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Bambina trapiantata torna a scuola: compagni e insegnanti si vaccinano per lei – Universomamma.it

Bambina trapiantata torna a scuola: compagni e insegnanti si vaccinano per lei. Una storia di generosità che viene da Roma.

Una bellissima notizia, una storia di solidarietà di quelle che scaldano il cuore e di cui abbiamo tanto bisogno di questi tempi. Una classe intera di una scuola elementare di Roma, gli insegnanti ma anche i familiari degli alunni si sono vaccinati tutti contro l’influenza, il morbillo e la varicella per proteggere una bambina che aveva subito un multi-trapianto d’organo. Ecco cos’è accaduto.

Bambina trapiantata a scuola: compagni e insegnanti si vaccinano

In una scuola elementare di Monte Mario a Roma gli alunni della classe quinta, i loro fratelli e gli insegnanti si sono sottoposti tutti quanti ai vaccini obbligatori e non per proteggere una loro compagna che aveva subito un delicatissimo trapianto multi-organo. In tutto, sono state 50 persone a farsi vaccinare. Un gesto di grande solidarietà, oltre che di protezione per loro stessi, per proteggere la compagna immunodepressa.

L’obiettivo della vaccinazione è di evitare che la bambina trapiantata si ammali di morbillo, varicella e influenza. Infatti, chi ha subito un trapianto d’organo, per le terapie anti-rigetto è sottoposto a farmaci che indeboliscono se non addirittura cancellano le difese immunitarie, per questo chi è trapiantato ha bisogno più che mai della cosiddetta immunità di gregge, ovvero che siano vaccinate le persone che ha intorno, in modo che non trasmettano malattie infettive che possono essere letali per chi ha il sistema immunitario compromesso.

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Questa è la condizione di G., una bambina di 11 anni che da piccola è stata sottoposta a un delicatissimo intervento chirurgico di multi-trapianto d’organo.

La madre della bambina ha raccontato che la figlia è nata prematura, alla 35a settimana di gestazione, e a causa della prematurità ha avuto un’infezione all’intestino che ha richiesto diversi interventi chirurgici. Nel 2011, a soli 30 mesi, G. ha avuto un trapianto multiviscerale di 5 organi. Un trapianto molto rischioso che ha una mortalità altissima, del 90%. La bimba è riuscita a superarlo, un miracolo. Da allora, però, G. è costretta a prendere due farmaci immunosoppressori perché il rischio di rigetto è elevato. Questa condizione così delicata non le consente di essere vaccinata con i vaccini a base di virus vivi, come quelli contro il morbillo, la parotite, la rosolia e la varicella. “Non può neppure permettersi di prendersi malattie che per altri sono banali, ma che su di lei possono avere conseguenze molto gravi“, ha detto ancora la madre, Patrizia, che è infermiera.

Per evitare che G. si ammali e permetterle di tornare a scuola, tutti e 23 i compagni della sua classe si sono sottoposti a vaccinazione, così come i loro fratelli e anche gli insegnanti.

Non tutti i compagni di classe di G. erano vaccinati all’inizio, per questo è stato necessario un incontro con i genitori, per sensibilizzarli e informarli sul tema.

Grazie a un lavoro basato sul dialogo condotto dagli operatori della Asl Rm1 e grazie alla sensibilità degli altri genitori, mia figlia da metà novembre potrà frequentare le lezioni in classe, come tutti i suoi compagni. È stato un meraviglioso esempio di solidarietà e amicizia“, ha spiegato mamma Patrizia all’Ansa. La donna è coordinatrice infermieristica a Monza e si è trasferita a Roma per seguire l’equipe di medici che ha in carico la figlia, ora in cura presso il Reparto di Epatogastroenterologia dell’Ospedale Bambino Gesù.

La madre ha anche raccontato la consapevolezza della figlia riguardo alla sua condizione e alle cautele che prende. La bambina, che ha compiuto 11 anni lo scorso ottobre, sa che gli organi che le sono stati trapiantati sono la sua unica possibilità di vivere. Indossa sempre la mascherina quando esce e quando conosce un bambino la prima cosa che gli chiede è se è vaccinato. G., racconta la mamma, “è una bimba socievole, attiva, non vive in isolamento, ma cerco sempre di metterla in un ambiente protetto: se devo portarla in gita la porto io con la macchina, andiamo nei musei negli orari non di punta, preferiamo mangiare all’aperto invece che al chiuso“. I primi anni di scuola, ha detto ancora la madre, quando non c’era l’obbligo vaccinale, “vivevamo nel terrore, ma anche successivamente alla legge Lorenzin, non tutti i compagni erano protetti, ha sottolineato. Così, G. “ha frequentato per anni in un’aula da sola, con l’insegnante di sostegno. Ma volevo facesse una vita il più possibile normale“, ha aggiunto mamma Patrizia che si è rivolta al direttore scolastico dell’istituto che a sua volta si è rivolto alla Asl Rm1.

Antonietta Spadea, direttrice dell’Unità Operativa Complessa Tutela e Promozione della Salute della Asl Rm1, ha controllato lo stato vaccinale della classe e ha trovato molti bimbi non protetti. Così lo scorso settembre è stato organizzato un incontro con le famiglie e gli insegnanti: “Ci siamo confrontati a lungo e apertamente sul tema vaccini, affrontando perplessità e paure – ha spiegato Spadea – . E la risposta è stata straordinaria, a dimostrazione del fatto che il dialogo è fondamentale: tutti e 23 i bimbi si sono messi in regola, anche per le vaccinazioni non obbligatorie, ovvero due dosi di varicella (obbligatorio solo per i nati dopo il 2017), due di morbillo, parotite e rosolia (obbligatori, ndr)e quello per l’influenza stagionale. La vaccinazione, in due sessioni, ha coinvolto una cinquantina di persone, inclusi i fratellini e i quattro insegnanti“.

Che dire unimamme? Un gesto davvero commovente da parte di tutti i compagni di scuola della bambina e dei loro genitori.

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