Riapertura degli impianti sciistici dopo ok del CTS: le regioni interessate

Riapertura degli impianti sciistici in zona gialla, per il ponte di carnevale, ma le regioni esortano per il via libera agli spostamenti e ai viaggi.

Apertura impianti sciistici
Apertura impianti sciistici

Da lunedì 15 febbraio, le piste torneranno ad essere riaperte. Il via libera riguarda solo le regioni in zona gialla mentre per quelle in zona arancione vale ancora lo stop e, quindi, per Bolzano, Sicilia, Umbria, Puglia e Sardegna. Per il resto delle regioni, ci si prepara alla riapertura degli impianti sciistici in zona gialla.


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Riapertura degli impianti sciistici in zona gialla nel rispetto delle norme anticovid

Impianti sciistici
Impianti sciistici

Gli impianti apriranno nel rispetto delle norme anticovid. La mascherina, quindi, sarà obbligatoria, la capienza nelle funivie sarà dimezzata e, nelle seggiovie, il paravento dovrà essere abbassato.

Ogni giorno si avranno a disposizione un numero limitato di skipass, in proporzione alla grandezza dell’impianto; in questo modo, si garantirà il distanziamento in pista ma soprattutto all’entrata dei mezzi di risalita e nei pressi delle biglietterie. Ci saranno, poi, dei corridoi separati per l’entrata e l’uscita dagli stessi e, ovviamente, severamente vietati sono gli aperitivi.

A proposito delle norme, si è espresso il campione di sci, Kristian Ghedina che ha dichiarato: “Sciare con la mascherina? Impossibile e poi si starà a ben più di un metro di distanza“.

Il nodo sui viaggi tra regioni

Al di là di questo, comunque, non è chiaro se si possa andare a sciare ovunque o ci si dovrà accontentare degli impianti della propria regione. Al 15 febbraio è stabilito il termine del divieto agli spostamenti tra regioni, disposto dal Dpcm attualmente in vigore. Non è ancora chiaro, però, se il divieto sarà prolungato.

Il ministro della Salute, Speranza, e degli Affari regionali, Boccia, qualche tempo fa avevano dichiarato l’intenzione di voler prolungare lo stop agli spostamenti tra regioni,  fino al 5 marzo.


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L’attuale silenzio, quindi, potrebbe significare la riapertura dei confini delle regioni. In ogni caso non si avranno notizie certe prima della prossima settimana. Ovviamente, i gestori degli impianti stanno premendo per sconoscere in tempo le condizioni in cui devono riaprire; per molti, infatti, se il via libera dovesse riguardare solo i residenti, residenti, aprire sarebbe economicamente poco conveniente.

Il presidente del Dolomiti Superski, Andy Varallo, ha dichiarato: “Purtroppo hanno bocciato l’idea di mettere in esercizio gli impianti di risalita in zona arancione, ci speravamo, ora stiamo aspettando se ci sarà una libera circolazione tra le Regioni“.

Per Marco Pappalardo, direttore marketing: «C’è una grande aspettativa. Da noi la maggior parte degli impianti riapriranno. La gente non vede l’ora di tornare a respirare».

I governatori delle regioni del Nord si sono detti soddisfatti per la la ripresa di un ambito che genera ogni anno un miliardo, secondo quanto stimato da Coldiretti.

Tuttavia, il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha comunque esortato i cittadini alla massima prudenza, “indossando mascherine, quantomeno nei luoghi di aggregazione e durante la risalita. Se tornasse una ripresa della curva dell’infezione, sarebbe la fine”.

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