I virus online si travestono da istruzioni anti Covid: ecco come smascherarli

Informazioni sul Covid: attenzione ai virus online. L’allarme della Polizia Postale.

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Informazioni sul Covid: attenzione ai virus online – Universomamma.it (Adobe Stock)

Il Coronavirus non è solo un virus che colpisce l’organismo umano ma può essere anche un virus informatico che attacca i nostri computer mettendoli fuori uso o rubando i nostri dati sensibili. Naturalmente, più che il Coronavirus in sé sono tutte le informazioni e le notizie relative al virus e a come prevenirlo che possono essere delle trappole per entrare nei nostri sistemi operativi.

Allegati o link sospetti, soprattutto quando ricevuti via mail, ci devono sempre insospettire. Quando non conosciamo il mittente che ce li ha inviati oppure l’indirizzo di posta elettronica è sospetto o si tratta di una mail che abitualmente non riceveremmo oppure non richiesta, allora è assolutamente consigliabile non aprire i link che contiene né scaricare i suoi allegati e gettarla immediatamente nello spam. Quindi fare una scansione del computer con l’antivirus.

Purtroppo i pericoli non finiscono mai e nella gravità di un’emergenza sanitaria come quella del Cornavirus-Covid-19 c’è chi ha pensato di approfittare della preoccupazione delle persone per inviare tojan, malaware e tutti i virus o le minacce informatiche per rubare informazioni riservate e infettare i computer. Di seguito segnaliamo gli ultimi allarmi che vengono dalla Polizia Postale.

Informazioni sul Covid: attenzione ai virus online, avverte la polizia

Coronavirus e Covid sono gli argomenti che da circa un anno causano comprensibile apprensione in tutta la popolazione mondiale, bisognosa di informazioni e rassicurazioni. Soprattutto ora che i contagi hanno ripreso a risalire, anche per effetto della nuova variante inglese, più contagiosa, e che è iniziata la somministrazione dei vaccini.

Accanto alle notizie non verificate, alle fake news e alle bolle mediatiche che rischiano di diffondere informazioni distorte o non veritiere sul virus, a creare ulteriori problemi ci si mettono anche i virus informatici. Come se di virus non ne avessimo già abbastanza.

Questi virus possiamo trovarli in rete, quando visitiamo siti web poco sicuri oppure ci vengono recapitati direttamente via mail o anche tramite o servizi di messaggistica istantanea, come WhatsApp e Telegram. In diverse occasioni abbiamo segnalato truffe via WhastApp, come promesse di buoni, vincite o regali.

Nella ricerca spasmodica di informazioni sul Coronavirus-Covid, bisognosi di rassicurazioni o indicazioni, potremo imbatterci in bufale ma anche in siti web di phishing (che raccolgono informazioni e dati sensibili in modo fraudolento). L’attività illecita di phishing viene praticata soprattutto con l’invio di link sospetti o allegati via mail. Le persone in buona fede cliccano sul link ricevuto via mail o scaricano un allegato e automaticamente si infetta il loro sistema operativo, con conseguente furto di dati (informazioni sensibili, password, numeri di telefono, coordinate bancarie e numeri di carte di credito).

Bisogna fare molta attenzione e non aprire mail o messaggi sospetti, provenienti da sconosciuti o da nomi strani.

L’ultimo allarme lanciato dalla Polizia Postale riguarda un malaware chiamato “EMOTET” che viene inviato con e-mail che sembrano provenire dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Le mai, come segnala la polizia postale, riportano nell‘indirizzo del mittente il dominio @istruzione.it, che è quello del MIUR. Gli utenti che le ricevono sono così portati a pensare che si tratti di una comunicazione affidabile, ma non lo è. Occorre fare molta attenzione anche al nome che precede quello del dominio, che può essere strano o sospetto.

Queste mail, spiega sempre la polizia, contengono un allegato zip protetto da password, indicata nel corpo del testo, che va digitata per poterlo scaricare. Una volta che l’allegato viene scaricato, tuttavia, il computer si infetta (o anche lo smartphone o il tablet). L’allegato è un “trojan” o cavallo di troia, inviato per ingannare l’utente allo scopo di entrare nel suo sistema e rubargli informazioni. Una volta che l’utente cade nel tranello e scarica l’allegato, il trojan attiva nel suo sistema un “malaware“, ovvero un software malevolo, che gli ruba i dati.

I consigli della polizia

La Polizia Postale segnala che questo malaware EMOTET ha diverse finalità, tra cui accedere ai contatti presenti nel dispositivo dell’utente e alle sue informazioni personali, anche di tipo bancario.

I consigli della Polizia Postale sono di:

  • non scaricare allegati;
  • tenere sempre aggiornato il proprio antivirus;
  • effettuare una scansione dei propri dispositivi;
  • modificare le credenziali di accesso ai servizi online utilizzati.

Quindi è importante cambiare spesso la password di caselle di posta elettronica, account social e soprattutto dei servizi bancari online. Importante è anche avere un buon antivirus.

Le informazioni della polizia postale sul virus EMOTET.

L’altro virus informatico

Infine, un’altra minaccia informatica, tuttavia non nuova, viene da un altro malaware nascosto in un file Pdf, anche questo inviato via mail o tramite servizi di messaggistica istantanea. Si tratta di un documento che ha come nome file “CoronaVirusSafetyMeasures.pdf” e che finge di dare informazioni su come prevenire i contagi da Coronavirus. In realtà, anche in questo caso si tratta di un trojan che una volta scaricato infetta i sistemi operativi Windows. Come abbiamo detto, tuttavia, non è una novità ma un virus che già circolava dallo scorso marzo e che sembra tornato in circolazione, anche se al momento non ci sarebbero molte segnalazioni. In ogni caso, per proteggersi anche da questa minaccia informatica, è consigliabile non aprire le mail inviate da mittenti strani o sospetti e soprattutto non scaricare allegati non richiesti.

Se riceviamo questi messaggi da qualcuno dei nostri contatti, prima di aprire o scaricare alcunché chiediamo sempre prima la fonte di documenti, link o informazioni. Inoltre, non contribuiamo noi stessi a diffondere virus, girandoli ad altri.

Infine, ricordiamo i consigli della Polizia Postale per fare shopping online in sicurezza.

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(iStock)

Che ne pensate unimamme? Eravate a conoscenza di questi rischi?