendo i problemi, come se fossero su un palcoscenico virtuale dove è più importante l’apprezzamento degli altri che il proprio rapporto, questo è un rapporto insano con i social e andrebbe approfondito il problema.

Riportando queste parole alla gravidanza, va aggiunto che quello è un momento di cambiamento profondo per la coppia e di emozioni uniche ed irripetibili. Voler condividere sui social la propria gioia può essere normale, ma si rischia comunque di non godersi appieno il momento e ciò che significa.

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A questo poi va aggiunto il discorso dell’empatia per le coppie che non riescono a concepire un bambino: anche in questo caso i social potrebbero avere una funzione pubblica di sensibilizzazione su alcuni temi e di eliminazione di tabù che potrebbe aiutare molte persone a sentirsi meno sole, se si condividessero più esperienze negative oltre a quelle positive.

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E voi unimamme cosa ne pensate della gravidanza condivisa sui social?

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