Un piano e uno stipendio di 2000 euro per aiutare le mamme colpite dalla pandemia

Un piano e uno stipendio di circa 2000 euro per aiutare le mamme colpite dalla pandemia, la petizione firmata già da tantissime donne.
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Le mamme di tutto il mondo sono le più colpite dalle conseguenze dirette e indirette della pandemia di Covid-19. Sono le prime ad aver perso il lavoro, licenziate o senza contratti rinnovati perché già precarie. Su di loro sono ricaduti tutti i carichi di famiglia:

  • prendersi cura dei bambini rimasti a casa per le scuole chiuse,
  • occuparsi dei familiari anziani bisognosi,
  • gestire la casa,
  • avere a che fare con figli adolescenti chiusi in casa.

La pandemia ha mostrato chiaramente come le donne siano le più discriminate. Una psichiatra americana ha palato senza mezzi termini di tradimento della società nei confronti delle donne. Gli impegni familiari sono ricaduti tutti sulle lo spalle, da portare avanti in contemporanea con il lavoro, per coloro che non lo hanno perso. Un peso eccessivo che ha provocato molte donne all’esaurimento.

Nonostante questa denuncia riguardi le donne americane, la situazione delle donne e mamme italiane non è molto differente. Ora sempre dagli Stati Uniti arriva una iniziativa che potremo proporre anche in Italia: la richiesta di un piano per aiutare le mamme colpite dalla pandemia. Ecco di cosa si tratta.


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Un piano per aiutare le mamme colpite dalla pandemia: di cosa si tratta

L’iniziativa per aiutare le mamme colpite dalla pandemia di Covid-19 arriva dagli Stati Uniti ed è una petizione rivolta al Presidente Joe Biden di un Piano Marshall per le mamme. Il Piano Marshall fu uno strumento eccezionale approvato dagli Stati Uniti nel 1948 per aiutare nella ricostruzione l’Europa distrutta dalla Seconda guerra mondiale. Gli Usa elargirono finanziamenti ai vari Paesi europei, tra cui l’Italia.

Ora, in una situazione che può definirsi altrettanto straordinaria come la pandemia di Covid-19 e le sue gravissime conseguenze economiche e sociali, c’è bisogno di un nuovo Piano Marshall. Questa volta un piano per aiutare le mamme americane. Come abbiamo detto, le più colpite dalla crisi provocata dal Covid. Moltissime donne hanno perso il lavoro, anche negli Stati Uniti, e si sono trovate senza mezzi di sostegno sufficienti per i loro figli e la famiglia.

Gli aiuti per queste mamme sono più che urgenti e andrebbero concessi con una misura straordinaria come un Piano Marshall. Per questo è stata lanciata una petizione dalla fondatrice e Ceo di “Girls Who Code“, Reshma Saujani, che è stata già firmata da diverse donne famose, attiviste e importanti professioniste americane.

La Suajani, in un predente intervento, aveva anche quantificato l’importo di un sussidio per le mamme che dovrebbe ammontare a circa 2.400 dollari (equivalenti a circa 2.000 euro). “Le madri dovrebbero essere considerate lavoratrici essenziali”, aveva detto Saujani in un’intervista a “Know your value” della NBCNews.

L’attivista ha sottolineato anche le grandi perdite per una società in cui le donne rinunciano alla loro carriera, o non alzano la mano per chiedere una promozione. A questo proposito, da anni Suajani è una grande promotrice del ruolo delle donne nell’economia e nella società. L’attivista sostiene che molte donne non fanno carriera perché sono loro le giudici più severe di sé stesse. In una società in cui si chiede alle donne la perfezione in tutto, molte nuove imprese vengono evitate per paura del fallimento. Non bisogna aver paura di fallire, secondo Reshma Suajani e non bisogna insegnare alle ragazze la perfezione ma il coraggio. Perché se all’inizio possono fallire, poi con la perseveranza e i tentativi avranno successo.

Questo tema è stato trattato da Suajani in un Ted talk di qualche anno fa, di cui vi proponiamo il video che ha anche i sottotitoli in Italiano.

Riguardo alla situazione attuale, profondamente segnata dalla pandemia, Suajani  sostiene che non si potrà mai tornare alla situazione precedente al Covid finché le donne non si alzeranno in piedi per far valere i loro diritti e spingere per una ripresa economica che le metta al centro. “Abbiamo una crisi in questo momento che sta schiacciando le mamme, che sono state espulse dalla forza lavoro”. Un’emergenza che richiede interventi straordinari, come quelli di un Piano Marshall. Da qui è nata l’idea della petizione, che ha ottenuto l’attenzione dei media quando l’organizzazione “Grils Who Code” ha comprato un pagina intera del New York Times per promuoverla.


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La petizione

Nella petizione lanciata da Reshma Saujani si legge: “Abbiamo bisogno di un Piano Marshall per le mamme, un piano per stipendiare le nostre madri per il loro lavoro invisibile e non pagato“.

La richiesta è rivolta direttamente al neo Presidente degli Stati Uniti e lanciata con l’hashtag #MarshallPlanforMoms.

Caro Presidente Biden. Lo sai bene: le mamme sono il fondamento della società. E siamo stanche di lavorare gratis. Abbiamo bisogno di un piano Marshall per le mamme – ora“. La richiesta è netta e sono spiegati tutti i motivi per cui è necessario approvare un programma di sostegno economico alle mamme.

Come il piano piano Marshall originale del 1948, questo sarebbe un investimento finanziario per la ricostruzione da zero“, spiega la petizione.

Il COVID ha decimato molte delle nostre carriere. Due milioni di noi hanno lasciato il mondo del lavoro, a una percentuale che è quattro volte quella degli uomini, nel solo mese di settembre. Altre milioni sono state costrette a ridurre le nostre ore di lavoro o a lavorare 24 ore su 24 per mantenere il nostro posto e occuparci della cura della famiglia a tempo pieno.

Questo non è un incidente isolato, è una crisi nazionale. Non hai creato tu questo problema, ma la tua amministrazione ha l’opportunità di risolverlo. Nei tuoi primi 100 giorni ti chiediamo di:

  • Istituire una task force per creare un Piano Marshall per le mamme.
  • Implementare un assegno mensile a breve termine per le mamme a seconda delle esigenze e delle risorse.
  • Approvare politiche attese da tempo, come congedo familiare retribuito, assistenza all’infanzia a prezzi accessibili ed parità salariale.

Sembra pazzo? Non è.

È ora di assegnare una cifra in dollari al nostro lavoro. La maternità non è un favore e non è un lusso. È un lavoro.

I primi 100 giorni (di Presidenza degli Usa, ndr) sono un’opportunità per definire i nostri valori. Quindi iniziamo valorizzando le mamme“.

Queste sono le richieste delle mamme americane, lavoratrici o no. Una petizione che è stata firmate da importanti personaggi pubblici, finora tutte donne, come: Alyssa Milano, Amy Schumer, Charlize Theron, Eva Longoria, Julianne Moore e Tarana Burke del movimento “Me Too”.

Le promotrici auspicano di raggiungere ulteriori firmatari, nell’attesa della risposta del presidente Biden e magari, ancora prima, della sua vice Kamala Harris.

Il sito della petizione: www.marshallplanformoms.com

Che ne pensate di questa petizione unimamme? Serve anche in Italia?

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