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Influenza (iStock)

Boom influenza: oltre 430mila casi nella seconda settimana di gennaio. Un forte aumento dei contagi.

L’influenza 2018/2019 entra nel vivo e, sebbene non siamo ancora al picco dei casi, è stato registrato un forte aumento dei contagi nella seconda settimana di gennaio. Del resto con il ritorno a scuola e al lavoro dopo le vacanze natalizie era previsto. Siamo nel pieno dell’epidemia, ma il picco è atteso per fine mese. Ecco tutti i dettagli sulla diffusione dell’influenza in Italia.

Boom influenza: esplode l’epidemia con un forte aumento dei contagi

La stagione dell’influenza è entrata nel pieno del ciclo epidemico, facendo registrare un “brusco aumento dei casi“, come riporta l’ultimo bollettino InfluNet sulla sorveglianza integrata dell’influenza, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), e relativo alla seconda settimana dell’anno, dal 7 al 13 gennaio 2019.

In questa settimana sono stati registrati 431.000 casi di influenza, quasi centomila in più rispetto alla settimana precedente, quando se ne erano contate circa 320.000. Tuttavia, l’incidenza della malattia si mantiene ancora ad un livello di bassa entità. Quest’anno, infatti, l’influenza sarà più leggera, con un minor numero di contagi, grazie anche ai vaccini antinfluenzali che sono stati molto richiesti, tanto da portare ad un esaurimento delle scorte in alcune zone d’Italia.

Dall’inizio della sorveglianza, il totale dei casi di influenza sale a circa 2.246.000 contagi. I più colpiti dall’influenza sono soprattutto i bambini al di sotto dei cinque anni, come avevamo già riferito, nei quali si osserva un’incidenza pari a 15 casi per mille assistiti, a fronte dei 7,1 casi per mille assistiti della popolazione generale.

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Incidenza dell’influenza 2018/2019 dal 7 al 13 gennaio 2019 (Rapporto Influnet)

Le Regioni maggiormente colpite dall’epidemia di influenza sono quelle del Centro e Sud Italia: Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia.

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Diffusione dell’influenza nelle Regioni d’Italia nella settimana dal 7 al 13 gennaio 2019 (Rapporto Influnet)

In questa stagione influenzale prevalgono due virus: l’A-H3N2, rischioso per gli anziani e l’A-H1N1, diffuso di più al Sud. Quest’anno, inoltre, l’influenza dovrebbe colpire in Italia circa 5 milioni di persone, ma dovrebbe essere di media intensità, più leggera di quella della scorsa stagione che invece è stata particolarmente pesante e aveva contagiato 7 milioni di persone.

Nel frattempo, mentre si avvicina il picco dei casi influenza, l’inverno entra nel vivo con nuove perturbazioni in arrivo sull’Italia che porteranno piogge, neve anche a bassa quota e calo delle temperature. Il freddo favorirà l’influenza.

Influenza: cos’è e cosa fare

L’influenza è una malattia infettiva respiratoria acuta, causata da un virus, appartenente alla famiglia degli Orthomyxoviridae, che può avere differenti ceppi ed è molto contagiosa, perché si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, con tosse e starnuti, ma anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona, o per via indiretta, attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie oppure toccando superfici contaminate per poi toccarsi bocca, naso e occhi.

L’influenza è un importante problema di sanità pubblica, con costi diretti e indiretti per l’attuazione delle misure di controllo e la gestione dei casi e delle complicanze della malattia ed è tra le poche malattie infettive che, di fatto, ogni individuo sperimenta più volte nel corso della propria esistenza, indipendentemente dallo stile di vita, dall’età e dal luogo in cui vive.

Solitamente, l’influenza si presenta con epidemie annuali durante la stagione invernale. Casi sporadici possono verificarsi anche al di fuori delle normali stagioni influenzali, anche se nei mesi estivi l’incidenza è trascurabile. Ogni anno l’influenza colpisce in media l’8% della popolazione italiana.

Le epidemie annuali sono associate a morbosità e mortalità elevate. I casi più gravi e le complicanze dell’influenza sono più frequenti nei soggetti al di sopra dei 65 anni di età e con condizioni di rischio, come, ad esempio, il diabete, le malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche. Alcuni studi hanno evidenziato un aumentato rischio di malattia grave nei bambini molto piccoli e nelle donne incinte, alle quali si consiglia il vaccino antinfluenzale. Tuttavia, casi gravi di influenza si possono verificare anche in persone sane, che non rientrano in alcuna di queste categorie.

L’influenza provoca febbre, anche elevata, dolori muscolari e spossatezza, brividi, naso che cola. Lo strumento più efficace per prevenire la malattia è il vaccino antinfluenzale, che va fatto in autunno. Il vaccino non protegge al 100% dall’influenza, ma si abbassano considerevolmente le probabilità di contrarla e soprattutto, in caso in cui si venga contagiati, i sintomi sono meno gravi e non causano ulteriori complicanze.

Un’altra buona regola di prevenzione è l’igiene. Per non contrarre il virus occorre lavare le mani con acqua e sapone accuratamente e regolarmente e asciugarle bene. Le mani vanno lavate soprattutto dopo aver tossito o starnutito e quando si sta nei luoghi pubblici e affollati, toccando porte, maniglie, corrimano eccetera. Per l’igiene sono molto utili anche i disinfettanti per le mani, che riducono la presenza del virus influenzale e possono essere una valida alternativa all’acqua. Infine, bisogna coprire naso e bocca quando si starnutisce e si tossisce, utilizzare fazzolettini monouso e poi lavarsi le mani.

Che dite unimamme? Vi siete protette dall’influenza? Avete fatto il vaccino o avete messo a punto altre strategie per proteggere voi e la vostra famiglia?

Ricordiamo il nostro articolo: Influenza: una malattia da non sottovalutare. I miti da sfatare secondo l’Oms