Regioni: come cambia la mappa d’Italia

Regioni: come cambia la mappa del rischio Covid in Italia. Quali diventano arancioni secondo le ultime disposizioni.

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(Centro di Roma. Foto di TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Come ogni venerdì, è il momento della pubblicazione del monitoraggio dei contagi Covid-19 in Italia da parte della Cabina di regia sull’emergenza sanitaria dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute.

Il monitoraggio presenta la diffusione del contagio sa Sars-CoV-2 in Italia, con l’indicazione dell’indice di trasmissibilità Rt che insieme ad altri parametri, come il numero dei casi e l’occupazione delle terapie intensive, determina l’assegnazione dei colori giallo, arancione o rosso alle Regioni a seconda del livello di rischio.

Come abbiamo anticipato nei giorni scorsi, la diffusione delle nuova varianti del virus, specialmente in alcune Regioni, ha causato un nuovo preoccupante aumento dei contagi con l’istituzione di zone rosse locali e il previsto passaggio all’area arancione di diverse Regioni.

Di seguito vi segnaliamo quali Regioni cambieranno colore, passando a una zona di rischio più elevata, con maggiori restrizioni. Nel frattempo, parte della comunità scientifica, dal Andrea Crisanti a Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe, chiedono per l’Italia l’introduzione del lockdown totale, anche di poche settimane, per contenere le nuove varianti del virus e riprendere il tracciamento saltato.


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Regioni: come cambia la mappa dell’Italia secondo l’ultimo monitoraggio

Siamo ancora nel pieno dell’emergenza Covid-19. A ricordarcelo sono gli esperti della Cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute che prima ancora della pubblicazione del monitoraggio settimanale dei contagi, avvertono: “È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine”.

I dati esposti nella consueta conferenza stampa dal presidente dell’ISS Silvio Brusaferro mostrano un aumento dell’incidenza nazionale dei contagi e un Rt che si avvicina a 1, pari a 0,99. Più di 10 Regioni hanno un indice Rt sopra 1. Inoltre, i contagi crescono nelle fasce di età più giovani. Invece, l’epidemia mostra un rallentamento nella fascia di età degli over 80, un segnale dei “primi effetti della campagna vaccinale“. Ha spiegato il presidente dell’ISS.

In Europa c’è una circolazione del virus in tutti i Paesi. In Italia si segnala una leggera ricrescita in corso ma siamo in una posizione abbastanza favorevole rispetto all’incidenza di altri Paesi”, ha detto ancora Brusaferro, avvertendo che “l’epidemia è soggetta ad ondate e quindi bisogna sempre avere grande attenzione”.

Durante la conferenza stampa, Silvio Brusaferro ha comunicato anche i dati giornalieri dell’epidemia di Covid-19 in Italia. I morti giornalieri di oggi, 353 casi, portano sopra 95mila il numero complessivo dei decessi in Italia.

I nuovi colori delle Regioni

Sulla base delle indicazioni della Cabina di regia e del Comitato tecnico scientifico, il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà a breve la nuova ordinanza che assegna alle Regioni i colori a seconda del rischio epidemiologico.

Nel frattempo, i principali organi di stampa hanno anticipato quali saranno le Regioni che cambieranno colore, in base al numero dei contagi e all’indice di trasmissibilità Rt.

Secondo l’agenzia Ansa, passeranno da gialle ad arancioni le Regioni:

  • Campania
  • Emilia Romagna
  • Molise

Rimangono le zone rosse locali già istituite a livello regionale in Umbria e Abruzzo.

Invece, “si salvano” Lazio e Lombardia che rimangono gialle. Entrambe hanno un indice Rt di 0,95. Secondo anticipazioni del Corriere della Sera.

I colori delle Regioni cambieranno a partire da domenica 21 febbraio. Per avere la risposta definitiva, tuttavia, è necessario aspettare l’ordinanza del ministro della salute.


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(Milano, Navigli. Foto di MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Che ne pensate unimamme di queste misure?